Sermig

La vita è bella

Nella giornata dedicata al malato e alla Madonna di Lourdes, la riflessione di Dom Luciano Mendes sulle ragioni della sofferenza ci aiuta a ricercarne il senso nell’amore di Dio e nell’esempio di Maria.

di Dom Luciano Mendes de Almeida
La vita è bella, proprio perché siamo uniti a Gesù nella croce e nell’amore. Sono convinto che il Signore ci vuole un bene enorme quando ci dà la grazia di soffrire con gli altri e per gli altri. Prima cercavo di capire questo, ma mi sembrava difficile. Oggi è più facile - nell’esperienza del dolore e della presenza amorevole di Dio - capire quanto il Signore ci sta vicino quando prova altri e me. L’importante è affidarsi a Lui con tutto il cuore ad esempio della Madonna.
Nel mondo ci sono dolori e tante cause di sofferenza e disperazione. Sono dunque necessari i profeti che ci aprono i cuori alla gioia del sapersi amati da Dio e condotti da lui all’incontro, nella pace e nell’amore, per sempre. Credo che il Signore chieda di essere - nella semplicità - banditori dell’amore fra gli esseri umani e della fiducia incrollabile nel Signore della vita.

Come mettere d'accordo un Padre buono e misericordioso con le malattie e le devastazioni nel mondo? Come prima considerazione mi rendo conto dell'amore che Dio ha verso di noi. A poco a poco ogni persona può scoprire nella vita la grazia e i sogni meravigliosi dell’amore di Dio verso di noi. E questa è una esperienza che è come il cemento alla base della costruzione.
Poi - ecco il secondo elemento - chiunque può trovarsi davanti alle malattie e alle devastazioni. Non sappiamo cosa dire. Siamo come avvolti dalla nebbia senza vedere la luce. Qualcuno potrebbe concludere: "Non si vede come armonizzare il male evidente con la bontà del Signore”. È una situazione personale comprensibile e che riempie di angoscia chi si trova preso dal dubbio e avvolto dalla nebbia.

Ma è possibile un altro atteggiamento. L'esperienza dell'amore di Dio (il primo elemento) è così forte e penetrante che non crolla mai, è come la casa costruita sulla roccia. Davanti alla sfida del dolore incolpevole, riconosce che non è in grado di capire il perché queste cose succedono, ma non dubita dell'amore. Non avendo la possibilità di spiegare un terremoto ci presentiamo davanti al Signore riconoscendo la nostra difficoltà di spiegare il fatto, ma affidandoci a Lui nella certezza che, trovata la spiegazione, saremo capaci di capire in chiave nuova il perché di tanti misteri. È quello che San Paolo scriveva (Rm 8,28) riflettendo su tanti dolori: "Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”, che sono convinti di essere amati da Dio.

Questo ci avvicina ancora di più a Gesù che, sulla croce, soffriva, ma si affidava al Padre per portare fino alla fine il Suo gesto, la Sua testimonianza di amore per noi. Noi, davanti a molte situazioni che si presentano, pur non capendo il perché e il come sono permesse da Dio Padre, sentiamo delle forze che nascono dall'amore nostro verso di Lui e ci affidiamo alle Sue mani. È la prova più bella dell'amicizia: fidarci e affidarsi alla presenza dell'amato.


Preghiera a Maria
Maria, sei la Madre di tutti noi tuoi figli
che viviamo nel tuo Cuore per imparare
ad amare, a soffrire, a sperare.
Che faremmo, Madre, senza di Te?
Che cosa ci manca quando sei con noi?
Sei il più bel dono di Gesù per tutta l’umanità.
Madre, ho una grande fiducia in te, proprio da figlio.
Spero tutto da te e voglio imparare con te la fede in Gesù,
la generosità del tuo "sì". Senza condizioni. Totale.
Questo "sì" voglio dirlo con te, pure io, nelle difficoltà e nella gioia,
nella sofferenza e nella consolazione spirituale.
Ho imparato con te che quello che importa è amare
e fare la volontà del Padre.
Aiutami Madre a capire che vale di più, in questa vita,
l’amore solidale con i poveri, gli ammalati, i sofferenti,
che il benessere della salute e della stima umana.
Insegnami, Madre, a pregare.
Vorrei almeno saper ringraziarti
per la grazia di conoscerti e di amarti.
Maria, Tu conosci i nostri cuori,
facci conoscere il tuo Bel Cuore.
Dom Luciano