Sermig

I due giorni di Maria Teresa ad Amman

Pubblichiamo il diario inviatoci dalle sorelle che sono ad Amman, con il racconto dei due giorni trascorsi in terra di Giordania insieme a Maria Teresa.

Fraternità della Speranza
Caro Ernesto e cari tutti,

qui sono le 20 di giovedì 23 marzo e siamo appena tornate a casa, con il bisogno di fare un po’ di silenzio e ripensare a questi primi due giorni in Giordania, gli ultimi su questa terra per Maria Teresa.

Siamo arrivate ad Amman con un volo tranquillo, un atterraggio dolce e accompagnato dalla luna. Tutto era già noto ma ci sembrava di essere qui per la prima volta. A casa c’erano sei mesi di polvere ad attenderci, ma erano le 3 di notte e bisognava dormire. Maria Teresa non parlava ma conoscendola intuivo che avrebbe iniziato le pulizie subito! Ci siamo trattenute ma al mattino abbiamo iniziato le grandi manovre. La stanza di Maria Teresa si è presto trasformata e così tutta la fraternità. Una breve interruzione per il pranzo – Sami, “tuttofare” del vescovo, ci aveva invitato – poi il rosario per affidare tutto alla Madonna e le ultime cose. Siamo tutte della stessa pasta e avevamo proprio voglia di sistemare bene le cose. A sera infatti era tutto ordinato, nei prossimi giorni Maria Teresa aveva già programmato di lavare le tende, svuotare gli armadi e molte altre cose. Ma era ora di cena e lei si è offerta per la cucina…

Dopo cena non potevamo che pensare ad oggi: documenti da preparare, poi una visita alla terra di Madaba e pomeriggio a Main da Padre Tommaso e suor Caterina. Ci ha fatto vedere la catenina di suo fratello che portava al collo. Non capiva quale Madonna raffigurasse. Era l’Assunta in Cielo, la Madonna tra gli Angeli. Poi abbiamo parlato della nostra vita qui, di come mantenerci. Lei con la concretezza di sempre ci ha ricordato che tanto per cominciare c’era la sua pensione e poi e poi… Eravamo stanche ma parlando si sono fatte le undici. Le abbiamo chiesto di guidare la Compieta poi abbiamo ancora parlato di come organizzare la preghiera della fraternità: orari di lodi e vespri, adorazione…

Non riuscivamo a concludere. Prima di ritirarsi in camera, mi ha dato un abbraccio, un bacio, con un sorriso di comprensione che, senza parole, voleva rispondere alle confidenze che ci eravamo fatte quella sera, senza parlare mi diceva che capiva tutto e che lei c’era. Quanta sicurezza mi ha dato! Mi sentivo rinfrancata, era la mamma di cui c’era bisogno qui. Mi ha detto che avrebbe ancora risposto a qualche messaggio e l’ho sentita sistemare le sue cose.

Poi questa mattina si è alzata alle 7, si è fatta il caffè ed è andata a svegliare Claudia “Ah, ma allora è vero che qui non ti suona la sveglia!”. Mentre Claudia si preparava, ha sentito un rantolo, poi di lì a poco un altro. Al secondo è entrata in camera e ha trovato Maria Teresa riversa sul letto. “Cristiana, Rosanna correte Maria Teresa si è sentita male!”. La casa è piccola e alla fine del secondo nome eravamo già lì per capire la gravità di questo malore che non era passeggero. Maria Teresa si stava preparando per andare a Messa ma il Signore l’aspettava per sedersi a mensa con Lui.

Abbiamo chiamato Sami, l’ambulanza, Ernesto… abbiamo cercato di rianimarla con le nozioni di primo intervento di Claudia e le indicazioni telefoniche di Maria Pia. Ci abbiamo provato con tutte le forze, pregando, piangendo, sperando in un miracolo. Quando è arrivata l’ambulanza speravamo ancora, solo noi perché gli altri avevano già capito… All’ospedale non hanno potuto fare altro che constatare la morte. Non potevamo rassegnarci che se ne fosse andata così, di tanto in tanto guardandola ci sembrava che tornasse a respirare.
Sono arrivati i nostri amici giordani ed italiani. E abbiamo pregato vicino a lei. Solo la preghiera di tanto in tanto ci dava un attimo di pace. Le ore dopo sono state ancora più difficili. Iniziando le pratiche burocratiche ci rendevamo conto che era tutto vero, che dovevamo pensare Maria Teresa tra le braccia del Padre.

Il suo viaggio qui era l’inizio di una vita nuova tra gli angeli e i santi. Era venuta per farci da mamma, dicendo sì con tutta se stessa a questa nuova missione, ed è stata trovata pronta ad essere mamma fino in fondo, mamma che dà la sua vita perché i figli abbiano vita. Siamo sicure che il suo ultimo pensiero, prima di addormentarsi questa notte è stato: “Signore lo sai che io non sono capace, non so fare niente, ma se posso dare me stessa per queste ragazze, serviti pure di me!”.


Giugno 2005

Ernesto, tra le lacrime, questa mattina ci ha detto: “La morte di Maria Teresa è per il bene, è una benedizione che lei ci manderà dal Cielo”. Oggi pomeriggio anche Padre Tommaso della Comunità di Dossetti di Main ce l’ha detto. È venuto con suor Caterina a trovarci e ci ha detto che la morte di Maria Teresa era un evento così grande che dovevamo sentire questa nostra missione benedetta da Dio. Più una missione è di Dio, più è generata e cresce nella sofferenza. È la logica di Gesù, la logica del Vangelo.

Si ricordava bene di Maria Teresa e si è fatto raccontare tutto di lei. Era commosso quando raccontavamo delle nostre accoglienze nelle quali Maria Teresa era “mama” di tutte le ragazze; quando ricordavamo il suo arrivo al Sermig, l’ingresso in fraternità… La sua capacità di dire sì con il cuore e con tutta se stessa a ogni nuova proposta, senza mai sentirsi all’altezza ma senza mai tirarsi indietro - si fidava semplicemente e serenamente di Dio, di Ernesto, di noi… Sentendoci raccontare Padre Tommaso ha scelto le letture per la messa che abbiamo celebrato poco fa: Gen 12,1-9 (la partenza di Abramo); il Salmo 1 con il ritornello “Beato chi confida nel Signore”; Ap 22,1-5 e le Beatitudini Mt 5,1-12.

Ci ha detto: “Ascoltiamo queste letture sentendo che questa sorella è presente, presente tra i discepoli in ascolto di Gesù, nella Città luminosa del Cielo. Queste letture ci confermano la vita di una nostra compagna di strada e di pellegrinaggio; il commento migliore è lei, con la sua vita, con i suoi giorni, fino a questi ultimi due e al suo partire per un Paese nuovo per lei. Abramo ha un riscontro di verità anche in lei. ‘Tu sarai benedizione’. Cosa c’è di più grande che diventare benedizione del Signore, pronta per essere elargita, diffusa? Questa parola ha risuonato nel suo cuore ed è partita con passo leggero e veloce. Il Signore l’ha chiamata qui per essere benedizione per Claudia, Cristiana, benedizione per questa Chiesa, benedizione… Chiamandola subito al cielo il Signore ha accettato la sua offerta che è rimasta e rimarrà benedizione. Una discepola del Signore portatrice di una benedizione particolare perché appena arrivata è stata immediatamente chiamata all’altare!

Poi la pagina dell’Apocalisse. La notte c’è! Quando il Signore dice che il giorno sta per venire, ci dice anche che c’è la notte e dobbiamo accettarla. Spesso il percorso della benedizione di Dio è però nascosto, pur rimanendo una benedizione.
Oggi si è accesa una luce meravigliosa in Maria Teresa nella quale si è unita una chiamata all’altra…
Noi non capiamo, ma nelle cose di Dio è meglio se non vediamo, è meglio se non capiamo perché tutto resta e resterà di Dio.

“E regneranno nei secoli dei secoli”. Avremmo voglia di riabbracciare Maria Teresa nella gloria del Padre, ma per noi adesso è il tempo del servizio, è il tempo della giornata terrena vissuta nel pieno e umile servizio dei piccoli e dei poveri. E’ il tempo di chinare il nostro cuore, la nostra mente alla volontà del Signore, riconoscerlo nella sua grandezza, ringraziarlo.
Non concludiamo la giornata di oggi con il minimo senso di paura o smarrimento. Concludiamola invece stringendoci a Lui fortemente”.
Le Beatitudini Padre Tommaso non le ha commentate perché scorrendole, ad ognuna, troviamo qualche tratto della persona e della vita di Maria Teresa: Beati i puri di cuori di cuore, beati i poveri di spirito, beati gli operatori di pace….

Adesso ci stringiamo in preghiera, per lei, ma soprattutto con lei chiedendole di non dimenticarsi di noi. Dirà che non è capace, ma ora che è nel Signore, sarà Lui ad incoraggiarla: “Vieni, serva buona e fedele, nella pace del tuo Signore”. E se lei è lì, con Lui, certamente nel suo cuore ci siamo tutti noi!

Claudia, Cristiana, Rosanna
Amman, 23 marzo 2006

 

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