Sermig

Una veglia per svegliarci

di Maria Dusatti - La sera del 2 agosto, nel centro di Torino, abbiamo festeggiato un compleanno particolare. La festa di una casa che da trent’anni opera per accogliere chi necessita di un aiuto, per far crescere giovani di ogni parte d’Italia secondo uno spirito di fratellanza e condivisione, per ridare speranza a chi non ne ha: questo luogo è l’Arsenale della Pace. A quel compleanno c’ero anche io insieme a centinaia di altre persone.

Il ricordo è partito da un video, dalle immagini delle origini fino alla trasformazione dell’arsenale militare in Arsenale della Pace e della fatica di coloro che si sono impegnati per renderla possibile. I ricordi affioravano e mentre venivano raccontati non sembravano più parte del passato, ma del presente. Mi sembrava di essere lì, in quel vecchio rudere a spostare mattoni e tegole, a vedere il lento ma inarrestabile mutamento di un luogo in un insieme di persone. Ho riconosciuto dalle immagini spazi che ora esplodono di vita, mentre una volta sembravano spenti e freddi. Le testimonianze di chi è passato dall’Arsenale, di chi è rimasto e il ricordo di tante vite hanno reso il tutto ancora più impressionante, tanto che alla fine del video è scoppiato un applauso interminabile unito alla commozione dei presenti.

Poco dopo abbiamo partecipato alla messa, celebrata dall’arcivescovo Nosiglia, un momento particolare e diverso dal solito.

Finita la celebrazione, è stata la volta della Marcia della Speranza: ci siamo incamminati per le vie di Torino in silenzio, accompagnati dall’icona di Maria Madre dei giovani. Anche se è stata una lunga camminata, lo spirito del momento, la gioia e la voglia di festeggiare insieme ci hanno fatto andare avanti convinti.

Abbiamo incontrato gli ortodossi, le suore del Cottolengo e la famiglia salesiana. Infine, la tappa finale in piazza Carlo Alberto, con alcuni canti e le ultime testimonianze. La piazza era piena: piena di giovani e non solo, che si sono ritrovati insieme per ricordare il cammino fatto e confermare che tutto questo continuerà. La serata è stata segnata da emozioni che non dimenticherò: gioia, commozione e soprattutto meraviglia. Sono rimasta impressionata dal numero di persone che il Sermig ha toccato in questi anni e che toccherà ancora. La testimonianza di tutto ciò erano i presenti, di ogni età, dagli anziani, che forse hanno visto l’Arsenale nascere, ai bambini e ai giovani: la nuova generazione che potrà cambiare il mondo con lo stesso spirito dei primi. Mi ha colpito non tanto la quantità numerica delle persone presenti, ma l’idea che non siamo soli.

Molti oggi sperano ancora, possiedono quella speranza riposta nella parola Pace, perché come un luogo di guerra, portatore di morte e disperazione, è potuto diventare una fabbrica di vita, anche noi possiamo affrontare le difficoltà di ogni giorno per renderle qualcosa di bello, che porti speranza e pace. Una veglia per svegliarci, non fisicamente ma interiormente, per svegliare quella coscienza che è rimasta troppo a lungo a riposo.

Speciale Maria Madre dei Giovani 2/6 - NP ago-set 2013

Il 2 agosto da ora e per sempre festa di Maria Madre dei giovani. L’icona della Madonna delle tre mani portata a spalle dai giovani nella Marcia della Speranza a Torino, San Paolo e Madaba, città degli Arsenali del Sermig.