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Un medico contro l’amianto

di Francesca Fabi - Daniela De Giovanni era giovane quando iniziò a lavorare come oncologa a Casale Monferrato. Fine degli anni ‘70, un’epoca difficilissima, vista con la consapevolezza di oggi. Perché Casale conviveva con un nemico: il più grande estabilimento italiano per la produzione di Eternit.

Oltre 90mila metri quadrati di estensione e migliaia di lavoratori, ignari dei rischi e dei pericoli: le fibre di amianto respirate per decenni non solo in fabbrica, ma anche fuori. L’amianto era ovunque, nell’aria, nelle tute dei lavoratori messe in ordine dalle mogli, nel polverino usato per sistemare aie e cortili.

Il mesotelioma pleurico, il tumore provocato dall’amianto, comincerà presto a fare vittime: oltre 2.500 ad oggi. Daniela se ne accorse in fretta proprio dai racconti degli operai, da quei tanti manifesti funebri che ogni settimana venivano affissi davanti alla fabbrica.

Scoprì così la sua vera missione di vita: combattere da medico contro la malattia, mettendo al centro però l’ascolto delle persone. «Mi resi conto che i malati non avevano bisogno solo di essere visitati – dice – c’era un dramma psicologico vissuto da loro e dalle famiglie che doveva essere preso in carico. Erano i due aspetti della tragedia».

Nacque così l’Ufim di Casale, l’unità per la diagnosi e la cura del mesotelioma, una realtà di eccellenza in Italia. Accanto alle cure, la vicinanza umana, l’idea di creare una onlus per assistere i malati in ogni momento, 365 giorni all’anno, in qualunque luogo: a casa, in ospedale, in un hospice.

Infermieri, psicologi, volontari, tutti in campo per tenere accesa quella scintilla di speranza in un percorso di malattia senza speranza. Daniela oggi è in pensione, ma sempre in prima linea con Vitas, la sua associazione che oggi vede coinvolte decine di persone. Per il suo impegno, Daniela De Giovanni è stata nominata dal Presidente Mattarella, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Francesca Fabi
ITALIE
Rubrica di NUOVO PROGETTO