Sermig

Piccoli gesti

di Renato e Valentina - Cento anni fa finiva la prima guerra mondiale. Con essa finivano molte entità politiche che avevano segnato per secoli la storia dell’Europa e del vicino Oriente. Gli imperi austro-ungarico e ottomano scomparvero dalla scena mondiale lasciando spazio ad una moltitudine di nuovi Stati che contribuirono a ridisegnare la cartina geografica del continente europeo. Il crollo di quei giganti non fu solo un evento geopolitico di portata mondiale ma rappresentò per molte comunità che vivevano in quelle terre una vera e propria tragedia nella tragedia.

È il caso dei cristiani della Tracia Orientale, l’attuale Turchia europea, che in seguito alla nascita della Turchia moderna furono costretti ad abbandonare le loro terre in un complesso scambio di popolazioni: il loro posto venne infatti preso da comunità turche e musulmane. Lo scorso 11 novembre, in quella che rimane dell’antica diocesi di Silivria, il patriarca ecumenico Bartolomeo II ha deciso di celebrare una messa dopo 100 anni dall’ultima celebrazione.

Non essendoci più chiese, la celebrazione eucaristica è stata officiata all’aperto, all’ombra di un tendone, alla presenza di fedeli di origine greca. La decisione di svolgere il rito in quel luogo è stata ispirata dalla memoria di Nektarios, un santo nativo di quelle zone, molto venerato tra gli ortodossi, che si impegnò fino alla morte nel 1920 in un intenso lavoro missionario ed ecumenico in Cirenaica.

Bartolomeo ha voluto ricordare l’impegno di Nektarios come segno della Presenza dell’unico Dio che invita gli uomini di tutte le fedi a concorrere al bene comune di tutta l’umanità. La vera fede non può dividere gli uomini ma deve stimolare il loro impegno verso l’amore e la pace. Come avevano già fatto nei secoli precedenti, i credenti in Cristo possono nuovamente contribuire allo sviluppo sociale, economico e culturale della Turchia.

Renato e Valentina
I BONOMOS
Rubrica di NUOVO PROGETTO