Sermig

Un fiore in mezzo alle pietre


La passione di Gesù, la croce ci fanno meditare sul significato della sofferenza e del male. La riflessione di Dom Luciano Mendes guida i nostri passi lungo la Settimana Santa, verso la Pasqua.
 

di Dom Luciano Mendes de Almeida

 

 Il Signore Gesù Cristo sulla croce ha sofferto tantissimo e ha partecipato con la Sua sofferenza alla sofferenza di tutti, basti pensare che accanto a lui c'erano altri due che morivano anche loro sulla croce. Gesù è sofferente e muore in questa sofferenza non perché ha fatto qualcosa di male, - è il Figlio di Dio, non avrebbe mai potuto farlo - ma perché ha voluto condividere con noi la situazione dell'umanità sofferente, umanità che è inserita nel mistero e nella realtà del male.

Cosa vediamo nella passione di Gesù? Il male, che si fa presente nella realtà e nelle tante cattiverie del mondo: assassini, sequestri, furti, guerre, disperazione delle persone, prostituzione, tutte le situazioni tragiche che conosciamo. Gesù, entrando in questo mondo e assumendo su di sé la sofferenza, ci ha insegnato che con la sofferenza noi condividiamo la situazione del mondo, come lo fa ad esempio una mamma in ospedale che condivide la situazione del figlio drogato che sta per morire. Sono insieme in una stanza d’ospedale: il figlio malato perché ha voluto o ha ceduto alla droga; la mamma che non è malata, né drogata e neanche è responsabile di quanto è accaduto, ma che partecipa perché condivide quel momento per amore.
Possiamo entrare dentro il mistero del male condividendo con gli altri una situazione nella quale si trovano e la facciamo nostra per amore, come Gesù ha fatto. Questa è la grande lezione della croce, che noi non vediamo solo come un mistero della sofferenza, ma anche come una luce.

Non so se avete presente quelle croci che hanno dei raggi che partono dal cuore del Cristo e creano in questo modo dei riflessi di luce d'argento o d'oro. Significano che la croce è per noi una luce che illumina il mistero della vita umana quando è inserita nella realtà del male. Tutto questo ci fa pregare molto, perché non è facile, quando siamo dentro la sofferenza, vedere le cose chiaramente, ma non possiamo non ringraziare il Signore che ci ha dato questa luce con la Sua passione.

Gesù crocifisso ci invita a contemplare da vicino le sue sofferenze, le piaghe, i chiodi, la corona di spine, il suo cuore che ha aperto. Tutto questo ci fa pensare molto e ci dà una grazia nuova, quella di avvicinare la passione di Cristo alla nostra vita, avvicinare la luce al buio della nostra vita. Un fiore è sempre bello, ma un fiore che nasce in mezzo alle pietre è ancora più bello, perché non dovrebbe stare lì, perché quello non è il posto naturale per un fiore. È così anche sul piano morale. Noi vediamo l'umanità in mezzo alle violenze, alle ingiustizie sociali, ma ogni tanto viene fuori un ragazzo, una ragazza, una persona che, come un fiore in mezzo alle pietre, ci fa riflettere sulla bontà di Dio; ci fa capire come mai Cristo, il fiore sbocciato in mezzo alle cattiverie dell'umanità, ha fatto sì che i fiori continuassero a nascere in mezzo alle pietre.

La croce di Cristo ci dà una luce molto bella e molto grande per vedere l'umanità come noi vediamo nel cielo le stelle: non vediamo solo il buio, ma vediamo le stelle e sappiamo oggi come sono belle e che cosa significano per noi. Così vedendo l'umanità non possiamo dire: ecco una guerra, ecco delle stragi, ecco una violenza, ecco l'assassino di bambini, ecco la fame, ecco la siccità. Sembra che noi abbiamo perso la capacità di vedere i fiori in mezzo alle pietre, ma quante persone oggi sono veramente piene di bontà, hanno un cuore sensibile alle necessità altrui, sono capaci di commuoversi davanti a delle grandissime sofferenze! Queste persone sono come dei fiori. Il Cristo è il primo che ha voluto partecipare, assumere, condividere con noi la sofferenza, le difficoltà, è come un fiore in mezzo alle pietre, ma ha fatto sì che tantissimi altri piccoli fiori, come delle stelline, potessero illuminare la bellezza dell'umanità, la storia dell'umanità.

Nella croce c'è tutto l'amore, tutta la salvezza e quanto il Signore vuole che ognuno dia la vita per gli altri. Nella croce si trova la forza dell’amore e la pace del cuore in unione con tutto il mistero delle sofferenze umane.
La vita è bella, proprio perché siamo uniti a Gesù nella croce e nell’amore. Sono convinto che il Signore ci vuole un bene enorme quando ci dà la grazia di soffrire con gli altri e per gli altri.
Il Signore ci sta vicino quando prova altri e me. L’importante è affidarsi a Lui con tutto il cuore ad esempio della Madonna.
Il Signore Gesù non ha voluto eliminare la croce dalla nostra vita, così come non l’ha eliminata dalla Sua. Ma ci dà – in ogni momento – la grazia per superare le difficoltà e fare bene il bene.
Il Signore non libera dalla sofferenza e nemmeno dal martirio, può chiamarci quindi ad essere una parte della storia della generosità nella Chiesa, però ci libera dall'angoscia, cioè fa sì che noi ci troviamo forti della Sua presenza, illuminati sul senso di questa dedizione e nella pace.
Un’antica preghiera dice: “Signore, non ti chiedo di togliermi le difficoltà, ma che Tu mi dia la grazia di superarle”.
L’importante della vita non è la quantità delle difficoltà e delle prove, ma il coraggio di affrontarle e di superarle con la grazia di Dio.

Dom Luciano Mendes de Almeida