Franco Roberti all'Università del Dialogo

Pubblicato il 08-11-2017

di Redazione Sermig

Ieri sera gli spazi dell'Arsenale della Pace hanno accolto il primo incontro della sessione 2017-2018 dell'Università del Dialogo Sermig.

Quest'anno, riprendendo il cammino iniziato a Padova il 14 maggio scorso, il tema generale verterà su "L'amore (r)esiste". Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo stimolato dalle domande dei giovani ha richiamato alla riflessione la platea presentando l'esperienza di tanti anni vissuti come magistrato.


Alcuni spunti:
Il nostro tempo si fonda sul relativismo secondo cui bene e male sono punti di vista. Non è così, in noi vi è la capacità di vedere il bene e il male. L'educazione, l'istruzione aiutano a formare la nostra coscienza.

La coscienza collettiva si fonda sulle scelte individuali, per questo dobbiamo riscoprire il valore delle scelte. La legalità è prima di tutto un fatto etico che dipende dalle nostre scelte. La coscienza comune non ha ancora capito che i corrotti e i mafiosi sono un danno enorme per la collettività: il corrotto disprezza gli altri, il mafioso disprezza la vita, sono predatori della cosa pubblica.

Se vogliamo garantire i diritti a tutti, dobbiamo scegliere la via della legge. Altrimenti scegliamo la mafia, ma la mafia non distribuisce ricchezza, accumula denaro solo per sè. Coscienza è capire che solo la legge garantisce la nostra e l’altrui dignità. Diritto e giustizia vanno difesi perché difendendoli difendiamo noi stessi.
Franco Roberti all'Università del Dialogo - Incontro completo

Foto: R. Bussio 
 
 
 

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