Sermig

Ricordiamo Don Pollano, maestro e padre

RICORDIAMO DON POLLANO, MAESTRO E PADRE
Da quasi 20 anni amico della nostra Fraternità, don Giuseppe Pollano, sacerdote presso il santuario della Consolata, è stato per il Sermig maestro e padre nella vita dello Spirito ma anche nel confronto con le sfide del nostro tempo. Ci ha lasciato ieri pomeriggio, 2 gennaio 2010.
La Fraternità del Sermig



Do8 maggio 2008: don Pollano presenta la Regola del Sermig alla Fiera Internazionale del Libro
    8 maggio 2008: don Pollano presenta la Regola del Sermig
     alla Fiera Internazionale del Libro



Da quasi 20 anni amico della nostra Fraternità, don Giuseppe Pollano,
sacerdote presso il santuario della Consolata, è stato per il Sermig maestro e padre nella vita dello Spirito ed in quella ecclesiale, ma anche nel confronto con le sfide del nostro tempo. Dopo una “passione” di oltre un anno, dentro e fuori dagli ospedali cittadini, il Padre lo ha chiamato a sé ieri pomeriggio, 2 gennaio 2010.
Ernesto Olivero nel messaggio audio del Buona giornata lo ha ricordato così:

 


Pubblichiamo due poesie scritte da Ernesto Olivero dopo due degli ultimi incontri con lui.

Amico di Dio

Don Pollano carissimo,
dal primo momento
sei stato carissimo.
Ci hai guardato negli occhi,
ci hai guardato nel cuore.
Ti sei fatto incontrare,
guardare negli occhi,
guardare nel cuore
e con la tua vita, con la tua santità,
con la tua bellezza interiore
hai camminato con noi, ci hai guidato,
ci hai confermato.
Quante volte il tuo sguardo
ci ha consolato
di un’ingiustizia, di un dolore
e in silenzio
hai condiviso con noi una pena.
Mille incontri
e in te ho sempre solo sentito ascolto
e una parola chiara di Dio.
Poi l’ultimo incontro,
un lampo d’azzurro
con i tuoi occhi di Dio,
la mia richiesta di benedirci
e la tua risposta faticosa,
due parole, prendendo forza dall’Alto:
“di cuore, di cuore”.
Ci sono incontri voluti, pilotati da Dio. Incontri eterni.

26 novembre 2009

Don Giuseppe Pollano è con Dio

Oggi giorno di vento e di sole,
in un freddo che entrava nelle ossa sono venuto a trovarti.
Volevo stare un po’ con te
come tante altre volte.
Il tuo respiro faticoso,
i tuoi occhi chiusi
vedevano l’Invisibile.
Ho accarezzato la tua mano,
ho aperto la Parola che amavi
e che io pure ho imparato ad amare.
Ho chiesto con fiducia una Parola per te
e nel libro della Sapienza ho letto:
“Tu, nostro Dio, sei buono e fedele”.
Ho osato continuare pregando:
“Signore, buono e fedele,
prendilo tra le tue braccia.
E' un uomo buono, Tu lo sai”.
Ho pregato la Madonna
che tu amavi tanto ed io pure:
“Ave Maria, prendilo con Te…”
e dopo poco hai aperto gli occhi
nel Loro abbraccio.

2 gennaio 2010






 


Don Pollano ha lasciato alla nostra Fraternità un patrimonio prezioso di riflessioni ed insegnamenti, in parte già pubblicati su questo portale. Lo ricordiamo qui con due brevi scritti.

Il primo risale all’epoca in cui prendeva piede dentro il Sermig l’intuizione di un Appuntamento Mondiale nel quale i giovani si rivolgessero ai grandi della terra. Don Pollano ce la confermò scrivendo ad Ernesto Olivero, il 3 settembre 1998:
8 maggio 2008: don Pollano presenta la Regola del Sermig alla Fiera Internazionale del Libro
    8 maggio 2008: don Pollano presenta la Regola del Sermig
     alla Fiera Internazionale del Libro
“Profezia è dire con cuore nuovo cose che da Dio vengono e a Dio conducono, traversando la miseria degli uomini. Allora tu, Ernesto, puoi assumerti la profezia di dire alla generazione dei padri e dei figli che la loro frattura è la sventura del mondo, e loro nuova riconciliazione sarà il futuro. Questa profezia dovrà anche farti soffrire, come soffre ogni amore, ma non dovrai mai temere: l’umiltà osa tutto perché non ha più nulla da perdere”.
In un’altra occasione scrisse sul diario di Olivero: “Beato chi aiuta i giovani ad essere giovani”.

Il secondo testo ha il sapore di un mandato. Parla dell’amore, al quale don Pollano ha sempre creduto, convinto com’era che il “disamore” fosse il virus che ammala la nostra società. “Un poeta scrisse che il sogno è l’infinita ombra del Vero.
Possiamo allora dire, poiché il Vero è Dio stesso, Amore, che il sogno di Ernesto realizzato nel Sermig, fu infinita ombra dell’Amore. Coloro che sognano di giorno, pregando, intuiscono molto di più di chi sogna di notte… Ci nasce dunque dal cuore l’augurio: poiché il Sermig volle e vuole essere amore di Dio vissuto sempre e con tutti, il suo passato e il suo futuro nel tempo restino sempre lo stesso presente, quello di chi ama, rispecchiando l’eterno divino.
Questa è la fedeltà che conta. Essa realizza il ‘come in cielo così in terra’ che ci ha insegnato Gesù”.

Grazie, don Pollano. Ti vogliamo e ti vorremo sempre bene!

La Fraternità del Sermig

Vedi il dossier:
Mons. Giuseppe Pollano - riflessioni inedite per la Fraternità del Sermig