Sermig

Luigino Bruni all'Università del Dialogo

Costruire la pace attraverso l’economia: nell'ambito degli incontri dell’Università del Dialogo del Sermig, il noto economista dialoga con i giovani sul tema "Restituisco!".

L’economia non è qualcosa di astratto, non è altro che la vita quotidiana.
L’economia civile è una modalità per intendere l’economia, uno sguardo che ci permette di guardare all'economia in un senso di comunità e di gratuità, un punto di vista diverso da quello individualistico tipico dell’economia anglosassone.

Ciò che preoccupa circa le diseguaglianze è la distanza che aumenta sempre di più tra il primo dei ricchi e l’ultimo dei poveri. Tale forbice è preoccupante perché questa crescita della ricchezza in mani di pochi è dovuta alla maggiore rendita e non al profitto. Il profitto nasce dal lavoro di oggi, la rendita è frutto del lavoro di ieri. Quando si specula su posizioni di potere e ricchezza acquisita in questo modo, la ricchezza si consuma e non si crea, e l’economia così si ammala. È un segno di prossima decadenza.

Inoltre il profitto genera ricchezza anche per i poveri, la rendita no. Il rischio ricade anche nell'ambito politico. Se i poveri non percepiscono vicinanza, il rischio è la disaffezione e poi la rabbia.

Il dono è importante in economia perché riflette l’aspetto più rilevante della natura umana, la libertà. La libertà è fare un qualcosa in più rispetto al dovuto, in più rispetto al contratto. Si può declinare come creatività, entusiasmo, il dono è un moltiplicatore di valore. Le aziende dovrebbero cercare di dare la possibilità ai lavoratori di essere liberi per esprimere il dono. Sul dono e sulla libertà si giocano tutte le relazioni e tutte le organizzazioni umane, economiche e non.

Come giovani potete fare molto. In primo luogo, esiste il rimprovero civile. Se in ogni città, quartiere ci fosse un gruppo di “punitori” civili che rimproverano chi sbaglia, i comportamenti sociali possono cambiare. È un atteggiamento altruistico perché si prende cura del bene comune. Don Milani citava il motto “I care” perché voleva prendere le distanze dal “Me ne frego” fascista. Ci vogliono minoranze profetiche che si assumano rischi e impegni. Provate con le slot-machine: non consumate e uscite da un bar che usa le slot. Non dobbiamo essere complici di chi affama e dispera. Se saremo in molti allora i baristi potranno capire che non rende tenere le slot-machine e, magari, le toglieranno. Avere il coraggio di prendersi dei rischi.

Quando facciamo la spesa, facciamola con la testa, informandoci. Non dissociate mai le azioni dai valori. Se desiderate la pace vivete piccole azioni di pace scegliendo prodotti giusti ed etici. Se il supermercato non cambia, puoi cambiare tu. Anche con l’economia si costruisce la pace.

A cura di Renato Bonomo


Foto: A. Pellegrini

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