Sermig

Sogno che fra cent’anni - La regola del Sermig (8/28)

Il dono della speranza (2/2) - di Giuseppe Pollano - La speranza cristiana si fonda sulla certezza della presenza di Dio. Da un lato si fa lesperienza che Dio cè già, dallaltro lato si aspetta, si tende a lui.

 

Icona della Santissima Trinità Il dono particolare che il Signore ci ha fatto, essere speranza per gli uomini del nostro tempo, si radica in noi nella misura in cui ci svuotiamo di noi stessi e ci riempiamo della presenza di Dio: il Padre che ci ama costantemente, il Figlio che ci comunica la sua Parola, lo Spirito Santo che ci sospinge verso strade e fatti nuovi.
Comunichiamo speranza, aiutiamo luomo del nostro tempo a tirar fuori la speranza assopita, se ci riconosciamo abitati da Dio, liberi da ogni spirito di giudizio, da ogni rancore, da ogni rivalità, se impariamo a vivere secondo le beatitudini evangeliche: puri di cuore, miti, poveri, pacificati e pacificatori.

Nella precedente riflessione ci siamo soffermati su questi punti: 1) la speranza è il punto centrale della nostra vita, 2) che cosa possiamo sperare e da chi, infine 3) la risposta a questa domanda di fondo. Riprendiamo le frasi della regola per soffermarci sui pilastri della nostra cultura cristiana.


4)   CI RIEMPIAMO DELLA PRESENZA DI DIO

Le nostre passioni lavorano in questo modo: se un bene non cè ancora speri e, quando arriva, sei contento. Simmetricamente, in negativo, quando un male non cè ancora temi e, quando cè, soffri. La speranza legata al domani non è la reazione ad un bene che cè, perché questa è la gioia, ma la reazione ad un bene che non cè ancora.
Tadeusz ZieliDski, Fede, Speranza e CaritàLa speranza cristiana è singolare. Se speriamo vuol dire che il bene non cè ancora, ed è vero: noi non stiamo ancora vedendo e godendo Dio, noi amiamo uno che non abbiamo mai visto. Dunque Dio non cè e perciò lo speri. Però in realtà Dio cè già: è con noi, è in noi con la parola, leucaristia, la grazia, la preghiera, i sacramenti, ... Per un lato tu speri in un Dio la cui bellezza, grandezza, delizia non hai ancora conosciuto per esperienza; eppure questo Dio cè già nellombra, nelloscurità, nella fede, nellenigma direbbe Paolo.

La speranza cristiana è una speranza certa: noi non abbiamo bisogno di sperare che accada, siamo certi che accadrà. Dio è già con noi, siamo padroni del regno, siamo già a casa e, nello stesso tempo, siamo ancora in attesa. Si può dire che la speranza cristiana mette insieme lattesa e la certezza, per cui più Dio ti è presente, lo frequenti, lo conosci, più sei sereno, più hai la speranza che ti viene dal fatto che lui cè già e ti sussurra di aspettarlo ancora, di essere sicuro di lui che non ti ha dato ancora tutto.
Noi abbiamo già Dio anche se non lo vediamo in faccia, perciò la nostra speranza non si appoggia su un chissà che, purtroppo, molte volte ci portiamo dietro (chissà se Dio mi aiuta, chissà se Dio mi ama). Siamo sicurissimi di lui.
Se vivessimo veramente questa verità avremmo il segreto della pace anche dentro il soffrire, unaltra delle cose strane del cristianesimo. Con un pezzo del tuo cuore soffri e con un altro pezzo sei in pace. Il dolore ti viene di qui e la pace ti viene dallalto e avvolge anche il tuo dolore e ti impedisce di disperarti.
La Parola di Dio in proposito è molto incoraggiante.


5)   MENTALITÀ E CIVILTÀ CRISTIANA

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?(Rm 8,31)
Spesso abbiamo limpressione di essere schiacciati da persone, fatti, circostanze che ci sovrastano e ci vincono. Non è vero. Guardando Dio in faccia posso dirgli: Se tu sei con me, Signore, allora io non mi devo spaventare, scoraggiare, trovarmi di cattivo umore come invece mi capita. Se sei con me non devo essere così abbattuto, malinconico. La speranza va quindi coltivata.

Susan Govatos, SperanzaNon saranno delusi quelli che sperano in me! (Is 49,23-26)
È una cosa in cui sicuramente crediamo, però possiamo commettere lerrore di essere sicuri che Dio esaudisce le nostre speranze nel momento da noi fissato. Se passa lora e non capita niente si rischia di mettere Dio sul banco dellimputato. Dobbiamo fidarci dei tempi di Dio che non sono i nostri; qualche volta sono più rapidi e ti arriva un bene inaspettato, altre volte no.
È sempre vero che se speri non sei deluso. Fidati di Dio!
Quello che ci manca non è la fede, è la speranza. Chi è che nega Dio? Nessuno, dobbiamo fidarci di più di lui.

Cristo in voi, speranza della gloria! (Col 1,27)
Noi speriamo nella gloria, perché è la gloria il termine della nostra gioia e non ci accontentiamo di niente di meno. La frase a rima di Francesco tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è un diletto esprime quanto lui ha provato e vissuto la speranza della gloria.

La speranza dei giusti è piena di immortalità (Sap 3,4)
La speranza dei giusti se si fermasse alle cose terrene cascherebbe nella trappola della troppa sofferenza.
Comincia a sperare in Dio, poi spera pure nel resto. Non fare al contrario, perché se incominci a sperare nel resto, non sei più capace di sperare in Dio, lo tenti, lo metti in questione: se tu sei Padre, perché mi capita questo?

Secondo appuntamento Mondiale Giovani della Pacenellattesa della beata speranza (Tt 2,13)
ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio (Rm 5,2)
Quando si dice che il Sermig è chiamato a tirar fuori la speranza, non è perché fa prediche sulla speranza, ma perché si fida di Dio.
Il nostro vanto è che ci fidiamo di Dio. Anche senza nominarlo, dovremmo saper comunicare quella misteriosa energia che abbiamo dentro. La gente che viene a cercarci dovrebbe trovare in noi non una vigoria psichica o fisica, ma quel qualcosa di diverso che abbiamo colto.

il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia (Rm 15,13)
nella speranza abbiamo come unancora nella nostra vita (Eb 6,19)
Il Dio della speranza mi riempie di ogni gioia e io nella speranza ho unancora per la vita. Quella della lettera agli ebrei è una espressione felice, perché siamo in mezzo a gente molto disancorata.

la speranza (in Dio) non delude (Rm 5,5)
È una frase che è bene a memoria e ripetere quando abbiamo bisogno di un po di forza. Credo in Te contro ogni speranza. Oltre le speranze umane credo in Te e spero in Te. Dio è molto contento se gli diciamo di sperare in lui, perché lo trattiamo da padre. Ed è bene dire spesso frasi di questo tipo perché langoscia è un male contagioso, ci prende tutti.

Questa è la autentica mentalità cristiana, e quindi la civiltà cristiana, che rende sicuri e lieti nel Dio presente, provocatori daltra speranza con il nostro modo di essere, agire, parlare non più dominato da una paura dominante e da uno scoraggiamento distruttivo.
Quando il cristiano vive la mentalità e la civiltà che gli è propria, chi lo incontra vede una persona libera, capace di dare, diversa. È questo il modo per tirar fuori da chi incontriamo la speranza assopita: anchio posso sperare come te; cè un bene così grande che ci fa sperare e vivere come vivi tu? Sì, cè questo bene, si chiama Dio in Gesù Cristo; io faccio parte di questo mistero e ne sono un piccolo segno. Molte delle conversioni passeranno attraverso una speranza che si vede, che ci rende così diversi, lieti e sereni.
Ragazza che alza le bracciaBisogna proprio essere sicuri e lieti. Non stona allora il richiamo di Paolo ai Filippesi rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi (Fil 4,4).

Questa è la gioia profonda, bella, che abbiamo, perché nessun dolore al mondo è capace di spegnere la speranza cristiana. Ci sarà il momento terribile di un dolore invasivo, che sommerge per un momento, e questo è umano, anche Gesù ha sudato sangue, però poi recuperi, ritrovi in te quella saggezza, quella pacatezza, quella bellezza spirituale che è essere sicuri e lieti alla maniera di Dio.
Quando parliamo con gli altri non dovete essere mai dominati dalla paura e neanche da una specie di scoraggiamento diffusivo. Chi ha aiutato altri a scoraggiarsi ha commesso un peccato da confessare: uno era scoraggiato, gli ho dato ragione, e siamo andati a casa più scoraggiati di prima perché ci siamo scoraggiati a vicenda.
Incoraggiare: è il lavoro quotidiano più pratico e costruttivo. Infatti non possiamo tutti i giorni proclamare il vangelo ad un angolo di una strada, ma interpretare una situazione in modo nuovo, incoraggiante, si può. Il Signore ci fa incontrare apposta le persone mezze distrutte perché noi, che speriamo, siamo capaci con garbo, con semplicità, a ricostruire una speranza, a far decollare di nuovo la persona.

Questa pagina della regola, molto densa e forte, è utile per la revisione di vita Quando siamo tristi, non rimuginiamoci sopra, andiamo invece da Dio e lasciamo che guardi le nostre piaghe. Lo sguardo di Dio è uno sguardo curativo. Ci accorgiamo che qualcosa cambia, passa langoscia, recuperiamo il senso di ciò che ci è accaduto: Quello che mi è capitato tu lhai visto, io mi fido e dico Padre nostro che sei nei cieli. Quando preghiamo il Padre nostro facciamo unesperienza di speranza arricchente. Dio ci prepara ad essere testimoni della speranza.

Giuseppe Pollano
tratto da un incontro allArsenale della Pace
testo non rivisto dall'autore