Sermig

L'assassino

di Flaminia Morandi - “I valori, se li trasformiamo in valori assoluti, possono diventare paradossalmente l’incontro con il maligno”.

I valori sono misticismo in atto, dice il filosofo delle religioni William K.Wright. Cioè solo chi ha avuto una qualche esperienza di Dio o, se si preferisce, della Causa ultima di ogni cosa, ha in sé la coscienza dei valori, cioè di quelle aspirazioni al bene che potrebbero trasformare il mondo in un giardino dell’Eden. Sì, dice lo psicologo Viktor Frankl, il marchio divino nell’uomo è il Maestro Interiore che parla nella sua coscienza. La coscienza umana sa cos’è la verità, la giustizia, la bellezza; le ha in sé come un diamante lucente che con il passare del tempo si copre di fango; ma sotto il fango la pietra c’è sempre e talvolta, tra un’onda e l’altra della vita, affiora in superficie, sbatte contro un ostacolo, fa sentire la sua presenza, sprigiona un raggio della sua luce.

Ed ecco che in un uomo si fa strada una lama di silenzio, un attimo di contemplazione, una stretta di rimorso, una fugace presa di coscienza del proprio male, una nostalgia struggente, un pianto senza causa, una tenerezza sconosciuta. Momenti di grazia, spesso niente più che momenti. Se non si traducono per tutti in un cambiamento di vita, nella ricerca dell’umanità piena e profonda a cui Dio chiama l’uomo per divinizzarlo, è un mistero che Gesù ci raccomanda di non indagare.
Siate come il lievito, come il sale, come il più piccolo di tutti i semi, non c’è da pretendere niente di più.

Si può sognare un mondo in cui tutti siano fervidi assertori e operatori del bene, ma quel sogno tradotto in realtà, attenzione, potrebbe essere un inferno. L’Anticristo, in un racconto di Vladimir Solov’ev, è un uomo intelligente, capace di realizzare i valori che l’umanità insegue, la pace, il benessere, il progresso, e vuole anche conservare ciò che la cultura cristiana ha dato al mondo.
Per la maggioranza dei fedeli è l’uomo della Provvidenza. Ma c’è un piccolo gruppo, stretto intorno allo starets Giovanni, al papa Pietro II e al professore protestante Ernst Pauli, che si rifiuta di approvare il suo progetto di palingenesi planetaria. Gli oppone la verità della fede: la persona di Cristo, l’unica che importa.

Elizabeth Wang, Incontro con CristoIl momento supremo di ogni esistenza è l’incontro con la persona di Cristo, è il dire sì ai lampi di luce della coscienza o il crollare davanti a un dolore, una sconfitta, l’evidenza di un dono.
I valori, la pace, la giustizia, i diritti umani, la solidarietà, hanno solo lo scopo di condurre all’incontro con la persona divina che abita in noi. Se li trasformiamo in valori assoluti possono diventare paradossalmente l’incontro con il Maligno: il moralismo, il dovere fine a se stesso, l’autosufficienza, l’illusione di credersi migliori, l’efficientismo. E il Nemico presto mostrerebbe il suo vero volto, quello dell’Assassino dell’uomo.

Non resteranno allora che due strade: schierarsi dalla sua parte, negando la persona di Cristo o scegliere per sempre Chi non chiede valori ma amore, un amore così grande capace di morire ogni giorno con lui e per i fratelli, e con lui vivere per sempre.


MINIMA – Rubrica di Nuovo Progetto
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