Sermig

Andare fuori per cambiare dentro

Arsenale della Pace: "giovani della pace" preparano spedizione umanitariaUn oratorio, un’estate ragazzi, un gruppo di giovani: sempre la stessa solita storia, mi direte, ed invece se il bene si allea con la passione e la fantasia il risultato può essere davvero originale!
Da tempo l’oratorio del nostro paese è diventato un punto di ritrovo importante per i giovani; per questo di anno in anno noi animatori stiamo cercando di introdurre idee innovative per riuscire a trasmettere sempre più a chi lo frequenta insegnamenti utili alla vita di tutti i giorni.

In questi tre anni abbiamo costruito insieme la Città dei ragazzi, basata sull'attribuzione e la responsabilità di un ruolo. A dirigere la città sono due governatori, che vengono eletti dai ragazzi, e diversi ministri: il ministro dell'ecologia, dell'ordine pubblico, del culto, dell'economia, e della giustizia. L'obiettivo comune e presente a tutti è il raggiungimento del bene comune, che si cerca di realizzare tramite la collaborazione di ognuno.

Come in qualsiasi città, anche nella nostra è presente una moneta, gli scalini, che vengono distribuiti quotidianamente a fine giornata e utilizzati poi nel mercatone del venerdì, in cui si vendono sia oggetti che ognuno porta liberamente da casa, sia i prodotti che realizziamo nei laboratori pomeridiani in oratorio (cucina, gioielleria, bricolage, ufficio postale...). Insomma: l’oratorio è diventato una vera e propria città! Non vogliamo semplicemente imitare gli adulti, ma imparare a costruire una buona città, talvolta introducendo anche criteri alternativi. Questa estate abbiamo voluto fare qualcosa di ancor più innovativo: prendendo spunto dalle parole di papa Francesco, che esorta la Chiesa ad “aprirsi e uscire”, abbiamo deciso di uscire dall'oratorio, per portare anche agli altri il bene comune così importante all'interno della nostra città. Tutti i giovedì i ragazzi delle medie e di quinta elementare andavano a conoscere e incontrare gli anziani della nostra comunità nelle loro case, divisi in gruppetti con un animatore e un accompagnatore per gruppo.

Altri ragazzi, insieme a volontari adulti, sono andati a cancellare le scritte sui muri della città. Anche i ragazzi di quarta elementare, insieme agli animatori, sono usciti per fare compagnia agli anziani del paese, in particolare a quelli che vivono nella casa di riposo. Un altro gruppo ha interagito con una comunità di ragazzi disabili.
Anche ai più piccoli sono stati proposti percorsi alternativi all'interno dell’oratorio: hanno ad esempio incontrato alcune associazioni del territorio.
Tutte le varie esperienze si sono rivelate molto belle e interessanti e soprattutto sono state ben accolte dai ragazzi. In particolare, noi animatori, siamo rimasti molto colpiti dagli incontri con gli anziani, avendoli vissuti in prima persona.

Con loro trascorrevamo un'oretta di tempo la settimana, vissuta sempre in allegria. La cosa più bella era il sorriso sul loro volto, la loro voglia di accoglierci, il loro affetto, la voglia di raccontare e di chiacchierare con noi: dal primo momento ci hanno fatto sentire a casa! Inizialmente un po’ di timidezza ci frenava, ma poi veniva presto superata, tanto che pure quei ragazzi che entravano in casa con un po’ di diffidenza, stanchi, svogliati, sono sempre usciti sorridenti e con una grande voglia di tornare. Vedere questo ci ha fatto sentire veramente bene! Tutte queste iniziative, che abbiamo anche maturato durante la nostra esperienza al Sermig, ci hanno trasmesso una nuova idea di quello che può essere l'oratorio oggi: non chiuso dentro un cancello, ma sempre pronto ad uscire, per fare emergere il desiderio di fare del bene anche fuori e di cambiare qualcosa anche dentro di noi.

Gruppo adolescenti di Alzate Brianza