Sermig

La principessa e il guerriero

di Marco Grossetti - La storia di una bambina che ha trovato qualcuno su cui contare.
Maria arriva sempre vestita come una principessa, un po’ tribal e tanto chic, finemente decorata con fiocchetti e treccine, abbellita da nastrini e gioielli. Poi una treccia si scioglie, una maglia si toglie, un vestito si strappa, un braccialetto si spacca: un pezzo alla volta la principessa diventa un guerriero pronto per il combattimento. Che è meglio essere pronti per ogni circostanza, Maria lo ha imparato quando era ancora piccolissima: la mattina, di solito, mamma era al lavoro, al pomeriggio, di solito, mamma era ancora al lavoro e la sera, di solito, mamma era di nuovo al lavoro. Papà era un giovane uomo appena arrivato in Italia da un’isola sperduta nell’Oceano Indiano, bisognoso di ricevere aiuto, più di quanto fosse in grado di darlo.



URAGANO
Maria era come un uragano, non si fermava neanche davanti al suo cartone animato preferito, avrebbe potuto entrarci dentro e nessuno si sarebbe accorto che lei era una bambina vera. Mamma e papà, hanno subito stabilito le due uniche soluzioni possibili per la loro e la sua sopravvivenza: un box dentro cui chiuderla ed un tablet con cui incantarla. Maria faceva tutto da sola: lei era la mamma e anche la bambina, quella che sporcava e avrebbe dovuto pulire, quella che piangeva e asciugava le lacrime. Maria era contemporaneamente la star e il suo pubblico in estasi: per far passare il tempo, si esibiva in spettacoli che copiava da Youtube, dove ballava e cantava, come se tutto il mondo fosse fermo a guardarla.

SHOW
La fine di ogni spettacolo era un attimo di vuoto, un silenzio pieno di dolore e di imbarazzo: farsi gli applausi o dirsi brava da sola, era troppo pure per lei. Maria ha saltato praticamente tutte le tappe dell’età evolutiva, il suo mondo da esplorare è stato un box dentro cui essere prigioniera. Mamma e papà hanno imparato presto che era meglio non andare a spasso con quella piccola peste che entrava nei negozi e toccava, voleva e pretendeva tutto: ogni no era una scenata in grado di attirare un ampio pubblico tra i passanti, intenti a guardare quella bambina che urlava e piangeva, esibendosi in un altro show, dove questa volta c’era il tutto esaurito.

BISCOTTI
Maria ha incominciato la scuola parlando una lingua che conosceva soltanto lei. Ha vinto il posto in fondo alla classe all’ultimo banco, perché le maestre potessero avere più tempo per fermare i suoi improvvisi e inaspettati tentativi di fuga. Un pacco di biscotti sotto la cattedra era l’unico modo per riuscire a farla stare seduta almeno ogni tanto durante la lezione. Maria intanto ha iniziato anche a venire al Sermig: in ogni parola e in ogni gesto, manifestava il suo bisogno di essere guardata da qualcuno, come nessuno aveva mai fatto con lei. Un giorno ha incontrato Andrea. Un sabato come tanti, pieno di cose schifose da mangiare, di giochi e attività che lei non riusciva a fare insieme agli altri bambini, di parole che venivano fuori a caso dalla sua bocca senza un ordine e un senso preciso, di pipì fatta addosso, perché dentro il box, Maria aveva imparato a convivere con quella puzza, che per lei significava casa, molto più del profumo di una torta preparata da mamma.

PERMESSO
Andrea è un giovane ingegnere, uno dei volontari che ogni settimana dedicano un pezzo della propria vita alla felicità di qualcun altro, facendo diventare rifugio per tanti bambini, l’Arsenale della Pace. Ha sentito semplicemente che non era giusto, che quella bambina così brava a imparare in un attimo qualsiasi cosa, così piena di luce e di energia non poteva non cambiare, aveva diritto ad una mamma e ad una possibilità. Ha iniziato a stare vicino a Maria, a prendere permesso da lavoro apposta per passare un po’ di tempo vicino a lei. A rincorrerla, sgridarla, lodarla, pregarla, guardarla. Andrea ha incominciato anche a parlare con i suoi genitori, perché Maria non ha una cattiva famiglia.

ALLEANZA
Mamma è preoccupatissima di non darle quello che merita, costretta per lavoro a fare la mamma di altri bambini, a stare via di casa per settimane per portare loro in vacanza, a uscire alla mattina senza avere il diritto di sapere quando ritornerà alla sera. Papà non aspettava altro di ricevere sostegno, aiuto, consigli: insieme hanno accettato di fare un piccolo percorso per il recupero delle competenze genitoriali. Andrea intanto ha cercato di entrare nel mondo di Maria, facendosi aiutare da tutti per capirci qualcosa, a seguire come rigidi protocolli da applicare i consigli di una logopedista per aiutarla a parlare meglio e quelli di una psicologa perché il suo bisogno di essere al centro di tutto, le permettesse di vedere anche gli altri bambini senza calpestarli e travolgerli. Andare in bagno a fare la pipì è diventato un divertentissimo gioco che un gruppo di bambini ha iniziato a fare ogni giorno insieme a lei.

TRIBAL
L’uragano Maria ha smesso di distruggere, destabilizzare e perturbare la sua classe: non è più seduta all’ultimo banco perché ha smesso di scappare all’improvviso da scuola. Ogni tanto interrompe abbastanza educatamente la lezione e alza la mano per chiedere di andare a fare la pipì. La piccola peste non è diventata un angioletto, ma capisce quello che dicono gli altri e soprattutto gli altri capiscono quello che dice lei, in pagella ha preso 10 di italiano. Andrea continua a stare al suo fi anco, è riuscito a convincere mamma e papà che l’unico modo per calmare e guarire Maria, era che lei sapesse di poter contare su di loro. Maria esce di casa principessa e dopo qualche ora si trasforma ancora in un guerriero, poco chic e tanto tribal. Ma ha smesso di combattere: il tempo di allontanare il male è passato, ora è arrivato quello di ricevere il bene.

Marco Grossetti
NP FOCUS