Sabato 19 settembre

Una riflessione che parte dal cuore dell'Arsenale della Pace - monastero dentro la città - indirizzata da Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, al cuore di quanti si ispirano alla spiritualità della Fraternità della Speranza. Per cercare di vivere la Presenza di Dio negli avvenimenti che ogni giorno ci vengono incontro, sempre in una chiave di speranza.

Lo stile è quello di una famiglia, che desidera aprirsi anche a chi si collega al sito. Come accade quando la famiglia si riunisce, le questioni sono affrontate con un linguaggio semplice, affettuoso; a volte traspare sofferenza, a volte gioia, a volte ironia, ma sempre per guardare in alto.


Frase da meditare nella giornata: Il silenzio che parla

Regola del giorno


Concludere per ricominciare

I doni di Dio si possono vivere
solo rinnovando la sua Grazia in noi.
Altrimenti si perdono.
L’abitudine, la legge al posto dello Spirito,
hanno ucciso tante vocazioni,
spento tanti sogni.
La durezza spesso è diventata struttura
e questa è diventata scandalo.
Anche noi, chiamati dal Signore,
se non Lo amiamo con tutto il cuore
e non ci amiamo tra noi
con amore paterno e materno,
filiale e fraterno,
possiamo entrare in questa abitudine:
avere semplicemente un’etichetta
e non più il cuore.
La storia ci mette in guardia
da questi rischi.
Maria, con la sua maternità,
non si arrenderà perché i doni di Dio
siano sempre vivi in noi
secondo la parola di Gesù.
Lo Spirito Santo che è amore,
e ricrea e fa nuove tutte le cose,
ci guiderà ad essere in ogni momento
ciò che Dio vuole.
Il sì totale senza condizioni
può portare frutto ogni giorno,
può portare a fare cose più grandi di Lui,
non perché noi siamo buoni
ma perché la nostra povertà
incontra ogni momento la Grazia.
Amati, amiamo
perdonati, perdoniamo
compresi, comprendiamo
ascoltati, ascoltiamo
consolati, consoliamo
perché la tenerezza di Dio è in noi.
Con la stessa tenerezza
di cui Dio ci avvolge
noi avvolgiamo i nostri fratelli,
per aiutarli a incontrare Dio,
il senso della vita,
cosicché nessuno, avvicinandoci,
si senta perso.
Terminando queste pagine,
sento crescere una profonda nostalgia.
È la nostalgia per tutte le mie figlie
e per tutti i miei figli sparsi nel mondo.
La maggior parte di loro non sa ancora
che un giorno busserà
alla porta di un Arsenale
e dirà: «Voglio donarmi a Dio».
Loro non lo sanno,
Dio lo sa, io lo sento.
E già li amo con cuore di padre.

«Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell'ospitalità» (Rm 12,10-13).







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