Sermig

Referendum sulla PMA: risposta alle obiezioni

La data del referendum sulla questione della procreazione assistita si avvicina, il confronto si fa sempre più serrato. L’embrione è il centro del dibattito…

di Giordano Muraro o.p.
Cos’è l’embrione?
Nella legge 40 si parla di “misure di tutela dell’embrione” (art. 6), non di diritti dell’embrione, in particolare il diritto a nascere. La tutela consiste nella proibizione della sperimentazione, della conservazione e dell’eliminazione degli embrioni. Tra chi ritiene questa legge insoddisfacente c’è una duplice posizione: è una legge imperfetta e discutibile, ma parte dal principio di tutelare l’embrione, quindi è il male minore; la posizione contraria sostiene che è una legge che non promuove lo sviluppo della persona umana perché mortifica la donna che desidera il figlio, mortifica la scienza perché viene impedito l’uso degli embrioni per la ricerca sulla qualità della vita, mortifica gli ammalati, perché toglie loro la speranza che la ricerca possa trovare rimedi alla loro malattia. Questa posizione non parte dal concepito, ma dalle persone esistenti nella loro posizione di maturità.
Pertanto diventa prioritario e indispensabile porsi una domanda fondamentale: che cos’è l’embrione? Se viene considerato un insieme di cellule senza identità umana, allora è possibile considerarlo materiale da sperimentazione, è possibile sacrificarlo per prelevare le cellule staminali, è possibile agire su di lui nel modo più tecnicamente efficace per soddisfare il desiderio della coppia sterile.
Se invece è già un essere che porta in sé in modo preciso e definito il progetto “uomo”, allora dovrà essere rispettato e non potrà essere strumentalizzato e “usato” per rispondere ai vari desideri e bisogni di coloro che hanno potere su di lui e possono esercitarlo senza chiedersi se è moralmente lecito. Se è un essere umano, non può essere strumentalizzato per alcun motivo e non può essere trattato come materiale da usare.

SI DICE: “Non ha ancora una individualità umana, perché nei primissimi tempi può dare origine a due individualità, i gemelli monozigoti”.

È vero. Ma si dimentica che è necessario distinguere tra identità specifica e identità individuale. Lo zigote ha già una sua precisa identità specifica, data dal fatto che porta in sé il Dna della specie umana e dal fatto che porta in sé il principio di tutto lo sviluppo successivo, anche quello della suddivisione in due gemelli. La divisione in due gemelli non toglie il fatto che la realtà che si suddivide è già “umana” e che come tale deve essere rispettata. È questo il fatto che sta alla base del rispetto dovuto all’uomo e che permette di dire “qui c’è un uomo”, anche se deve ancora svilupparsi in una personalità che lo caratterizza e lo distingue fisicamente, psicologicamente, caratterialmente, spiritualmente da ogni altro uomo.

“È solo un progetto d’uomo, un uomo in potenza, e non un uomo; ed è ben diverso il fatto di distruggere un progetto o una realtà”.

Si equivoca sul termine “progetto”, perché al termine progetto possiamo dare significati diversi. Anche l’architetto progetta e traccia sul foglio le linee che dovranno diventare un ponte, una casa, una chiesa. Ma se lascia il progetto nel cassetto, dopo nove mesi non troviamo il ponte o la casa o la chiesa. Se invece lasciamo l’embrione nel seno della madre e non interveniamo sui processi della natura, nei nove mesi della gravidanza assistiamo a un processo di sviluppo organico perfetto dell’embrione, che dopo nove mesi chiede di venire alla luce e di continuare nella vita per tanti e tanti anni.

Da notare che anche quando si usa il termine “in potenza” sorgono equivoci, perché possiamo assegnarvi almeno tre significati. Il primo: ad esempio un blocco di marmo in potenza è una statua, un pianerottolo costituito da tante piastrelle; ma non è il blocco di marmo che da solo si trasforma in un David o in un pianerottolo, è un materiale che deve essere lavorato dall’esterno. Il secondo è usato per indicare una realtà che può accadere, ad esempio per la legge italiana tutti i cittadini con determinati requisiti possono diventare Presidente della Repubblica, cioè viene usato per indicare dei diritti e delle possibilità. Il terzo indica non solo i diritti e la possibilità, ma anche la presenza degli strumenti per realizzare la potenzialità, in questa accezione si sostiene che l’embrione porta dentro di sé tutto ciò che è necessario per diventare uomo, a meno che non glielo si impedisca con interventi esterni. Quindi dicendo che l’embrione è un uomo in potenza, a seconda dei significati assegnati al termine “in potenza”, si assumono posizioni differenti.

«uno zigote è più piccolo del puntino di una “i”: è quasi niente. Perché dargli tanta importanza?».

Si risponde che anche l’atomo è talmente piccolo che non è rilevabile a occhio nudo. Ma possiede un’energia da sconvolgere la terra. La stessa cosa avviene per l’embrione. Possiede potenzialmente tutta la vita successiva dell’uomo e tutto quello che farà. Anche i grandi personaggi della storia, dell’arte, della santità sono passati per quello stadio; e se qualcuno li avesse eliminati in quel momento, oggi l’umanità sarebbe più povera, perché priva di tutto quello che hanno realizzato.

«Il desiderio del figlio è naturale e deve essere soddisfatto. E se la natura non provvede, l’uomo ha il diritto di intervenire per correggere le carenze della natura».

È un modo di ragionare che non tiene conto di due fatti: primo, non esiste il diritto al figlio. Si ha diritto su qualcosa su cui si può esercitare un possesso. Il figlio non può essere posseduto da alcuno. Per questo nessuno può vantare diritti sul figlio, anche se può richiedere rapporti privilegiati di rispetto, di onore, di amore. In secondo luogo si dimentica sempre che la procreazione artificiale non interviene sulla coppia sterile per guarirla, ma interviene su una realtà “terza”.

Per cui diventa indispensabile tener presente il desiderio dei genitori, ma anche le esigenze del figlio. Il primo gesto di amore è proprio quello del rispetto dovuto al figlio; diventa perciò indispensabile chiedersi se il generarlo artificialmente produca o meno effetti negativi sulla sua vita. Questo modo di generare diventa dannoso non solo per il figlio, ma anche per i genitori e per la società.

«Si impedisce la ricerca scientifica e la coltura delle cellule staminali che possono essere utili per la guarigione di malattie gravissime».

Cellule staminali embrionali e adulte

Le cellule staminali (SC) sono cellule il cui destino non è ancora deciso; a seconda degli stimoli che ricevono possono andare incontro a differenziamento e diventare ad esempio una cellula dell’epitelio, del muscolo scheletrico, una cellula nervosa…. Le SC sono presenti nell’embrione, ma anche nell’organismo adulto. Nell'individuo adulto si trovano SC in diversi distretti tissutali: nel midollo osseo, nella retina, negli epiteli, nel cervello… Nell’adulto svolgono il ruolo di mantenimento dei tessuti e loro riparazione in seguito a un danno; tali cellule oltre ad avere la capacità di differenziare nel tipo cellulare specifico del distretto tissutale, possono anche trasdifferenziare, ossia dare origine ad un altro tipo cellulare; è stato così possibile ottenere ad esempio cellule muscolari a partire da cellule staminali neuronali. Attualmente non è disponibile alcuna cura, nemmeno sperimentale, che si basi sull’utilizzo di SC embrionali, mentre esistono numerose terapie e sperimentazioni che si basano sull’utilizzo di SC adulte, come le cure per la leucemia, il trapianto di cornea, le grandi ustioni. Sono in corso anche molti studi che valutano la possibilità di riattivere le stesse SC del paziente per curare la propria patologia.

Anzitutto non basta presentare un bisogno, ma è necessario capire come esso deve essere soddisfatto. È certamente immorale curare degli ammalati sacrificando delle vite umane. E gli embrioni sono vite umane. Inoltre, le cellule staminali possono essere ricavate sia dal cordone ombelicale, sia da una persona adulta. Per cui non si vede perché si debbano sacrificare delle vite umane sull’altare della ricerca scientifica e delle terapie, soprattutto quando esistono altre vie.

di Giordano Muraro o.p.
da Nuovo Progetto aprile 2005
DOSSIER PROCREAZIONE ASSISTITA