Sostieni l'Arsenale della Pace - Aggiornamento Coronavirus

Gli Arsenali nel mondo vivono di restituzione e di gratuità. Se la gente non ci aiutasse in pochi giorni fallirebbero.

Abbiamo bisogno di aiuti concreti in denaro, tempo e materiale e non abbiamo paura di chiedere perchè confidiamo nella generosità della gente grazie alla quale questo Arsenale militare è stato trasformato in Arsenale di Pace e può continuare ad accogliere migliaia di giovani, bambini, uomini e donne del nostro tempo.

Puoi scegliere a chi destinare il tuo aiuto e ogni euro donato andrà per il progetto che scegli. 
Il grazie che sale dalle vite ritrovate, nostre e degli altri, è senza fine.


AGGIORNAMENTO CORONAVIRUS

Chiusi insieme con chi ha bisogno
Aperti a chi ha bisogno
... Ma c'è bisogno del vostro aiuto

In questo tempo di quarantena, l’Arsenale si è svuotato delle attività di volontariato, dei servizi educativi e formativi e il silenzio ha preso il posto del vociare dei bambini, dei giovani, delle conversazioni con tanti amici, degli incontri.

Ma subito ci siamo detti che non potevamo chiudere la casa a donne e uomini che non hanno dove vivere: donne maltrattate, mamme con bambini, giovani scappati dalla guerra, uomini senza casa, anziani che si sono affidati a noi e non hanno altra famiglia che questa. Abbiamo scelto di tenere aperte tutte queste accoglienze. Gli ospiti, circa 200, rimangono in casa 24 ore su 24, sono divisi in piccoli gruppi e durante la giornata svolgono diverse attività. Tra gli accolti ci sono anche alcuni bambini in cura oncologica provenienti da altri Paesi con le proprie famiglie: la loro situazione di particolare fragilità li obbliga ad un isolamento completo presso l’Arsenale dell’Armonia, a Pecetto Torinese. Tutti gli spazi dell’Arsenale sono soggetti a severe misure di sicurezza:  presidi sanitari (mascherine, disinfettanti, termometri per la temperatura…), attenzione all’igiene e sanificazione degli spazi. Un impegno gravoso sia dal punto di vista umano che economico.

Servizio del TGR Piemonte in diretta dall'Arsenale della Pace - 2 aprile 2020

Accanto all’accoglienza diretta, l’Arsenale si è attivato per stare accanto a chi si trova in una situazione di difficoltà:

>>   Distribuzione di generi di prima necessità alle famiglie del quartiere Aurora, Borgo Dora e Porta Palazzo, che non riescono a acquistare beni alimentari presso i supermercati, a causa di una situazione economica di grande fragilità. Il servizio è una risposta alle tante richieste di aiuto ricevute al nostro centralino. Il bisogno di generi di prima necessità è grande: tante sono le risorse spese per questa attività.

>>   Visite mediche per soggetti vulnerabili, possibili grazie a medici che restituiscono gratuitamente le proprie competenze presso il nostro Poliambulatorio.

>>   Videochiamate di sostegno scolastico e di vicinanza con i bambini di “Felicizia” dell’Arsenale della Piazza, 22 nazionalità diverse, provenienti da famiglie delle fasce più deboli della popolazione di Porta Palazzo.

>>   “Piazza Giovani”. Una diretta “social” per stare vicino ai giovani delle zone più colpite in Italia (Bergamo, Padova, Modena, ecc). Uno spazio dove poter interagire e condividere le proprie paure e speranze, con la partecipazione di testimoni e ospiti significativi. Tra questi, A

 

nna Ascani, viceministro dell’Istruzione; Max Laudadio, conduttore televisivo; Simona Atzori, ballerina; Giorgia Benusiglio, testimonial antidroga; Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo e tanti altri.

Perché il nostro operato possa continuare, abbiamo bisogno del tuo aiuto, oggi più che mai. Il tuo sostegno ci permetterà di garantire i pasti, le notti di ospitalità, le cure mediche, i presidi sanitari di sicurezza per chi non ha un posto dove stare o non ha accesso ai beni di prima necessità.
Perché, anche oggi, rimanga accesa la speranza.


Sostieni le accoglienze dell'Arsenale della Pace:
c/c intestato Associazione CENTRO COME NOI S. PERTINI - ORGANIZZAZIONE SERMIG DI VOLONTARIATO
IBAN IT42 X03069 09606 100000003763  oppure  IBAN IT66 D02008 01046 000101039523

Causale "Emergenza Covid-19"
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Gli Arsenale al tempo del Coronavirus


La speranza che ci resta al fianco

C'è un principio che ho cercato sempre di vivere, quello dell'imprevisto accolto. È l'atteggiamento di chi davanti a un problema prova a capire, cercare, intuire un senso. Il coronavirus è un imprevisto molto grande, ci sta spiazzando, perché cambia le nostre abitudini, fa entrare la paura nelle ossa, ci nega addirittura il calore di un abbraccio. Penso al dolore delle vittime, a chi purtroppo è morto lontano dai propri cari. Penso alle loro famiglie, al trauma che stanno vivendo. Ma vedo anche i volti di chi sta lottando: medici, scienziati, infermieri, personale sanitario, centinaia e centinaia di volontari che continuano ad essere vicini soprattutto ai più fragili. Per quanto ci riguarda, abbiamo deciso di tenere aperte le nostre accoglienze. Abbiamo chiuso tutte le altre attività, ma quelle no. I poveri devono continuare a trovare nell'Arsenale della Pace un riparo. Se li mandassimo via, forse saremmo più al sicuro, ma loro no.

In momenti come questo è difficile intuire il senso e forse non è nemmeno giusto chiederselo. Quello che ha valore è prima di ogni cosa la speranza che possiamo vivere e suscitare negli altri e in noi stessi. La speranza è concretissima. In questi giorni la vedo soprattutto in tre parole: preghiera, scienza e responsabilità. La preghiera per chi crede è un atto di fiducia e affidamento a Dio, il motore che ti aiuta e ti fa vedere in ogni problema opportunità sempre nuove.

Anche la scienza è speranza all'opera, l'intelletto dell'uomo che non smette di cercare una risposta ai problemi anche più insidiosi. Infine, la responsabilità, l'impegno che passa dai comportamenti di tutti. L'isolamento che ci viene chiesto sicuramente è un sacrificio, ma dobbiamo vederlo come il contributo che ognuno di noi può dare alla costruzione del bene comune. La responsabilità coinvolge poi la politica, che in questo tempo si è ritrovata ad assumere decisioni mai prese nella storia della Repubblica. Immagino che non sia stato semplice. Questo passaggio così delicato forse aiuterà anche le istituzioni a entrare in una mentalità diversa, quella che mi hanno fatto scoprire due miei amici impegnati ad altissimi livelli. Con il loro esempio, mi hanno insegnato che la politica è il più alto impegno per l'umanità, secondo solo alla contemplazione.

Preghiera, scienza, responsabilità: ecco la speranza alla nostra portata, la speranza che senza proclami possiamo vivere adesso, la speranza che ad emergenza finita continuerà a rimanere con noi, a farci compagnia.

Ernesto Olivero


cronacaqui.it

«La politica s'interroghi. Perché serve generosità per evitare una rivolta»

Olivero: «Bisogna servire la gente e, non servirsene» E ricorda l'esempio di Don Bosco durante il colera.
di Marco Bardesono - 2 aprile


torino.corriere.it

Torino, clochard e furti dei sacco a pelo: «Coi negozi chiusi, poche coperte»

Il racconto dei senza tetto, alle prese con il freddo della notte: «È dura. Anche diverse associazioni di volontariato ci hanno detto che non ne hanno»
di Massimiliano Nerozzi - 1 aprile


torino.corriere.it 

Nell’Arsenale della Pace spazio a 200 persone vittime di disagio sociale.

Il Sermig apre le porte a donne maltrattate, mamme con bambini, giovani fuggiti dalla guerra e anziani soli.

di Chiara Sandrucci - 31 marzo


torinoggi.it 

Coronavirus, anche il Sermig è attivo nella distribuzione alimentare ai bisognosi.

L'Arsenale della Pace, da inizio emergenza, sta ospitando circa 200 persone ma non si ferma: “Stiamo ricevendo telefonate di famiglie e persone anziane sole che chiedono di avere del cibo”.

di Marco Berton - 31 marzo


nuovasocieta.it 

Emergenza Coronavirus, Sermig accoglie 200 senza tetto.

Il Sermig apre le porte a donne maltrattate, mamme con bambini, giovani fuggiti dalla guerra e anziani soli.

30 marzo


ecodallecitta.it 

Tabasso (Sermig): ‘Quello che abbiamo lo mettiamo in condivisione.
Questa è la filosofia dell’Arsenale’.

Continua la panoramica sulle attività di supporto alle fasce più bisognose della popolazione da parte di Eco dalle Città. Abbiamo contattato Rosanna Tabasso, vicepresidente di Sermig, per provare a capire l’operatività in questa fase dell'emergenza Coronavirus.

di Luigi Vendona - 24 marzo


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