Sermig

Il martirio di Padre Josimo


“La mia è una vita che offro per i contadini perché ci sia una giustizia”. Padre Josimo è stato ucciso il 10 maggio 1985.

di dom Luciano Mendes de Almeida


I cinque colpi di pistola non erano andati a segno. Padre Josimo Tavares - coordinatore della Pastorale della Terra della diocesi di Imperatriz nel Maranhao, nella parte centrale del Brasile – non si lasciò travolgere dall’attentato fallito contro di lui. Sapeva che avrebbero ritentato. Ai suoi amici che lo invitavano ad abbandonare la zona, rispose: «Se io cambio città, chi sarà accanto a questi contadini poveri, a questi lavoratori senza terra, che non possono andare via? È bene che io stia con loro, e, se sarò assassinato, è bene che il Signore sappia il perché. La mia è una vita che offro per i contadini perché ci sia una giustizia». La sua più grande preoccupazione era per la madre, povera e vedova, senza altri figli. “Abbiate cura di mia madre, è tutto quello che io chiedo”.Manifesto commemorativo della morte di Padre Josimo Tavares

Neanche un mese dopo, il 10 maggio 1986, uno squadrone della morte lo assassinò mentre saliva le scale dell’edificio della Commissione della Pastorale della Terra. Subito la notizia mi raggiunse a Brasilia alla presidenza della conferenza episcopale. Presi un aereo. Quando arrivai il corpo era già in chiesa. Mi avvicinai alla mamma, la signora Olimpia, affranta dal dolore. Le dissi che suo figlio ce l’aveva affidata, proprio come Gesù che, al momento di morire, affidò la mamma al suo amico Giovanni, che divenne da allora suo figlio. Anche noi saremmo stati suoi figli.

Partecipai veramente alla sofferenza di quella madre, che non parlava, che aveva la mano vicina al corpo di suo figlio. “Ecco tua madre”, “ecco tuo figlio”. Queste parole del vangelo devono far crescere in noi un amore molto grande verso la Vergine Maria, nella sicurezza e consapevolezza che lei ha cura di noi.
Celebrai la Messa davanti al suo popolo. Una delle suore che lavorava con lui prese la camicia bagnata dal suo sangue e la mise su una croce come segno del dono della vita e mostrò al popolo quella croce con la camicia perforata dalle pallottole.

Padre Josimo ci fa capire ancora meglio la verità: Gesù che è presente è quel Gesù della nuova ed eterna alleanza: «Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, offerto per te, per voi».
La sua camicia insanguinata ci aiuta anche a capire che lui è vivo nella gloria del Padre. Ma molto più vivo è Gesù, perché è risorto, è alla presenza del Padre come è alla nostra presenza.

Gesù eucaristia ci dice che non è la morte che vince, ma è la vita; il contatto con il Cristo vivo e risorto nella gloria del Padre alimenta la nostra speranza, ci dà la forza di vincere la morte, il peccato, le difficoltà, le tentazioni, ravviva la nostra vita e ci dà lo slancio per essere i costruttori del regno di Dio. È una verità che ci viene dalla certezza della promessa che il Signore della vita ci vuole comunicare, e che noi già oggi vogliamo comunicare agli altri: non si tratta solo della vita che verrà, è già in questa stessa vita che siamo chiamati a portare amore, giustizia, verità, una vita che poi si aprirà a esperienze nuove quando attraverseremo il muro della morte.

dom Luciano Mendes de Almeida
da NP febbraio 2009