Scuola per Artigiani Restauratori M.L.R.

   

 

                                  

 

                                                                                             

PER ISCRIZIONI E INFORMAZIONI TELEFONARE DALLE ORE 8.30 ALLE ORE 16.00 ALLO 0115212922 O SCRIVERE AL SEGUENTE INDIRIZZO E-MAIL info@scuolartigianirestauratori.it

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ATTESTATI DEI CORSI A.F. 2020/2021

Si comunica che dal 01 luglio 2021, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 15.30, si possono ritirare in segreteria gli attestati di specializzazione

La scuola potrà rilasciare l'attestato esclusivamente al diretto interessato o a familiare munito di delega firmata

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La scuola nasce dalla passione del Sermig per i giovani, dal desiderio di accendere in loro una scintilla di bellezza, la chiave per impegnarsi e provare a cambiare il mondo. L’arte diventa così linguaggio e strumento per aprirsi agli altri, ma anche un’opportunità per riscoprire vecchi mestieri e il piacere di fare e costruire. La scuola è ospitata nelle vecchie sellerie dell’arsenale, ristrutturate tra il 2009 e il 2010.

Mette a disposizione:

9 laboratori d'arte e restauro

1 laboratorio di chimica applicata

1 aula multimediale

2 aule mutlimediali per lezioni teoriche

1 biblioteca di settore

1 aula per il disegno tecnico e ornato

1 laboratorio fotografico

1 aula magna - sala conferenze

A disposizione, nel complesso del Sermig:

1 mensa a self service

1 Ospiteria dell'Arsenale della Pace

 

STORIA

La Scuola per Artigiani Restauratori nasce nel marzo del 1994 grazie ad un accordo fra l'Associazione Piemontese Restauratori d'arte (APRA) e il Servizio Missionario Giovani (SERMIG), la fraternità laica guidata da Ernesto Olivero, che ha restaurato gran parte dell'ex Arsenale militare di Torino trasformandolo in "Arsenale della Pace".

L'associazione dei Restauratori d'Arte cercava da tempo un interlocutore che comprendesse l'urgenza di una struttura dedicata alla trasmissione di gestualità e conoscenze antiche, tramandate fino ai giorni nostri nelle botteghe artigiane attraverso la tradizione dell'apprendistato: una pratica resa quasi impossibile dalle attuali norme che regolano il lavoro.

Il primo ciclo di studi, iniziato nel novembre del 1997, prevedeva corsi quadriennali così strutturati: un primo anno di orientamento, dedicato totalmente alla conoscenza di tutte le discipline proposte dalla Scuola; i due successivi, stabilito il Corso più adatto alle proprie caratterstiche, di specializzazione nel Laboratorio scelto; infine l'ultimo, definito stage, destinato per intero all'approfondimento del proprio settore.

La Scuola, nata come istituto di formazione privato, nel corso del primo ciclo di studi ha maturato l'esigenza di ottenere il riconoscimento della Regione Piemonte, per poter rilasciare un attestato che avesse non solo un valore simbolico, seppur di prerstigio, ma un certificato spendibile nel mondo del lavoro e riconosciuto su tutto il territotio nazionale.

Il riconoscimento come Agenzia Formativa Regionale, raggiunto nell'anno 2000, ha indotto a cambiare totalmente  il Piano Corsi che si modifica, anno per anno, in relazione alle Direttive Mercato del Lavoro e dei finanziamenti del Fondo Sociale Europeo. Tutto ciò però non ha snaturato il progetto iniziale dove spazio, luce e attrezzature servono a ricreare l'ambiente e il clima del laboratorio in cui l'artigiano, titolare di preziose "botteghe", può insegnare concretamente agli allievi e guidarli all'apprendimento del "mestiere".

Non un semplice corso, quindi ma una vera e propria Scuola per Artgiani Restauratori d'Arte, con il duplice obiettivo di creare nuove opportunità di lavoro per i giovani e di contribuire alla salvaguardia del patrimonio artistico, ricchezza che, se non è degnamente assistita, nel tempio muore.

Dal 2002 tutta l'organizzazione della Scuola è gestita dal Sermig, da sempre caratterizzato da un'attenzione particolare verso i giovani, che nel 2009 ha trasferito in una nuova sede più ampia e idonea (che ora può contare di una superficie di circa 2.400 mq), trsformando le ex sellerie del complesso dell'Arsenale in un ambiente totalmente adatto alle esigenze dell'Istituto di Restauro.

 

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