Sermig

Finalmente!

di Ernesto Olivero – Perché discutere sul silenzio di Dio, sulla morte di Dio, quando c’è il silenzio di chi è imprigionato e di chi muore di fame, di chi non ha più voce e di chi non può alzare la voce per farsi ascoltare? Perché chiedersi come mai Dio non interviene, non ferma la guerra, non ferma le ingiustizie, quando noi abbiamo la forza per soccorrere, per agire e non lo facciamo? Quando finalmente l’uomo e la donna, davanti al ferito che chiede aiuto, sapranno chinarsi, accetteranno di farsi guardare negli occhi, lo fasceranno e se lo caricheranno sulle spalle per portarlo al sicuro… Quando finalmente si chiederanno “Cosa c’è che non vedo, cosa c’è che non voglio vedere?”, forse, da quel momento, incomincerà il mondo nuovo. Un mondo alla portata del contributo di ognuno.

Finalmente l’uomo si accorgerà che nessuno è talmente povero da non potersi chinare su un altro uomo (“Nessun uomo è così povero da non aver nulla da portare, nessun uomo è così ricco da non aver nulla da ricevere”, diceva Helder Camara). È questa, finalmente, la rivoluzione che nasce e poi continua con nonviolenza dal basso della terra. E finalmente, forse, anche i ricchi del sapere, del potere, della scienza, della verità, capiranno che possono passare attraverso la cruna dell’ago. Allora finalmente capiremo che Dio c’è, c’è stato e ci sarà. Lui la sua parte l’ha fatta e aspetta con pazienza che l’uomo e la donna facciano la loro. Alla domanda “Dov’è tuo fratello?” allora risponderemo: “Lo sto curando in ospedale, gli sto vicino per non lasciarlo solo, gli sto dando da mangiare perché spartisco con lui il mio troppo, gli sto insegnando a leggere e a scrivere perché condivido con lui il mio sapere”. Finalmente vedremo il volto di Dio. E lo vedremo faccia a faccia.

Gli editoriali di NP (n.1 - 2011)