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Oltre l'ostacolo

di Roberto Lerda - «Una ragazza di 27 anni non si aspetterebbe mai di ricevere un riconoscimento simile, però è una cosa che mi rende molto orgogliosa e mi stimola a continuare su questa strada, anche perché sono progetti che amo fare e mi piace tanto fare. Spero che questa onorificenza possa aver dato visibilità ad un mondo come quello della sordità che si conosce veramente poco e questo merito, poi, è anche per tutte le persone sorde che si trovano ogni giorno ad affrontare le battaglie quotidiane. Allo stesso tempo vorrei dedicarlo a tutte le persone che ogni giorno fanno progetti per l’integrazione e l’inclusione di bambini e ragazzi sordi, perché al giorno d’oggi è molto importante continuare a lavorare su questo».

Queste le parole di Ilaria Galbusera, dopo aver ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per l’impegno e la passione con cui fa dello sport uno strumento di conoscenza e inclusione delle diversità”. Ilaria è una bellissima ragazza e nel 2011 ha vinto il primo premio al concorso di bellezza Miss Deaf World; è laureata in economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo alla Cattolica di Milano e lavora in banca. Ilaria è una ragazza normale ma con una particolarità: ha una sordità congenita.

Tuttavia, non considera questo un ostacolo insormontabile, ma ha trasformato questo problema in una grande opportunità per aiutare tanti ragazzi sordi, un’occasione per occuparsi da anni di integrazione e inclusione. Ilaria è capitano della Nazionale femminile di pallavolo, con cui ha vinto la medaglia d’argento ai Deaflynmpics, i giochi dedicati agli atleti sordi. Nel 2016 ha girato insieme ad Antonino Guzzardi “Il rumore della vittoria”, un documentario che attraverso le storie di sei ragazzi racconta com’è lo sport per le persone affette da sordità.

Ilaria è di Sorisole, un paesino in provincia di Bergamo, la città che si sta preparando ad accogliere migliaia di giovani da tutta Italia e dall’estero per l’Appuntamento dei Giovani della Pace. “Per chi non ha voce” è l’inno dell’Appuntamento, ma Ilaria e i suoi amici ci insegnano che anche chi non ha udito può cantare con i gesti, può cantare con la vita, può testimoniare che la pace è possibile a partire dai piccoli gesti di cura, di accoglienza, di inclusione.

Roberto Lerda
ITALIE
Rubrica di NUOVO PROGETTO