Non la mia ma la tua volontà

Pubblicato il 14-07-2019

di chiara

Chiara Dal Corso - UOVA E COLORIdi Chiara Dal Corso - La preghiera nel Getsemani, dettaglio di un’icona appartenente al gruppo “delle Tavolette” di Novgorod, XV secolo. Ci rimanda ai momenti più duri della vita di Gesù sulla terra. Gesù nel giardino si allontana dai suoi amici per pregare, raccogliersi e per tre volte torna da loro quasi a chiedere aiuto, consolazione, comprensione e li trova addormentati. Ma non lascia la preghiera: «Non la mia ma la tua volontà, Padre».

Icona della preghiera nel GetsemaniCon queste parole inizia la sua passione, e con queste parole va incontro, pacificato, come mite agnello, al tradimento, alle accuse ingiuste, all’immensa ingratitudine degli uomini, a maltrattamenti, insulti, scherni, botte, alla terribile flagellazione, alle fitte delle spine in testa, la salita al calvario. E ancora, l’orrenda crocifissione, il dolore immane nelle mani e nei piedi, in tutto il suo santo e purissimo corpo. Infine, il dolore più devastante di tutti, quello che aveva nel cuore. Perché ha “dovuto” o meglio, ha “voluto” soffrire così? La risposta che sappiamo è “per amore, per noi”.

Sì, ma perché era necessario soffrire? Il vero amore cosa fa se vede l’amato in pericolo? Lo difende! Cosa fa se vede l’amato assalito da un aggressore crudele che lo vuole uccidere? Si mette in mezzo per salvarlo. Gesù fa così. Si è messo (e si mette ancora) “in mezzo”, tra noi e le conseguenze del nostro peccato e se le prende tutte… come una cascata, una tempesta di botte che l’essere umano si meriterebbe per tutta la sua cattiveria, l’ingratitudine, la superbia, l’ingiustizia e l’indifferenza che mostra verso i suoi fratelli e anche verso Dio stesso. Per amore, e amore era la volontà del Padre. «Sia fatta la tua volontà, Padre», queste parole hanno offerto ogni attimo, ogni respiro, ogni gemito, ogni insulto, ogni dolore, alla volontà del Padre, facendoli diventare in questo modo eterni e vissuti, portati, per ogni creatura, uno per uno, per salvarle tutte, una per una, di tutte le epoche, passate presenti e future…

Per amore ci ha creati liberi, e per amore ci vuole salvare dalle nostre scelte di male, ma per salvarci ha deciso di pagare lui il prezzo, salatissimo, di queste nostre scelte. Eppure siamo ancora liberi, e siamo liberi anche, purtroppo, di rifiutare la stessa salvezza che viene da lui, di rifiutare la sua stessa offerta, oppure semplicemente di restare addormentati e fare finta di niente, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti… Cosa può ancora sperare Dio oggi? Chi o cosa lo può consolare? Credo tutte le cose, anche le più piccole, fatte con l'unica intenzione di volere il bene dell'altro, per amore e con amore, gesti e intenzioni di anime che vivono da sveglie, da commosse, che rispondono con semplicità alla richiesta della sua volontà, la domanda profonda di amore che lui stesso ha messo nel loro, nel nostro, cuore.

Chiara Dal Corso
UOVA E COLORI
Rubrica di NUOVO PROGETTO

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