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Somigliare a Maria

 "Gesù non le nega mai niente perché le deve tanta gratitudine per quanto lei ha fatto con tanto amore per lui durante la sua vita terrena" - Immagine: Dupré Giovanni, Pietàdi Giuseppe Pollano – Maria, la perfetta discepola, sostiene e illumina il cammino della vita cristiana. Fin dall’inizio la storia della Chiesa si è intrecciata con Maria.
Nella nostra vita cristiana di singoli, di comunità, di Chiesa è importante evitare tre atteggiamenti, sia nella teologia che nella concretezza della vita di fede.
Innanzitutto l’assenza di un particolare interesse per Maria. Può accadere che dei cristiani dicano che c’è Gesù, e tanto basta. Ma non è così. Cristiani dunque che quasi non ricordano che Maria c'è e la eclissano.
Altri cristiani tengono presente Maria, ma come una figura facoltativa, fermandosi alla devozione. Anche questo aspetto è erroneo, non è teologico, non è come Dio ha pensato Maria.
Ci sono cristiani che hanno con Maria un rapporto continuo, ma ridotto ad alcune buone devozioni. Se alla domanda “in che rapporto sei tu personalmente con Maria?” la risposta è “la prego ogni giorno con il santo rosario” e se questo volesse dire tutto, sarebbe troppo poco. Nel piano di Dio queste devozioni ci vogliono, ma c’è molto di più.


Maria nella Chiesa

La Chiesa esclude ogni atteggiamento mariocentrico, il c’è soltanto Maria – nella teologia cattolica c’è un solo centro, Dio in Cristo! –, un atteggiamento che tuttavia è presente nel cattolicesimo e che porta sempre a qualche errore.
Due sono le principali ragioni per la grande attenzione nei riguardi di Maria.
La prima parte dal fatto che Maria, creatura come noi, è stata la perfetta icona di Gesù, la perfetta discepola e, perciò, la perfetta cristiana, laddove essere cristiani significa appunto prendere pienamente parte, quali piccole creature che siamo noi, a Cristo Signore che è Verbo incarnato. Pertanto per quel poco che siamo cristiani si somiglia a lei, e più si è cristiani più si somiglia a lei.
La Chiesa, con quattro fortissimi dogmi, presenta e predica Maria:
Immacolata: Maria ignora il peso, il dolore, la mortificazione del peccato!
Vergine: Maria ha la gioia totale di appartenere strettamente a Dio solo!
Madre di Dio: Maria ha la felicità suprema di far nascere Gesù per il mondo!
Glorificata: Maria ha beatitudine di condividere per prima il nostro destino!

Si capisce bene perché noi guardiamo a lei: non solo per pregarla ma per somigliarle!
Maria, questa perfetta discepola, ci prende, ci coinvolge. Ecco perché nella vita dobbiamo spesso rivolgerci a lei che sa benissimo cosa vuol dire vivere in questo mondo. Infatti non ci troviamo solo davanti ad un modello, perché non basterebbe avere Maria come modello. Maria è madre, cioè ci dona Cristo e perciò la sua grazia, la forza di vivere da cristiani. Pensa lei a tutto.

L’altra ragione eccellente è che attraverso di lei, madre di Cristo, ci vengono tutte le grazie della nostra vita cristiana, nessuna esclusa. Anche per chi non lo sa, anche per chi non lo vuole, anche per chi non lo chiede, l’economia della salvezza è stata disposta da Dio attraverso Maria: lei ha dato agli uomini Gesù Cristo, lei darà agli uomini tutta la grazia che Gesù Cristo ci ha ottenuta. Dunque Maria è la dispensatrice, la celeste economa della ricchezza di Dio. Ella ci ottiene in particolare di imitarla in tre Suoi comportamenti:
fede completa, incrollabile, illuminante, senza pensieri corruttori;
consenso a Dio amorosissimo, pronto, senza ripensamenti;
assimilazione crescente, trasformante, coraggiosa a Gesù.

Noi siamo piccoli di fronte a Dio, come dei neonati che devono essere accuditi dalla mamma. Ebbene, Maria ha proprio questa funzione materna di pensare lei a tutto, perché noi da soli non possiamo fare nulla per salvarci. In questo senso è continuamente tra noi e il Signore, ci indica Gesù, chiede a lui – perché è Gesù la grazia, non lei – tutto, e Gesù non le nega mai niente perché le deve tanta gratitudine per quanto lei ha fatto con tanto amore per lui durante la sua vita terrena.


Madre della nostra vita di grazia

Prima di tutto Maria ci aiuta a credere completamente, cioè ad avere una fede che non crolla. Spesso confondiamo la fede con il nostro sentimento interiore, qualche volta ci sentiamo molto vicini a Dio e qualche volta ci sembra che Dio sia sparito. La fede invece continua a farci guardare all’unico Dio. Una fede che, se anche qualche volta traballa e vacilla un po’, fa sì che l'ultima parola sia: “Signore, credo in te e mi affido a te, si faccia come vuoi tu”.
Il cristiano non parla di disgrazie e sventure che non dovevano capitare. Dinanzi a tali situazioni sa che il mondo non è in balia del caos e tanto meno in mano alla sfortuna o al diavolo, sa che il mondo con tutte le sue vicende e traversie è in mano di Dio, per cui si fida di Dio, legge tutto in Dio, anche le cose più difficili. Pensiamo alla fede completa di Maria, perfetta cristiana, quando guardava Gesù che stava morendo in croce e continuava a credere che era il Figlio di Dio, sebbene quella drammatica situazione fosse l’esatto contrario, la falsificazione di quello che lei poteva immaginarsi di Dio. Sarebbe questo che muore sulla croce il Figlio di Dio? Ebbene, lei lasciò fare a Dio, si fidò di Dio. Fede forte, quella di cui abbiamo bisogno e che perciò possiamo chiederle.

Una fede che non ha pensieri cattivi che corrompono, che fanno dubitare di Dio. Oggi l’abitudine della poca fede appena accadono cose che dipendono dalla nostra libertà, ci fa mettere Dio in questione e gli facciamo un rapido processo. Per un lato pretendiamo di essere liberissimi, che nessuno si metta tra noi e quello che vogliamo fare, dall’altro lato, quando le cose vanno male, incoerentemente e stoltamente accusiamo il Signore. La fede completa non ci fa giudicare il Signore. Non stupiamoci se la nostra fede è un po’ debole, chiediamo a Maria di darci una fede come la sua, lei è prontissima ad aiutarci.

L’altro aspetto che Maria ci ottiene è un consenso amorosissimo a Dio. Dire “sì” al Signore si radica in un amore talmente forte a Dio che non si riesce più a dirgli “no”. Il peccato è dire no a Dio, sai che a Dio piace una cosa, a te ne piace un’altra e la scegli. Sai che hai detto no a Dio, ma la cosa non ti turba se non ami profondamente Dio. Invece più ami Gesù che ha tanto amato te, tanto più non sopporti di dirgli no, senti che con il no ferisci un amore e guasti un’amicizia, non vuoi che accada.
Con l’aiuto di Maria i cristiani a poco a poco si abituano a dire sempre il sì: “Sì, Signore, mi fido di te”. È una lenta conquista e crescita. Ci sono persone che per anni si trascinano nell’indecisione. Non riescono a dire il sì a Dio, no non vogliono dirglielo, e allora che peso! Si trovano in questa tensione interiore che li porta in uno stato di vera angoscia spirituale. Quando si è in questa situazione, possiamo rivolgersi a Maria: “Tu lo hai detto sì, tirami fuori da questa incertezza che mi rovina, aiutami a dire il sì che Dio vuole da me”, e lei ci aiuta. Quando devo fare delle scelte forti, sono indeciso e mi tormento, se la prego intensamente affinché se deve essere sì sia sì, Maria ci ottiene lo Spirito, ci rafforza, ed ecco che poco per volta viene pace e serenità, non ho più dubbi.


Per essere Gesù

Così, poco per volta, Maria ci aiuta ad assomigliare a Gesù. Paolo VI aveva detto che il lavoro di Maria è far passare in noi i lineamenti di Gesù. Quella di Maria è un’arte per farci assomigliare a Gesù. Il modello è Gesù, Maria sa che Gesù è l’uomo che piace al Padre, e allora lei ci corregge poco per volta. Quel lavorio interno per cui si sente nella coscienza che potremmo fare in un certo modo, dire una certa parola, fare quel gesto, sono piccolissimi tocchi e sfumature, ma sono comportamenti concreti, indicazioni interiori che Maria continua a suggerirci e che non ci impone mai. Quindi quando ad esempio vuoi dire una parola e qualcosa ti blocca e stai zitto, non è soltanto autocontrollo, è che il Signore ti ha aiutato in quel momento per mano di Maria ad essere come sarebbe stata lei, come sarebbe stato Gesù. È un lavorio finissimo, proprio come quello di una mamma, perché lei è materna, è stata veramente madre, non è solo una bella figura. È così che noi lentamente diventiamo più simili a Gesù.

Considerare e pensare Maria madre della nostra vita è più che pregarla. Stare un po’ a contemplarla è saggezza cristiana, per non correre il rischio di rivolgerci a lei quando ne abbiamo bisogno, e allora ci sono giorni in cui non finiamo più di pregarla e altri dove non ci ricordiamo neppure di lei.
Rendiamo il nostro cuore capace di ammirarla, guardarla quando non si ha bisogno di niente, specchiarsi un po’ in lei – la bibbia dice di specchiarsi in Cristo, ma il che significa anche di specchiarsi un po’ in Maria, confrontarsi con lei –, chiederle cosa farebbe lei adesso e lei fa arrivare il suggerimento. Per cui preghiamola pure, ma prima imitiamola!

Giuseppe Pollano
tratto da un incontro all’Arsenale della Pace
testo non rivisto dall'autore