Sermig

Riflessioni sul credo (5/16)

di Giuseppe Pollano - e in Cristo, suo unico figlio, nostro signore (2/3)

Susan Grige, Gesù CristoQUAL È IL VERO SEGRETO DI GESÙ?

Gesù di Nazaret ha rivelato di sé la straordinaria verità che egli era già vivo da sempre come Dio, Figlio di Dio, e che rimanendo tale è divenuto anche uomo

Gesù compare, comincia ad aggirarsi in mezzo al suo popolo che ama molto – tanto da piangere quando lo ha rifiutato - , dice se stesso e svela quello che è il suo vero segreto; vero perché è quello che lo stacca di più dalla nostra condizione umana che è dentro la storia, il tempo, lo spazio. Una delle filosofie moderne più diffuse è lo storicismo. Croce affermava che non c’è nulla al di fuori della storia, tutto si svolge solo in questo ambito. Lo storicismo è soffocante e disperante perché tutto quello che si è e si fa si conclude con la morte. Nella storia, anche senza rifarsi ad uno storicismo chiuso, in realtà siamo schiavi del tempo che passa, la freccia del tempo va avanti, non c’è modo di ritardarlo o fermarlo.

Il primo choc forte che subiscono i Giudei è che Gesù rivela di sé la straordinaria verità che egli è vivo da sempre, che ha un Padre che non è un papà umano, che egli appartiene ad un’altra maniera di essere, dove l’eterno è la norma, e che, rimanendo Dio, ora si è fatto uomo.
Le conseguenze dell’unione di Dio con l’uomo sono incalcolabili, la teologia le studia e le scruta, i santi mistici le penetrano con la loro esperienza; e per noi sono immensamente vantaggiose perché se io non potessi entrare con il mio Signore nel suo eterno, dovrei dire, come Heiddegger, che io sono fatto per la morte.
Gesù ha sbalordito e scandalizzato i suoi uditori affermando “Prima che Abramo fosse Io sono” (Gv 8,58). Io sono è un lampo, letto nella frase rompe il tempo. È già una palese assurdità dire io ero, poiché aveva trent’anni, ma addirittura osare dire che prima che Abramo fosse (il tempo umano) io sono (fuori del tempo umano) è una frase assurda, se non si entra nell’ottica di contemplare Gesù: Signore, Tu sei, senza principio, senza fine, senza cambiamenti. Noi proclamiamo l’eternità di Dio pregando – pensare ai salmi – ma noi qui siamo di fronte ad un uomo come noi. “Io sono” è il fascino di Gesù, il segreto che lo distanzia di più dalla condizione umana.

La Persona divina di Gesù ha investito la sua umanità, la sua natura umana. Gesù è uomo come me, ma capisco che c’è altro, ed è questo altro che mi incanta. Infatti Gesù fa affermazioni sorprendenti: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 10,10; 14,6; …). Mai nessuno in tutta la letteratura filosofica ha pronunciato una frase simile, gli uomini più umili – come Socrate e Kant – dicevano “cerco la verità”, i più arroganti e superficiali “Vi dico io la verità”. E ancora: “Chi segue me non cammina nelle tenebre”. È straordinario, perché di uomini che seguono altri uomini è piena la storia, e spesso sono portati sui campi di battaglia.
Questi modi di presentarsi, presenti in modo considerevole soprattutto nel vangelo di Giovanni, ci danno di Gesù un ritratto veramente affascinante. Ecco perché bisogna fissare Gesù, cioè guardarlo per capirlo bene, andare dentro queste frasi.

Gregorio Marinaro, GesùIn Gesù si realizza la versione divina dell’umano, quella perfetta (cfr. Vat II, Gaudium et Spes, 22b, dove Gesù è definito l’uomo perfetto). Gesù è l’uomo perfetto in cui tutta l’umanità ha la sua pienezza, il suo destino, la sua gioia. “Solo nel mistero del Verbo incarnato si risolve il mistero dell’uomo” (Gaudium et Spes, 22a), che altrimenti rimane un enigma.
Allora l’uomo “vecchio”, quello che è come la prima edizione dell’uomo, e che siamo tutti noi, era soltanto la figura di colui che doveva venire. Adesso capisco che l’uomo si sente incompiuto, perché l’uomo è attesa di Cristo, che lo sappia o non lo sappia; adesso capisco che i santi sono felici perché la loro attesa è compiuta, hanno colui per il quale stanno esistendo.

Gesù mi spiega tutto di me, e allora capisco anche un’altra cosa. Siccome io uomo vecchio nel frattempo mi sono messo a vivere come mi pareva, non mi meraviglio che questo uomo “nuovo” mi proponga di diventare diverso, di cambiare. La conversione ha l’unico obiettivo di diventare uomo perfetto: finalmente ho il mio modello. E Gesù, che mi vuole bene, arriva al punto che ci prende in sé e “dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia” (Gv 1,16) fino all’estremo di diventare il nostro pane (Gv 6, 48.56-58) per essere in noi con la sua potenza vitale. È come se mi dicesse: voglio talmente che tu viva come me, che ti nutro di me. Mangiami e ti trasformerai. Ti senti orgoglioso, egoista, lussurioso, cattivo? Non scoraggiarti, io ci sono, ti purifico, ti prendo nella mia grazia: nutriti di me e vedrai come ti trasformi!

 
Giuseppe Pollano
tratto da un incontro all’Arsenale della Pace
testo non rivisto dall'autore