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Bergamo scalda i motori

I Giovani della Pace - A passi spediti verso l’Appuntamento dei Giovani della Pace
Basta guerre, facciamo la Pace: questo il titolo del 6° Appuntamento dei Giovani della Pace, che avrà luogo a Bergamo l’11 maggio 2019, organizzato dal Sermig. Decine di migliaia di giovani si incontreranno in piazza per chiedere pace in un mondo segnato dai conflitti, pace in una società sempre più divisa, pace nelle relazioni personali.

Protagonisti saranno i giovani: sul palco si alterneranno le loro testimonianze di impegno, anche tramite la presentazione dei Punti di Pace, azioni positive capaci di cambiare pezzi grandi o piccoli di mondo. Durante la mattinata i giovani potranno incontrare testimoni significativi nei luoghi più importanti della città: saranno i Dialoghi in città, un vero incontro tra le generazioni con rappresentanti del mondo degli adulti che ascolteranno i giovani.

La città di Bergamo si sta preparando all’Appuntamento: sul territorio, insieme ad una delegazione torinese, sta lavorando un gruppo di giovani che da tempo è legato all’Arsenale della Pace. «Da tredici anni proviamo a vivere lo spirito del Sermig sul nostro territorio: incontriamo centinaia di giovani tramite attività pratiche o di formazione», racconta Chiara, una delle ragazze del gruppo.

Così, dopo aver vissuto gli Appuntamenti di Napoli e di Padova, i giovani di Bonate Sopra (BG) hanno chiesto che il 6° Appuntamento potesse essere organizzato nella loro città: «È una grande responsabilità, ma crediamo che sia un’occasione unica per il nostro territorio: per questo abbiamo deciso di metterci in gioco al cento per cento». I “Sì” all’Appuntamento dalle Istituzioni bergamasche sono arrivati ufficialmente durante la prima conferenza stampa, il 12 ottobre.

«L’Appuntamento sarà un modo per ascoltare i giovani che vogliono cambiare il mondo, risorsa preziosa in una società che invecchia e veicola messaggi di egoismo» ha detto il sindaco Giorgio Gori. Il “Sì” della diocesi è arrivato tramite mons. Vittorio Nozza, che, riportando le parole del vescovo Francesco Beschi, ha definito l’Appuntamento un «segno provvidenziale». La Provincia ha deciso di consegnare una Benemerenza ai giovani di Bonate Sopra, come riconoscimento dell’importanza del loro impegno per la città e come incoraggiamento verso l’Appuntamento.

Dopo la conferenza stampa è iniziato un impegnativo lavoro di conoscenza del territorio: gli incontri con realtà significative, associazioni, oratori e scuole si sono via via moltiplicati, e continueranno a farlo. Un momento estremamente significativo ha avuto luogo il 26 novembre: cento giovani di Bergamo hanno partecipato all’incontro con Sergio Mattarella, presso l’Arsenale della Pace di Torino e hanno potuto invitare ufficialmente il Presidente all’Appuntamento dell’11 maggio. L’amicizia tra il Presidente della Repubblica e gli Appuntamenti dei Giovani della Pace si è già dimostrata a Padova, dove il Presidente era presente tramite un videomessaggio.

L’Appuntamento dei Giovani della Pace è un grande sogno che unisce. E come ogni grande sogno, richiede moltissime energie. «A volte è difficile conciliare gli impegni per l’Appuntamento con il lavoro, l’università o la famiglia. Ma stiamo imparando e crescendo tanto, sia a livello personale che di gruppo. Sappiamo che l’Appuntamento potrà essere l’incontro più importante della nostra vita» racconta Chiara.

A guidare i lavori su Bergamo sono anche le parole di Ernesto Olivero: «Tanto tempo fa ho sentito Roger Schutz dire che “un pugno di giovani può cambiare il mondo”. Noi ci abbiamo creduto, ci abbiamo messo tempo e energie e abbiamo cambiato la vita di migliaia di persone. Un pugno di giovani, ora, vuole che Bergamo sia segno di speranza».

I Giovani della Pace
a cura della redazione