Sermig

Sogno che fra cent’anni - La regola del Sermig (28/28)


Maria, Madre dei Giovani (2/2) - di Giuseppe Pollano - Isaia paragona Dio al vasaio che lavora per farci diventare un capolavoro. Maria madre dei giovani ci guida e ci spinge alla santità, perché vuole che diventiamo come Gesù.
Preghiera Maria Madre dei Giovani sottoscritta da papa Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVIÈ la nostra invocazione quotidiana. Il 22 dicembre 2000, durante il Giubileo della Pace, Giovanni Polo II ha condiviso con noi il suo amore per Maria di Nazareth, permettendoci di chiamarLa con il nuovo nome di Maria Madre dei Giovani. Leggendo la preghiera che Le abbiamo dedicato, Giovanni Paolo II e successivamente Benedetto XVI l’hanno fatta loro. Ogni anno, il 22 dicembre, ne celebriamo il ricordo.

Maria,
è dai giovani che parte il futuro.
I giovani possono prendere il buono del passato e renderlo presente.
Nei giovani sono seminati la santità, l’intraprendenza, il coraggio.
Maria, Madre dei giovani,
coprili col tuo manto, difendili, proteggili dal male, affidali a tuo Figlio Gesù
e poi mandali a dare speranza al mondo.


4) Maria è l’icona e la madre per le nostre risposte

Nessuno, come Maria, si rende conto di come è drammatico il tempo della giovinezza, immensamente importante perché c’è in gioco Cristo. Il suo compito, diceva Paolo VI nell’esortazione sul culto mariano, è uno solo: riprodurre nei figli – che siamo noi – i lineamenti del suo Figlio Gesù. Maria sa benissimo che Cristo è la via, la verità e la vita: è Gesù il successo della vita, se lo perdo sono perduto.
Lei sa, cura, vede, segue, palpita. Nessuno come lei è vicina ai giovani ed è bene che i giovani lo sappiano perché possano entrare in un colloquio con lei. Dicendole “prega per me”, le consegni tutta la tua esistenza, la tua fragilità, la tua pochezza, ma anche la tua speranza profonda.
Statua della Madonna del mantoI giovani devono sapere che Maria li conduce uno per uno per mano. Se dimenticano questo, non colgono un segreto fondamentale, perché tocca a lei prenderci come siamo e condurci a colui che è, Gesù. Lo fa con attenzioni meravigliose e stupende che attraversano tutta la vita. Con lei tu cominci la giovinezza, cerchi di impostare qualche cosa, poi magari fai altre strade. Ma Maria non ha dimenticato che ti ha tenuto per mano e allora al momento buono viene e ti prende di nuovo per mano. La Madonna in questo è di una efficacia impressionante, è veramente Madre.


5) cosa dice Maria ai giovani

Prendiamo dalle sue poche ma grandi parole e risposte quello che ci dice per sapere chi siamo, quale valore abbiamo, chi diventeremo. Maria ci indica la strada.

5.1) lasciatevi guardare da Dio (Lc 1,48)
Questa parola del Magnificat (ha guardato l’umiltà della sua serva) significa che noi siamo molto influenzati dallo sguardo sotto molti aspetti.
Ciascuno ha occhi che lo guardano, di taluni non ci importa niente, ma da altri ci sentiamo condizionati.
Diffida di chi ti guarda togliendoti libertà e non ti lascia più essere te stesso. Invece cerca lo sguardo di chi stimola la tua libertà, ti entusiasma, ti dilata il cuore, ti fa avere fiducia in te stesso, ti fa crescere in dignità.
Lasciati guardare da Dio nel cuore, non nasconderlo mai a Dio. Dio non ti guarda per indagare severamente e per farti arrossire per come sei; Dio ti guarda perché ti ama. Quando vai da un medico, egli guarda i sintomi del tuo male, non vai dal medico per dirgli che sei sano. Così è Dio, che guarda le tue ferite con grande compassione e tenerezza, sei suo figlio!
Lasciati guardare dalla misericordia di Dio e anche dalla sua santità, specchiati in lui: non ti accorgi di come è bella la tua personalità, di come vali? Forse no, perché tu stesso ti disistimi, gli altri non ti stimano più di tanto, non hai criteri di paragone. Non è così, il criterio di paragone ce l’hai. Quando Gesù incontrò il giovane ricco, lo amò e poi gli disse: “Se vuoi essere perfetto ...”. Lasciati guardare da Dio, lui risveglia in te sicuramente il meglio di te, perché ti ha fatto lui e sa bene come sei.
Nessuno sguardo è così incoraggiante come quello di Dio se noi sappiamo ricordare come è Dio. Certo che se sei davanti a un modello di Dio costruito dalle tue paure, allora è meglio che egli non ti guardi altrimenti ti allontani; ma questo atteggiamento è errato.
Una persona che ti guarda con odio ti turba e tu diventi cattivo per difenderti e reagire, e questo disturba molto. Se una persona ti guarda con desiderio e ti affascina, ti attira, ti sconvolge, anche questo ti turba. Lo sguardo di Dio non è così.
Lasciarsi guardare da Dio è un esercizio fondamentale. Icona dell'AnnunciazioneMaria è stata guardata da Dio completamente e perdutamente perché, diceva Caterina da Siena, non soltanto una creatura può innamorarsi di Dio, ma è Dio che si innamora della creatura. Noi diciamo che Dio è tutto e ha tutto, eppure quando Dio crea dal suo cuore te, si innamora di te perché sei cosa sua. Allora ecco perché ti recupera anche quando sei diventato qualcosa da buttare via.
Mettendoci davanti al Signore, sappiamo che il suo sguardo ci avvolge, ci dà valore, ci risolleva. Ad esempio quando dopo un momento sbagliato sentiamo in noi che c’è qualcosa che non va, è Dio che ci guarda. Il rimorso, il pentimento, il richiamo alle cose migliori ci solleva senza mortificarci.
Malati come siamo di pessimismo, spesso lo scambiamo con l’umiltà. L’umiltà non è affatto dire che non sono niente. Se Dio mi guarda, allora so già chi sarò: certamente valgo davanti a Dio, sono suo figlio e c’è del bene in me.

5.2) lasciatevi amare e incontrare da Dio (Lc 1,28)
La pagina dell’annunciazione, l’eccomi, è proprio questo lasciarsi incontrare da Dio e incontrarlo. L’aggettivo greco tradotto con piena di grazia, significa piuttosto colma del favore di Dio, amatissima da Dio.
Lascia che Dio ti ami e fidati di Dio, anche quando, amandoti, ti chiede cose che sembrano più grandi di te, perché Dio ti supera. Dio non può amarti solo come ti ami tu, ti ama molto di più.
Lascia che Dio ti ami. Se ti toglie di dosso il cappotto che hai, non dirgli che è tuo, perché ti mette addosso un manto da re. Lascia che faccia il cambio, fidati, sempre. Il nostro guaio è che ci fidiamo poco di Dio, facciamo molti conti, vogliamo sapere prima. Ma con Dio ci si fida; Dio non può sempre adattarsi alla nostra misura, anche se lo fa perché siamo dei bambini, ma oltre un certo punto ci chiede di fidarci di lui.
La giovinezza è il tempo in cui devi lasciarti amare e incontrare da qualcuno. È un tempo in cui gli abbandoni sono purtroppo tanti, ma è in questo tempo che devi incontrarti con Dio, quando la tua preghiera un po’ balbettata, infantile, recitata può e deve diventare l’incontro di te con lui con parole irripetibili; quando la tua preghiera deve diventare il tuo appuntamento con Dio, il tuo viso a viso con lui, una cosa più profonda che cresce con te, adatta alla tua età.
Lasciati incontrare, cerca il profondo, non lasciarti prendere da tutto ciò che in superficie immediatamente ti sollecita e ti stimola. Oggi i nostri mass media colpiscono direttamente il nostro sistema nervoso, non passano più attraverso il cervello perché voglio proprio catturare il nostro sistema nervoso e di qui in là farci vivere. Il nostro sistema nervoso in effetti è catturabile e se la tecnica lo cattura siamo perduti. È esattamente il rovescio del nostro profondo, dove non arriva nessun mezzo tecnico, dove lo Spirito di Dio parla in noi, ci dà le sue gioie, la sua pace, le sue intelligenze interiori, il suo senso della vita e ne usciamo trasfigurati.
Una buona preghiera permette proprio questo contatto di Dio col tuo profondo, e allora tu non trascurare il tuo profondo perché è lì che Dio vuole incontrarti. Non scappare via e lasciati coinvolgere.

5.3) lasciatevi coinvolgere da Dio(Lc 1,38)
Dio ti coinvolge, ha bisogno di te. C’è nella Bibbia una definizione di Gesù molto illuminante: “In lui abita la pienezza della divinità” (Col 1,9; Col 2,9) e, a sua volta, “La Chiesa è la pienezza di Gesù” (Col 2,10). Gesù non è fatto per essere lui, ma per essere noi, noi siamo la sua pienezza. Gesù ti chiede di lasciarlo vivere in te davanti al Padre perché è venuto per conquistare te, non per essere un uomo in mezzo agli altri. T. C. Chiu, Preghiera della fanciullaSe non ti lasci coinvolgere da Gesù, gli manchi, perché nella sua pienezza c’era anche quel piccolo tassello di un grande mosaico che eri tu.
Lasciati coinvolgere con la tua intelligenza, le tue doti, la tua libertà in tutte le cose belle che con Gesù puoi fare. “Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi” (Gv 14,12). Storicamente parlando è vero, il Sermig, ad esempio, è una prova di questa fecondità di Gesù.
Alle domande “Chi sarò, chi incontrerò, chi amerò?” Dio risponde con risposte magnifiche ed entusiasmanti. Maria presiede a questo cambiamento, ci ottiene tutte le grazie, le aspirazioni: è lei la mediatrice di tutte le grazie, perché nulla passa da Dio a noi se non attraverso Cristo e le mani di Maria. Che confidenza allora possiamo avere in lei che, essendo mamma, non si spaventa delle nostre mancanze! Con tenerezza ci guida e ci spinge alla santità, perché lo scopo per lei è che diventiamo Gesù.

È molto bello questo lavorio di Dio, paragonato da Isaia al vasaio, per farci diventare dei capolavori. Maria è sempre presente, perciò Madre dei giovani non è solo un titolo, la presenta nella sua posizione speciale e mai come nell’epoca della giovinezza la Madonna è china su di noi, attenta e trepidante.
I giovani devono domandarsi in quale rapporto sono con Maria: aiutami a lasciarmi guardare da Dio come hai fatto tu, a credere che lui mi ama, a lasciarmi incontrare pienamente e coinvolgere. La Madonna sa che abbiamo dubbi, paure, reticenze, peccati. In questi momenti dobbiamo invocarla “Mamma, ho paura”. Tutto bisogna dire a Dio attraverso Maria, non solo le cose belle: è allora che si cammina avendo sempre in mente il modello di Gesù.

Maria, che ha davanti agli occhi l’indimenticabile scena di Gesù che cresceva in età, sapienza e grazia, vuole far crescere anche te in età, sapienza e grazia. Ti chiede: “Mi lasci fare?” Maria è garbata, mai autoritaria. La nostra risposta dovrà essere “sì”, costruendo così una stupenda alleanza mariana. Possiamo provare a viverla, chiaramente non escludendo chi è in età avanzata, perché la giovinezza dello Spirito non finisce mai. L’opera di Dio è eterna primavera.
È importante ricordarlo anche per i tanti giovani che hanno un enorme bisogno di risposte alle loro domande e sono stati ingannati, perché lasciati alla loro libertà. È un terribile tradimento, anche da parte dei genitori, dire ai ragazzi: “Vi voglio bene, fate tutto quello che volete”. Noi preghiamo perché non facciano affatto quello che vogliono in superficie, ma quello che vogliono nel profondo, che è diventare cristiani.

Giuseppe Pollano
tratto da un incontro all’Arsenale della Pace
testo non rivisto dall'autore