Sermig

ESCLUSI DA CHI?


Da noi, purtroppo. Ma c’è un cammino che va nella direzione opposta.
 

di Dom Luciano Mendes de Almeida

 

Esclusi da chi? Da noi, purtroppo. Se ci esaminiamo e ognuno fa il suo esame, chi sono gli esclusi? Sono quelli che non abitano nel nostro cuore, con i quali non condividiamo la nostra vita, il nostro tempo, i beni materiali e spirituali.
Ci sono vari livelli di esclusione. Esclusi sono quelli che non entrano nella nostra casa perché sono poveri, barboni, sporchi, ubriachi, drogati, pericolosi. Quelli che cerchiamo di allontanare oppure quelli dai quali ci allontaniamo. Ma a poco a poco riusciamo, mossi dall’amore di Gesù, a ripetere il gesto del buon samaritano di andare loro incontro e di aprire le porte della nostra casa. È frutto della grazia di Dio.

Purtroppo però ci sono altri esclusi. Quelli che non amiamo perché pensano in modo differente da noi, si oppongono alle nostre idee e non accettano la nostra fede. Cosa fare per andare loro incontro? È tutto un lavorio dello Spirito di Dio che ci fa scoprire l’azione di Dio nel loro cuore. Poco a poco si stabilisce un rapporto di verità e di rispetto che apre spazio al dialogo, umile e fraterno, che arricchisce.

Ci sono ancora quelli che ci offendono sia facendoci del male con parole e atti, sia facendo soffrire gli altri: i persecutori, i despoti, i terroristi che usano la forza per torturare e ammazzare innocenti e bambini, quelli che si servono delle armi per eliminare gli altri e impadronirsi dei loro beni. Cosa fare per includere questi esclusi?

Non è facile. Portare a casa un barbone, accogliere un ubriaco è possibile. Dialogare con chi ragiona in modo differente è qualcosa che riusciamo poco a poco a fare. Ma accettare chi ci fa soffrire e chi opprime gli altri? Non è giusto che siano esclusi davvero dal nostro cuore e dal nostro mondo? Solo Dio ci può insegnare come includere chi ci offende. Solo con le nostre forze non siamo capaci di perdono, è troppo per noi. Ma, senza perdono, ci saranno sempre degli esclusi. Solo l’Amore che perdona può far sì che tutti gli esclusi possano entrare nel nostro cuore e nella nostra casa.

Ogni cristiano ha lo spirito di Gesù nella fiducia e nell’abbandono al Padre, nella condivisione e nel distacco, nella generosità di cuore, nella grazia del perdono e nello zelo missionario. Questo zelo diventa creatività nell’impegno per la giustizia e nel portare Dio a tutti, in modo particolare ai non credenti, con grandissimo rispetto per l’azione di Dio nei loro cuori. Certo che, se questo spirito fosse presente in ogni cristiano, il mondo sarebbe capace di superare la paura della morte, la debolezza davanti alla tentazione e vivere la fraternità che include il perdono e la condivisione di ogni bene materiale e spirituale. Finirebbero così l’esclusione, la violenza e la divisione.

Gesù amava dire che Egli era il cammino, ma poi gli piaceva camminare insieme, come con i discepoli di Emmaus, per rallegrare il loro cuore. Siamo sicuri che ancora oggi Gesù cammina in mezzo a noi e con noi per rallegrarci e insegnarci la strada da fare nella gratuità dell’amore. Importa meno il risultato immediato. Importa di più l’amore che ci muove e diventa comprensione, misericordia, dono di sé agli altri.

Il cammino ci dà l’esperienza dell’amicizia, del condividere la vita. E questo non è vero che è già la vera vita di cui parla Gesù? Così noi ci troviamo a camminare condividendo le speranze e i sogni, e questo alleggerisce il cuore e il peso della vita in un mondo ancora mescolato di sofferenza, di vuoto e di tristezza. Andiamo insieme, avanti, facendo il cammino con Gesù.

Dom Luciano Mendes de Almeida