Advocata

Pubblicato il 23-06-2019

di chiara

Chiara Dal Corso - UOVA E COLORIdi Chiara Dal Corso - Le icone ci insegnano a pregare. E ci raccontano di come hanno pregato generazioni e generazioni di persone credenti, di come si sono affidate a Dio, spesso attraverso l’intercessione della santa Vergine Madre. Sono quindi non solo strumenti di preghiera ma testimonianze di una fede profonda che ha attraversato i secoli, e di cui oggi c’è ancora tanta sete. Quella scelta stavolta è un’icona di origine italiana, realizzata con uno stile molto raffinato, tanto grafico e stilizzato, quasi astratto (come si vede dallo studio del panneggio e delle sue decorazioni), quanto elegante e armonico nella realizzazione del volto, che gli dona un’espressione dolcissima e intensa, e la rende, secondo me, un’opera molto moderna.

Icona della Madonna advocataMa la cosa più importante è come sempre il suo significato: è un’icona particolare, di intercessione: la Madre è sola, senza il Bambino, ma il suo busto reclinato verso il lato ci rivela che si rivolge a lui, a Cristo, e che non è un’icona pensata per stare sola ma si accompagnava certamente ad un’immagine del Figlio, secondo il principio e la tradizione della deesis. Lei ci guarda e ci parla con la posizione delle mani: una sul petto, come sul cuore, e una rivolta verso l’alto, al Figlio: con il suo cuore di madre accoglie tutto quello che le affidiamo: preghiere, preoccupazioni per persone care, sofferenze, difficoltà … ma anche il nostro cuore e la nostra anima, nella misura in cui noi glielo doniamo con fiducia. E poi offre tutto a Gesù, ecco il suo più grande e unico desiderio: portare tutto e tutti a lui, ma come farebbe una madre, cioè preparandoci, intercedendo, venendo in nostro soccorso se manchiamo in qualche cosa, consolando gli affanni che portiamo con la sua dolcezza che ci aiuta a sopportare le fatiche più dure, i dolori più grandi, con una grazia tutta speciale che da Dio attraverso di lei arriva alle nostre vite come una guida sicura e dolce nel nostro cammino. Sembra quasi che tra le sue braccia quel posto sia per noi… Grazie Madre, intercedi per noi!

Anche se secondo la tradizione sarebbe stata portata a Roma dal Metropolita Sergio di Damasco alla fine del X secolo e così sottratta alla distruzione iconoclasta, da studi recenti si ritiene che risalga al XII o XIII secolo, e che sia stata eseguita probabilmente da un artista di scuola romana o laziale. Oggi è custodita nella chiesa dei santi Bonifacio e Alessio di Roma e fa parte del modello chiamato comunemente “Madonna advocata”, caratteristico di questa città, dove se ne trovano almeno altri 6 modelli molto antichi. Il prototipo era originario di Spoleto, e prendeva il nome dal santuario in cui si trovava: Madre Aghiosoritissa, perché là era custodita l’Aghia Soros cioè la Sacra Urna, dove era conservata la cintura della Santa Vergine.

Chiara Dal Corso
UOVA E COLORI
Rubrica di NUOVO PROGETTO

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