Arsenale della Speranza - San Paolo, Brasile

Nel 1996 nasce a San Paolo, in Brasile, l’Arsenale della Speranza, tra le mura dell’antica Hospedaria de Imigrantes, una struttura che dal 1886 sino agli anni 1950 ha accolto milioni di migranti provenienti da tutto il mondo, quasi un milione dall’Italia. Sostavano in questa grande struttura per un periodo di quarantena prima di raggiungere le piantagioni di caffè, dove andavano a sostituire gli schiavi.

La storia dell’Arsenale della Speranza si innesta in un cammino più grande, nato dagli incontri del SERMIG con i vescovi brasiliani Dom Helder Camara e Dom Luciano Mendes de Almeida, maestri di vita con i quali sono stati promossi, in Brasile e altrove, centinaia di interventi e progetti di sviluppo rivolti soprattutto ai bambini.

Per gestire questi progetti sono nate, in diverse regioni del Brasile, le ASSINDES (in portoghese: Associação Internacional para o Desenvolvimento). Il cammino di comunione, umana e spirituale, intessuto con gli amici della ASSINDES di San Paolo (nata nel 1990) ha creato “le basi” per accogliere, oltre oceano, i primi consacrati della Fraternità della Speranza attorno ai quali è partito il progetto dell’Arsenale della Speranza.

Tracce di una Storia

Era “la casa del dolore” destinata alla quarantena degli emigranti europei. Dal 1996 è l’Arsenale della Speranza una casa che accoglie ogni giorno migliaia di "uomini di strada" per restituire loro dignità. È una casa dove non c’è distanza tra chi accoglie e chi viene accolto, dove la gratuità non umilia, non riduce la dignità della persona, ma ne risveglia le immense potenzialità. L’Arsenale della Speranza è dedicato a Dom Luciano Mendes de Almeida.

Il sogno di Ernesto e Maria Olivero di superare la fame e l'ingiustizia sociale nel mondo ha gradualmente reso il SERMIG presente in decine di paesi, sostenendo e intraprendendo numerosi progetti di collaborazione e sviluppo.

Lungo questo viaggio, la Fraternità della Speranza arrivò in Brasile, paese di amici e maestri come Dom Helder Câmara e Dom Luciano Pedro Mendes de Almeida.

In Brasile, per organizzare meglio i suoi progetti e, soprattutto, per incoraggiare sempre più la cooperazione umana e spirituale con gli amici brasiliani, il SERMIG si è fatto presente in varie regioni del paese (Bahia, Sergipe, San Paolo, Rio de Janeiro e Minais Gerais) dove ha fondato le Associações Internacionais para o Desenvolvimento (ASSINDES).

Nella città di San Paolo, ispirato dallo stesso Ernesto, sostenuto da Dom Luciano ed altri amici, il 27 giugno 1990, nella Parrocchia di San Rafael, nel tradizionale quartiere Mooca, nasce l'ASSINDES - Nucleo São Paulo (oggi ASSINDES SERMIG) allo scopo di assistere e valorizzare le persone svantaggiate.

L'entusiasmo dell'allora parroco della Chiesa di San Rafael, il missionario italiano padre Alberto Trombini, motiva molti membri della parrocchia a impegnarsi in attività dell'ASSINDES che, grazie a questa partecipazione, sono in grado di costruire 81 alloggi per famiglie bisognose e sviluppare alcuni centri di formazione, scuole e strutture comunitarie, sostenendo l'acquisizione della proprietà e l'avvio del progetto chiamato Casa Vida (centro di accoglienza per bambini con HIV), sotto la responsabilità di un'altra entità.

Tutto ciò crea la "base" per la nascita, a partire dal 1 ° febbraio 1996, dell'Arsenale della Speranza. Su invito del governo dello Stato di San Paolo e dell'Arcidiocesi di San Paolo e incoraggiato da Dom Luciano Mendes, Ernesto Olivero accetta la sfida di fondare un nuovo arsenale, portando a San Paolo l'esperienza e lo spirito di accoglienza e solidarietà dell'Arsenale della Pace di Torino.

Tre consacrati della Fraternità del SERMIG lasciano l'Italia e, insieme alle famiglie dell'ASSINDES-SP, diventano il nucleo del SERMIG in Brasile, riunendo altri giovani e coppie interessati a condividere il servizio e lo stile di vita dalla comunità.

Nel 2005, ASSINDES-SP ha rinnovato il suo statuto e ha cambiato nome, diventando ASSINDES SERMIG, unendo ulteriormente i percorsi di ASSINDES-SP e SERMIG.

Il sogno è di continuare a leggere i "segni dei tempi" in modo che gli Arsenali possano continuare a rispondere alle sfide che ci portano.

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