Sermig

Santo è

Ieri, 27 agosto 2006, Dom Luciano ci ha lasciato...

a cura della redazione

“Il più grande tra di voi
sia il vostro servo;
chi invece si innalzerà
sarà abbassato
e chi si abbasserà
sarà innalzato”.

Mt 23,11


 

Domenica 27 agosto il Padre ha chiamato in Cielo dom Luciano Mendes de Almeida, gesuita, vescovo di Mariana in Brasile, l'uomo che più ha segnato la vita del Sermig.

Nella nostalgia che sentiamo di lui, sappiamo solo dire GRAZIE per aver conosciuto, amandolo, un uomo grande che non ha mai smesso di essere piccolo, l’uomo più grande che il Signore ci abbia fatto conoscere eppure il più piccolo che abbiamo mai incontrato. La morte non può cambiare la vita di un uomo come dom Luciano. L’amore continuerà ad essere amore.

Preghiamo in comunione con lui, perché i legami d’amore stretti sulla Terra continuano in Cielo. Dom Luciano non teneva nulla per sé. Pregando per lui in questi giorni, preghiamo per tutte le sue intenzioni, soprattutto per i poveri che con la sua partenza al Cielo si sentono più soli. Uniamoci con la nostra preghiera alla sua famiglia, alla sua congregazione, al suo Brasile, alla sua diocesi di Mariana, alla Diocesi e agli amici di San Paolo, alla nostra Fraternità dell’Arsenale della Speranza e a tutti i suoi amici in ogni parte del mondo.

La Fraternità del Sermig


Caro Dom Luciano

Luciano,
la vita non ti ha risparmiato nulla.
il male ti ha spezzato le ossa,
ad una ad una,
e ora il tuo volto è irriconoscibile.
È toccato a te come a Gesù,
trattato come Lui,
fatto a pezzi eppure vivo,
umiliato eppure amato da tutti,
morto nel corpo ma risorto.
Tu sei un risorto, lo eri già prima.
Camminavi da risorto,
parlavi da risorto.
Amavi, amavi sempre,
da instancabile amavi.
Non ti ho mai visto piegato.
Sembravi stanco e amavi
Sembravi addormentato e amavi.
Ora continuerai ad amare,
senza limiti, senza misura.

Ernesto Olivero, 28.8.2006
 

A Dom Luciano, che rappresenta per noi un’incontro pilotato da Dio, è dedicato un capitolo della nuova edizione del libro “Il sogno di Dio” di Ernesto Olivero (ed. Città Nuova 2006).
SANTO È
Caro amico,
ho conosciuto un uomo che mi sembra irreale. Se lo cerco a mezzanotte mi risponde; se voglio farmi un’opinione semplicemente cristiana o fare un ragionamento su qualcuna delle sfide del nostro tempo, basta che lo interroghi.
Se voglio vedere un volto sempre sereno, assorto nel suo Signore, ma con un fondo di tristezza per i mali del mondo, basta che lo immagini o che vada a trovarlo. Se voglio partecipare ad una celebrazione Eucaristica che sia una “santa messa”, basta che vada da lui. Se voglio avere un esempio vivente di vita essenziale, di carità cristiana ordinaria e autentica, basta stargli vicino ed è alla mia portata. Ed è lo stesso prete che ho visto assumere responsabilità enormi nella Chiesa, senza mai perdere la sua semplicità e la sua famigliarità con i poveri.
La sofferenza è entrata più volte nella sua vita, l’ha fatto a pezzi, gli ha rotto davvero tutte le ossa, ma non gli ha mai piegato l’anima e ogni volta l’ho sentito dire: “Dio è buono”. Quest’uomo è un prete, è un vescovo, si chiama Luciano.
Secondo il popolo, e anche secondo me, è un santo.
Lo dico anche a te, caro amico, se vuoi conoscere un uomo realmente disponibile, realmente pronto ad ascoltarti, so come fartelo incontrare.
da Nuovo Progetto agosto/settembre 2006