GEORGIA

Pubblicato il 09-05-2014

di Redazione Sermig

Aggiornamento al 15 aprile 2009

GEORGIA

OBIETTIVI
Miglioramento della situazione sanitaria, socio-educativa e professionale dei ragazzi emarginati a Tbilisi, la capitale, e nel Paese.
Aiuti alle situazioni di maggiore bisogno: le emergenze della povertà, e quelle aggiunte dai conflitti.

BENEFICIARI
Ragazzi di strada e bambini di famiglie emarginate. Anziani e famiglie in condizioni di povertà e carenza. Profughi dei conflitti.

IL CONTESTO
Nata nel 1991 dalla dissoluzione della ex-URSS, la Georgia è un piccolo Paese (70.000 kmq) incuneato tra Russia, Turchia, Armenia e Azerbaijan, in una delle aree del Caucaso più martoriate da conflitti, esterni e interni.

Per quanto regione ‘periferica’, si trova al centro di interessi geopolitici globali, relativi in particolare al controllo di vie al di fuori della Russia per il convogliamento del petrolio e del gas dell’Asia Centrale verso ovest. La breve vita politica nazionale è stata inizialmente segnata da colpi di stato e governi autoritari; le elezioni del 2004 avevano portato ad una fase politica nuova, aperta tanto alle novità e alle speranze di pace, quanto alle incognite, ma oggi il Paese vive nuovamente una fase di grande malcontento e dimostrazioni di piazza, di fronte alla miseria che tuttora, e oggi ancora di più, colpisce senza rimedio gran parte della popolazione. Nell’agosto del 2008 la storia ha fatto un grande passo indietro con l’esplodere del conflitto prima con i militanti separatisti Osseti e poi con la Russia – conflitto già latente con periodiche sospensioni dei rifornimenti energetici e blocco commerciale, come pressione a contrastare l’ipotesi di adesione alla Nato. Oltre a gravi distruzioni delle già scarse infrastrutture, l’esito della guerra è stato di allontanare quello scenario, e di far perdere definitivamente il controllo sulle regioni separatiste della Ossezia del Sud, e della Abkhazia.
Casa distrutta Se nel periodo ex-URSS la condizione era stata quello di un certo sviluppo, dall’indipendenza le condizioni di vita si sono di molto deteriorate. Il clima mite nei pressi del Mar Nero, favorisce l’agricoltura (55% degli occupati); ma le attività industriali sono state molto ridimensionate (solo il 9% degli occupati), penalizzate ancora dalla scarsità di risorse energetiche. Gli aiuti internazionali, complici controlli evidentemente ‘assenti’, anziché andare alla ricostruzione delle infrastrutture (l’elettricità è disponibile nella capitale alcune ore al giorno, manca il riscaldamento), sono stati nel passato perlopiù incamerati da una potente élite. Le statistiche ufficiali già prima del conflitto dello scorso anno, riportavano che il 54% dei 5 milioni di abitanti vive sotto il livello di povertà; 2500 sono i bambini di strada nella capitale, 12-16 anni l’età media delle ragazze prostitute. La realtà è certamente ancora più catastrofica, causa la generalizzata disoccupazione e sottoccupazione; il paese è invecchiato: 1 persona su 5 ha più di 60 anni. Per le fasce più deboli della società – pensionati (pochi Euro al mese), persone sole, orfani - la fame è una realtà; come l’impossibilità di assistenza sanitaria e la lontananza dalla scuola.
Anche dopo tanti anni dall’indipendenza, continua a permanere una situazione di emergenza
in cui i più deboli – bambini e ragazzi che finiscono a vivere in strada, famiglie in miseria, anziani… - continuano ad avere estremo bisogno di aiuto per vivere e per cercare di costruire qualcosa di diverso per il futuro della loro vita.

PARTNERS
CARITAS GEORGIA è nata nel 1993 grazie al primo Nunzio apostolico Mons. J. P. Gobel, ed al suo segretario P. Witold. Si è insediata a Tblisi, la capitale, nel periodo più difficile per il paese, alle prese con i 450 mila profughi prodotti da due guerre civili subito dopo il crollo del regime sovietico. P.Witold Szulczynski, il direttore, sacerdote polacco fidei donum è in Georgia da allora. La sua opera è di intervenire sulle tante emergenze generate dalla diffusa povertà, ma sempre lavorando anche per uno sviluppo reale delle situazioni: il miglioramento della situazione sanitaria, l’impegno per la crescita socio-educativa e professionale dei ragazzi emarginati di Tbilisi, la capitale, e di altri centri del Paese.

L’incontro del Sermig con la realtà di Caritas Georgia è nato dall’amicizia di Ernesto Olivero con Papa Giovanni Paolo II. E’ stato il Santo Padre infatti a chiedere al Sermig di sostenere l’opera di Padre Witold e della Caritas Georgia.

IL PROGETTOMensa
La comunità cattolica georgiana è piccola (ottantamila persone) ma ben inserita e in buone relazioni con la maggioranza cristiano ortodossa, che ne apprezza l’impegno. Destinatari degli interventi Caritas sono anziani soli e famiglie emarginate, bambini abbandonati, comunità rurali povere, profughi, senza distinzione di fede religiosa.

I progetti svolti in questi anni hanno portato a diverse realizzazioni, che si sono via via allargate, dal campo della assistenza, alla accoglienza, alla produzione a fine sociale:
- Mense umanitarie per poveri, bambini, orfanotrofi: più di 800 pasti al giorno;
- Servizio di assistenza domiciliare; agli anziani più bisognosi e infermi viene recapitato tutti i giorni un pranzo caldo (11.000 all’anno); ad altri è offerto un pacco alimentare al mese (1.000 all’anno);
- Sanità: 16.000 pazienti/anno per 5 poliambulatori, analisi e riabilitazione;
- Centri di abilitazione psicologica e formativa per giovani;
- Casa per anziani e senza tetto a Tbilisi; - Casa per i bambini di strada a Tbilisi;
- Attività per generazione reddito (panetterie a Tbilisi e a Kutaisi, 80 occupati);
- Interventi per il miglioramento della vita in villaggi rurali (approvvigionamento idrico, scuole di cucito).


E il progetto continua.


Il SERMIG è intervenuto in questo sforzo di solidarietà con un importante sostegno finanziario – complessivamente pari a circa 500.000 Euro - per la costruzione della casa per i bambini di strada “La nostra casa”.
La Casa ospita, in locali molto funzionali, il crescente numero di bambini di strada accolti, oggi già molte decine. Ed è centro multifunzionale per vari progetti Caritas nella capitale: mensa per anziani e bisognosi (700 pasti al giorno oltre agli ospiti), centri giovanili (più di 300 partecipano), scuole di formazione, riabilitazione e assistenza terapeutica, e laboratori professionali.
Dal 2004 ad oggi le iniziative sono state sostenute anche con l’invio di containers della solidarietà (20 containers e 5 camion) con materiali di prima necessità – alimenti, indumenti, materiale scolastico, attrezzature per laboratori di sartoria e maglieria, complessivamente oltre 300 tonnellate. Tutto questo si realizza grazie a molte persone di buona volontà che si mettono a disposizione per tutto il processo dalla raccolta, alla selezione, alla spedizione.

Gli alimenti sono un aiuto molto importante per far fronte alla emergenza sia per le persone assistite direttamente da Caritas (mense per anziani, ragazzi dei centri giovanili, bambini ospitati), che come condivisione con la chiesa Ortodossa che assiste le migliaia di profughi delle regioni in cui continuano e si aggravano focolai di guerra. Come per tutti i progetti Caritas di accoglienza e assistenza, un importantissimo segno reale e pratico di volontà di vicinanza ecumenica che semina un frutto di pace.
Questa volontà ha dovuto purtroppo esprimersi con uno sforzo straordinario a causa della guerra tra la Georgia e la Russia dell’agosto 2008 breve ma devastante per un paese già molto provato e vulnerabile. Alla normale emergenza dei bisognosi, ha aggiunto la catastrofe delle decine di migliaia di nuovi profughi che hanno dovuto lasciare i loro villaggi, e per le distruzioni subite in tutto il territorio.
Caritas Georgia si è impegnata con tutte le sue forze a portare aiuti di emergenza nelle zone di guerra anche nelle giornate stesse del conflitto. Da allora, con aiuti internazionali, a soccorrere profughi contribuendo ad allestire centri di assistenza, così come a portare aiuto nei villaggi, anche la legna stessa per il riscaldamento nel duro inverno. Ora, si è resa disponibile ad un impegno nella ricostruzione per l’insediamento dei profughi che non potranno più tornare; col fine di sviluppare soluzioni non temporanee ma permanenti e realmente efficaci per la ripresa della vita delle famiglie.
Il SERMIG è intervenuto finora con altri 3 carichi di aiuti di emergenza, in particolare alimenti e poi indumenti e scarpe, per complessive 28 tonnellate. E ovviamente con la disponibilità a proseguire per il futuro per tutto quanto potrà essere possibile fare.

COME SOSTENERE IL PROGETTO
Si raccolgono fondi per il finanziamento dei progetti e per la copertura di spese di spedizione degli aiuti, e materiali per ulteriori invii, in particolare:

Alimenti
- Olio di oliva e di semi
- Carne in scatola, pesce in scatola
- Riso, pasta
- Zucchero
- Verdure in scatola
- Legumi in scatola e secchi
- Latte in polvere e condensato
- Marmellata, merendine, dolci

Attrezzature per i laboratori di formazione e lavoro

Materiale scolastico


C.C.P. n° 29509106 intestato a Sermig causale: salviamo 100.000 bambini - Georgia

Scarico di aiuti




Per approfondire:
GEORGIA: a 1 anno dalla guerra
GEORGIA: 28.200 kg di speranza (5 febbraio 2008)
Video Caritas Georgia - novembre 2007
Aiuto Alimentare Inverno 2007
S.O.S. GEORGIA 2006
GEORGIA: senza gas
Caritas Georgia
I bambini della Georgia raccontano
Gli anziani di Tbilisi raccontano
GEORGIA: fame a Tbilisi
GEORGIA: emergenza permanente
Solidarietà su quattro ruote
Il grazie della GEORGIA
Un segno di giustizia per la GEORGIA
GEORGIA: 3 Euro al mese



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