Sermig

Meditazione del Sermig all'ONU

E' stata consegnata al Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, ed ai capi dei programmi globali dell’ONU, riuniti a Torino dal 31 agosto al 2 settembre 2007, una Meditazione per la Pace di Ernesto Olivero.

Nata durante uno dei pellegrinaggi “1000 km a piedi per la pace” attraverso l’Italia, la Meditazione per la Pace è stata composta da Ernesto Olivero per poter essere ripetuta da cristiani, ebrei, musulmani, credenti e non credenti.

Lui stesso la presenta con queste parole: “Ho camminato per mille chilometri e ho pregato per mille chilometri. Ho pregato così tanto che dentro di me è nata questa preghiera. L’ho pregata con amore, con l’amore dei credenti e dei non credenti. Sempre, dovunque, accanto a chiunque avevo nel cuore l’Amore di Dio”.

In questi anni il messaggio è stato distribuito in incontri laici, interreligiosi ed ecumenici, in Italia ed all’estero. Grazie alla collaborazione con Sandro Calvani, Direttore dell’UNICRI, che ne ha curato l’adattamento, è stato consegnato al Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, ed ai capi dei programmi globali dell’ONU, riuniti in ritiro di programmazione a Torino dal 31 agosto sino al 2 settembre 2007.

“Se l’ONU avrà giusto peso e valore – commenta Olivero – diventerà il garante della pace, vigilerà sul rispetto dei diritti e sulla democrazia nel mondo. Perché questo accada, occorre che tutti gli uomini di buona volontà si incontrino e si riconoscano all’insegna di idee che porteranno più vita per tutti e meno paura per il domani”.
Pubblichiamo di seguito il testo italiano della Meditazione.



MEDITAZIONE PER LA PACE

Estratto dal messaggio per la pace di Ernesto Olivero

In questo tempo noi scegliamo,
per noi e per i nostri figli,
e per tutti coloro che verranno nei secoli.
Scegliamo il nostro e il loro futuro:
amore o odio?
Pace o guerra?
Giustizia o ingiustizia?
Perdono o vendetta?
Oggi possiamo servire la pace
con tutta la nostra forza
e con la forza di tutti gli esseri umani che credono
nella pace, nella giustizia, nel perdono.
Con il coraggio di chi sa
di portare la bandiera di tutti,
anche di chi non può farsi sentire.
Servire la pace e la giustizia
è vedere in ogni uomo noi stessi.
Servire la pace e la giustizia
è dimenticare la paura e vedere solo la speranza.
Oggi scegliamo di camminare vicino
a tutti gli uomini senza diritti del mondo.
In questo tempo milioni di uomini si mettono in marcia
per sfuggire al deserto, alla guerra, alle epidemie.
Oggi la sofferenza che attraversa le frontiere può divenire odio.
Ma non è la paura di questo odio a guidarci.
È il coraggio di batterci contro la sofferenza dei nostri fratelli.
Servire la pace e la giustizia,
è riportare l’uomo all’uomo.
È consegnare agli uomini la Terra,
affinché chiunque viva con dignità.
È riedificare sulle rovine passate
affinché si scriva una nuova storia:
la storia dell’umanità affrancata
dalla paura, dall’odio, dal dolore.

Testo adattato da Sandro Calvani, Direttore UNICRI