Sermig

Felice Pasqua!

di dom Luciano Mendes – La vita nuova portata da Cristo risorto ci impegna nella costruzione della civiltà dell’amore.

Raffaello Sanzio, La Resurrezione di Cristo“Felice Pasqua!”. La prima ragione di esultanza nasce dalla certezza che Gesù Cristo, che amiamo, non soffre più. Ha compiuto per amore la sua missione salvifica. Ha vinto il peccato e la morte. Ha dato la sua vita per noi. Unita a questa gioia, c’è la grazia che ci è offerta di una vita nuova frutto del battesimo, col quale siamo inseriti nella passione, morte e resurrezione del nostro Salvatore.
Pensando ai nostri giorni, tra le vicissitudini del mondo, segnato da violenze e ingiustizie, scoraggiamento e incertezze, come possiamo realizzare la vita nuova che la resurrezione di Cristo ci porta? Sogniamo la pace in ogni angolo della terra, preghiamo per l’intesa tra israeliani e palestinesi. E attendiamo una soluzione degna dell’uomo per chi è perseguitato, per chi patisce ingiustizie e violenze, per chi è sfruttato, per i molti disoccupati.

Ci sono, intanto, molte conquiste da ottenere con la grazia divina e con la nostra collaborazione, che ugualmente appartengono alla vita nuova della Pasqua.
Non ci sono solo prigioni e sbarre a limitare la libertà, ci sono anche i lacci del vizio. Chi non comprende il male che genera l’abuso del bere, creando una dipendenza che offusca la coscienza, pregiudica la salute e porta nella famiglia amarezza e insicurezza. È enorme la sofferenza dei figli davanti al triste spettacolo del padre alterato dall’alcool, aggressivo e talvolta abbrutito. Possiamo immaginare il trauma che provoca questa situazione, specialmente tra i figli più piccoli.
Aggiungiamo a questo l’immagine dei giovani vittime della droga, euforici o apatici, che alienano la propria vita. Quanto sarebbe bello che in questa Pasqua potessimo aiutarli a recuperare la loro libertà!

La seconda conquista che richiede lo sforzo solidale di tutti è la famiglia. Come può mantenersi unita non solo quando mancano le condizioni materiali di sopravvivenza, ma quando è duramente insidiata, attraverso i mezzi di comunicazione, da tanti fattori disaggreganti? Il vincolo coniugale diventa effimero, i genitori si separano e i figli cadono nella disillusione e nell’abbandono.
La Pasqua di Cristo ci aiuta a riscoprire la bellezza dell’amore fedele e forte, della comprensione, della tenerezza e del perdono. Ricordiamoci della forza della preghiera: “La famiglia che prega unita resta unita”.

La terza conquista non è meno importante. C’è un malessere originato dalle rivalità politiche che, purtroppo, continuano a dividere persone e gruppi. Al di sopra dei partiti e delle ideologie siamo tutti fratelli, ai quali Cristo dà una vita nuova, di amore senza discriminazione, capace di mutuo rispetto e riconciliazione.

“Felice Pasqua!”. Ecco qui il saluto che, in questi giorni, potrà essere autentico nella misura in cui passiamo dalla morte alla vita, dal vizio alla libertà, dall’egoismo all’amore familiare, dalla divisione alla fraternità.
L’esperienza della liberazione personale da tanti lacci deve aiutarci ancora a unirci per promuovere il recupero dei fratelli carcerati. Impariamo a ripudiare l’errore e ad accogliere con amore coloro che sbagliano.
Veramente felice è chi rende gli altri felici. Questa gioia fa parte della vita nuova che Cristo resuscitato ci offre.
“Felice Pasqua!”.



L’AMORE NON MUORE MAI – Rubrica di Nuovo Progetto (aprile 2010)
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