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Guardare meglio Gesù

«Guardate con attenzione il Signore» In quaresima siamo invitati a far crescere l’interesse a Gesù e l’amore verso lui, obbedendo al monito “Guardate con attenzione il Signore, fissate Gesù che è l’autore e il perfezionatore della vostra fede” (Eb 12,2).

di Giuseppe Pollano

 
 

GUARDARE GESÙ

Gesù Cristo è l’autore della fede, perché sono cristiano grazie a lui; è il perfezionatore della fede, perché la vita mi logora, mi tenta, mi distrae e il mio cristianesimo potrebbe anche diventare una discesa anziché una salita. Non basta perciò che egli sia l’autore della mia fede, deve esserne anche il perfezionatore, perché la vita mi sfida, mi offre seduzioni o dolori nuovi a cui, se non guardo Cristo, posso cedere.

James B. Janknegt, Il battesimo di GesùGuardando Gesù non guardiamo un oggetto fermo ma un soggetto in movimento. Dopo la sua vita nascosta in Nazareth, che cosa fa Gesù? È interessante notare i verbi di movimento utilizzati nel vangelo: “in quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel fiume Giordano”, ecco il primo grande movimento dal silenzio all’inizio; “subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e rimase quaranta giorni tentato da Satana” (Mc 1,9.12); quando il cammino è quasi alla fine “mentre erano in viaggio per salire a Gerusalemme (siamo ormai alla Pasqua) Gesù camminava davanti a loro ed essi (i discepoli) erano sgomenti, lo seguivano impauriti” (Mc 10,32). Il cammino si conclude in quell’ultimo verbo di movimento che Gesù pronuncia quando ormai è inchiodato sulla Croce: “Gesù, gridando a gran voce, disse: Padre nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23,46). Gesù è un agonizzante, trova la forza di gridare a gran voce nella volontà di consegnarsi al Padre.

Per capire il Signore occorre guardarlo in questo viaggio sempre più pesante che conclude consegnandosi al Padre, non soltanto nei miracoli e nella trasfigurazione.


IL PRIMATO DI DIO

Gesù ha fatto questo cammino
perché doveva affermare il primato del Padre. Ma noi che siamo assediati da moltissimi significati piccoli della vita - come i piccoli scopi, i piccoli fini, i piccoli obiettivi, che pure ci vogliono visto che siamo coi piedi per terra - qualche volta rischiamo di smarrirci e il nostro cammino può essere zoppicante, può essere debole, può essere incerto. Gesù Cristo ci chiama a compiere il suo cammino perché è la porta attraverso la quale passare per arrivare al Padre.

Giovane che proietta come ombra Gesù in croceNoi non possiamo accontentarci di meditare, sia pure con molta fede, sul cammino di Gesù come se fossimo spettatori di un eroico viaggio. Noi siamo battezzati, noi siamo stati presi dentro il suo cammino, cammina lui dunque camminiamo noi. Guardare Gesù che va verso il Padre e starsene seduti sulla sponda del fiume e guardarlo passare sarebbe insultante per lui, meglio non guardarlo, perché il battesimo vuol proprio dire che ciò che Gesù Cristo fa noi lo faremo con la sua forza; saremo sempre deboli, sempre soltanto approssimati per difetto a lui, ma questo non deve preoccuparci. Sei il mio maestro, sei il mio ideale, sei la mia vita e io ti seguirò, ecco cosa dice un cristiano.


VENGO ANCH’IO SIGNORE

Sicché il cristiano guarda Gesù per capirlo meglio per capire il suo amore; medita, riflette, ma poi si muove; lascia cioè che Gesù lo convinca al punto che si alza e dice “Vengo anch’io Signore, farò come te” e così il cammino della quaresima, che prima è stato soltanto di Gesù, adesso diventa anche nostro, sentiamo la bellezza e la dignità di imitare il nostro maestro e Signore.

Giovani monache leggono la BibbiaNoi vogliamo alzarci e seguirlo, ma una quaresima dove prima o poi questo desiderio non sgorga dal cuore è sterile, non dà niente o, al più, qualche commozione, qualche emozione. Ma con Gesù Cristo in croce le emozioni non bastano. “Vengo anch’io Signore”. E allora ecco perché la Chiesa dice che durante la quaresima bisogna riprendere la Parola, riascoltarla, lasciarla diventare maggiormente la nostra sapienza. Occorre ascoltare Gesù, regalargli un po’ più di silenzio e di attenzione, ritagliare tempi nuovi e diventare anche per pochi minuti al giorno come monaci di fronte a lui, soli con lui per capire nuovamente la sua sapienza. La Parola produce il gesto, diventa una Parola di grazia che ci tocca all’improvviso, ci punge il cuore, non ci lascia più stare come prima, ci converte, cioè ci volta verso il Padre con più amore.


QUARESIMA: TEMPO DI SCELTE

Lentamente Gesù si è trasformato nel suo cammino. Se non avesse amato sempre di più non avrebbe potuto affrontare angosce, tentazioni. Dovremmo desiderare che la sua trasformazione diventi anche la nostra, dovremmo desiderare di imparare ad amare di più e meglio il Padre, ed è possibile perché non ci nega il suo Spirito. Pertanto aspettiamoci che Gesù, meglio guardato, ci suggerisca fraternamente che possiamo essere come lui e somigliargli di più.
Quando Dio ci chiede di fare la sua volontà, non è mai l’onnipotente che comanda, è il Padre che aspetta. Allora, proprio come nel cammino di Gesù, la quaresima diventa un tempo di scelte importanti.

Il digiuno è non dimenticarsi di Gesù, non fermarsi troppo sulle cose che ci saziano, perché nella vita una sazietà equivale ad una fermata. Gesù diceva: guai a chi è sazio, perché non cerca più altro; guai a chi ride, perché non cerca più il Gesù che lo consola. Saggiamente anche la Chiesa dice di diffidare delle cose che ci saziano troppo, delle quali si è abituati a rimpinzarci (non solo di vivande), di diffidare di ciò che ci accontenta, perché se ci si ferma a ciò che ci accontenta non si faranno più passi avanti. Preghiera prima del pastoDigiuna, staccati un po’, senti la tua fame, la tua povertà, non aver paura del tuo disagio perché è in questa libertà che tu mi troverai meglio, scegli in maniera sempre più forte, ci ripete il Signore.

Da quella discesa al Giordano al dire sulla croce Ti consegno me stesso, le scelte di Gesù si sono irrobustite, sono maturate sino alla fine. E le nostre scelte? Perché tutti nella vita fare scelte forti che sostengono l’edificio della nostra personalità cristiana, scelte in cui si deve sempre riscegliere Dio con amore, con gioia, con fedeltà, dove fedeltà vuol dire che la scelta di oggi non basta per domani. Poi, naturalmente, ci sono le piccole scelte che abbelliscono e che rendono più generosi, più miti, più poveri, più per gli altri.
In quaresima guardiamo ad uno che camminava e guardava sempre più al Padre, finché in un dialogo segreto il Padre forse gli avrà chiesto: “Anche il sangue, figlio?”. “Sì Padre anche il sangue”. Ebbene Dio le fa anche a noi queste domande, anche se non sentiremo direttamente la sua voce.

Digiuno e penitenza sono parole che non devono farci paura, ma che nemmeno dobbiamo ridurre a poca cosa: le cose grandi vanno prese in grande. Occorre guardare Cristo in grande per vedere la sua purezza, la sua santità. Allora digiuno e penitenza bisogna viverli in grande per farsi una grande idea di sé, il sentirsi destinati al mistero di Cristo. Se si guarda in grande si è quasi contenti di camminare per un tratto nelle piaghe del Signore.
Quindi guardiamo in grande Gesù, guardiamo la Parola per contemplarla e poi applicarla piano piano, sentendo il desiderio di seguire e imitare Gesù, trovando la maniera partendo dai propri comportamenti abituali.


LASCIARSI SOSTENERE DA GESÙ

La quaresima è riaccostarsi a Gesù, fare un nuovo cammino di catecumeni, rinnovare la grandezza battesimale, perché c’è sempre qualcosa in più da capire, la possibilità dire e fare meglio le cose.
Riconosciamo il bene che c’è in noi e lasciamo germogliare quello che non c’è ancora. Siamo tralci, il Padre ci coltiva e, come Gesù ci ha anche avvertiti per farci più ricchi di frutti, il Padre ci pota. Lasciamoci potare in questo tempo di quaresima.

Statua della MadonnaSostenuti dal mistero di Gesù, si avrà diritto di dire al Signore che abbiamo camminato insieme a lui; questa è la quaresima realistica che si può offrire alla misericordia del Signore e che tocca il cuore del Padre. Anche in pochi, se facciamo questo corteo d’amore dietro a Cristo, possiamo ottenere la conversione di innumerevoli persone, perché ripercorriamo la strada della salvezza.

Non dimentichiamoci poi che la tacita protagonista della quaresima è Maria. Non avendo mai tolto gli occhi da Gesù, imparava, capiva, imitava, si lasciava coinvolgere, diventando così la corredentrice.
 
Giuseppe Pollano
tratto da un incontro all’Arsenale della Pace
testo non rivisto dall'autore