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Il regno dell’Amore

di Domenico Agasso jr - Gesù è il Re «della nostra vita». Cristo «dà luce nuova alla nostra esistenza segnata dal dubbio». Ma il suo non è un regno «di questo mondo». Papa Francesco lo dice all’Angelus del 26 novembre 2018. Il Pontefice sottolinea che «i regni fondati su armi e prevaricazioni prima o poi crollano». E al di sopra «del potere politico ce n’è un altro molto più grande, l’amore».

Francesco ricorda «la situazione umiliante in cui si è trovato Gesù dopo essere stato arrestato nel Getsemani: legato, insultato, accusato e condotto dinanzi alle autorità di Gerusalemme». Il Figlio di Dio è «presentato al procuratore romano, come uno che attenta al potere politico, a diventare il re dei giudei. Pilato allora fa la sua inchiesta e in un interrogatorio drammatico gli chiede per ben due volte se egli sia un re».

Cristo prima risponde «che il suo regno “non è di questo mondo”. Poi afferma: “Tu lo dici: io sono re”». Il Papa sottolinea: è «evidente da tutta la sua vita che Gesù non ha ambizioni politiche. Dopo la moltiplicazione dei pani, la gente, entusiasta del miracolo, avrebbe voluto proclamarlo re, per rovesciare il potere romano e ristabilire il regno d’Israele. Ma per Gesù il regno è un’altra cosa, e non si realizza certo con la rivolta, la violenza e la forza delle armi».

Per questo «si era ritirato da solo sul monte a pregare. Adesso, rispondendo a Pilato, gli fa notare che i suoi discepoli non hanno combattuto per difenderlo. Dice: “Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei”».

Il Figlio del Signore si pone l’obiettivo di «far capire che al di sopra del potere politico ce n’è un altro molto più grande, che non si consegue con mezzi umani. Lui è venuto sulla terra per esercitare questo potere, che è l’amore, rendendo testimonianza alla verità». Si tratta della «verità divina che in definitiva è il messaggio essenziale del Vangelo: “Dio è amore” e vuole stabilire nel mondo il suo regno di amore, di giustizia e di pace». La storia insegna che i regni fondati sul potere delle armi e sulla prevaricazione sono fragili e prima o poi crollano.

Ma il regno di Dio è fondato sul suo amore e si radica nei cuori, conferendo a chi lo accoglie pace, libertà e pienezza di vita». Aggiunge il Papa: «Tutti noi vogliamo pace, tutti noi vogliamo libertà e vogliamo pienezza. E come si fa? Lascia che l’amore di Dio, il regno di Dio, l’amore di Gesù si radichi nel tuo cuore e avrai pace, avrai libertà e avrai pienezza ». Francesco evidenzia: «Gesù oggi ci chiede di lasciare che Lui diventi il nostro re. Un re che... indica la strada all’uomo smarrito, dà luce nuova alla nostra esistenza segnata dal dubbio, dalla paura e dalle prove di ogni giorno».

Domenico Agasso jr
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Rubrica di NUOVO PROGETTO