Sermig

La posizione della Chiesa

Anche se non siamo di fronte ad una legge giusta secondo la morale cattolica, essa è meno ingiusta di altre.

di Enrico Alba
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LA PMA
Per Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si intende una serie di metodiche atte a superare eventuali condizioni anomali nella coppia che ostacolino completamente o parzialmente la possibilità di concepire naturalmente e portare a termine una gravidanza. La sterilità si definisce l’incapacità di concepire dopo due anni di rapporti intenzionalmente fecondi e interessa circa il 12-15 % delle coppie. E’ quindi un problema di dimensioni sociali che, oltre alla valenza sanitaria, ne possiede altre di ordine psicologico, famigliare, personale e relazionale. In Italia si ritiene che oltre 45.000 nuove coppie ogni anno siano destinate ad incontrare difficoltà riproduttive durante la loro vita coniugale (dati AIED 1992).

Le cause più comuni di sterilità sono per la donna alterazioni dell’ovulazione e impervietà delle salpingi, mentre per l’uomo dipendono da insuficienza seminale o difficoltà anatomico-funzionali nell’espletamento del normale rapporto sessuale. Il percorso diagnostico della sterilità avviene, a livello medico, ricercandone le possibili cause relative ai due componenti della coppia ed iniziando quindi dei trattamenti mirati in relazione al difetto trovato. Generalmente la scelta della procreazione medicalmente assistita rappresenta il punto finale di arrivo della coppia che ha già sperimentato altre metodologie terapeutiche ed arriva alla PMA in età relativamente avanzata (in genere oltre i 35 anni).

Il dibattito sulla PMA deve avere una premessa importante, cioè se noi dobbiamo considerare la sterilità della coppia una malattia vera o propria, da curare quindi con tutti i mezzi moralmente leciti che la scienza ci offre, oppure se la sterilità è da considerarsi una situazione anomala, ma non propriamente una malattia, per la quale si offrono altre opportunità terapeutiche, come altre forme di maternità quali l’adozione, l’affidamento, l’impegno sociale o religioso. Queste ultime scelte dipendono essenzialmente dalla formazione personale e dalla maturità dei componenti della coppia; non si può negare che istintivamente, come primo impulso, la maggioranza delle coppie consideri la propria sterilità come una malattia e la presenza dei figli naturali come un completamento importante nel loro rapporto di coppia.

Dopo queste premesse, presento l’argomento della legge 40/2004, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 febbraio 2004, col titolo “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”.

VISIONE CATTOLICA
La morale cattolica ritiene che le tecniche di procreazione artificiale omologhe che sostituiscono la relazione coniugale siano moralmente illecite. Detto questo, bisogna aggiungere che questo giudizio squisitamente etico-religioso deve essere mediato in sede etico-politica, perché le leggi devono prendere in considerazione punti di vista etici diversi e trovarne un giusto equilibrio e compromesso in sede legislativa, in relazione al bene comune.

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