Zambia - Koinonia: Apparteniamo gli uni agli altri
Pubblicato il 02-06-2025
Essere missionario è creare fraternità. Solo stare insieme fianco a fianco, condividere, l’amore vissuto possono comunicare il Vangelo; col linguaggio che tutti capiscono, perché comunica la vita.
Cambiare è camminare insieme, nel confronto con gli altri.
Padre “Kizito” Renato Sesana, fraterno amico, lo percorre fin dagli anni ’80, in cui, a Lusaka, nasce Koinonia, che poi crescerà ancora e molto a Nairobi: un modello educativo unico per efficacia per i piccoli nella strada, attraverso un’esperienza in comunità. Buona parte degli animatori di oggi sono stati a loro volta ex ragazzi di strada, prossimità che aiuta nel dialogo e nel comunicare i valori e i significati che hanno maturato in loro. Nonostante tutto, persone nuove, storie nuove.
Con un territorio vasto il doppio dell’Italia, ma aspro, che ospita solo venti milioni di persone, lo Zambia vive in questi ultimi anni una dura crisi, con oltre il 60% della sua gente in condizioni di povertà (reddito <2,15 USD/ gg). L’economia è da sempre dipendente dall’export del rame, molto richiesto ma poco remunerato.
Nel 2020 il Paese è giunto a dichiarare il default del debito sovrano, ristrutturato poi con dilazioni e solo piccoli condoni, causando però l’arresto dei necessari investimenti infrastrutturali.
Nel 2024 l’emergenza è stata un lungo periodo di gravissima siccità, che ha dimezzato la produzione di alimenti base.
Generando anche una profonda crisi energetica: la grande diga di Kariba era un tempo fonte dell’80% dell’energia del Paese, ma ora solo una delle sue sei turbine genera elettricità. Proprio dalle emergenze del contesto, e di un cambiamento climatico che sconvolge vite già in quotidiana emergenza, è nata l’urgente necessità di un intervento per sostenere il servizio di Koinonia.
A Lusaka, la sua azione è organizzata attorno a un terreno di 39 ettari nella periferia della città. Vi si trova il Mthunzi Centre, che ospita 50 bambini, la Scuola Secondaria St. Columbas, un ostello per cento studenti, una fattoria – con 2 ettari di orticoltura che è autoproduzione e percorso di recupero personale – e la scuola di Agricoltura “Laudato si’”, con 40 allievi. Tra le tante necessità, fondamentale quella di approvvigionamento idrico: tanto delle accoglienze quanto dell’orticoltura. Nel terreno sorgono tre pozzi di buona portata, con relative pompe; la forte instabilità dell’energia di rete costringe però ormai da tempo all’uso di generatori per il pompaggio: ad un costo che mina la sostenibilità delle iniziative.
Tecnicamente la soluzione non è complessa. Da un lato, basterebbe installare un’alimentazione delle pompe da fotovoltaico, rafforzata, in termini di continuità, da una capacità di accumulo dell’acqua pompata (evitando in questo modo la necessità di una capacità di accumulo di energia con un set di batterie). Un sistema di irrigazione per ottimizzare il consumo d’acqua in quelle attività agricole che più ne utilizzano – l’orticoltura in specie – integra in termini di efficienza l’intervento.
Come sempre, concretizzare la risposta è reso possibile da scelte solidali; nel caso, una sinergia di condivisione tra Sermig Re.Te. e diversi amici del servizio di Koinonia che ha condotto anche all’assegnazione di un cofinanziamento a valere sul bando “L’acqua è vita” dei Lions di Seregno, col supporto di altri club.
Disponibilità e un intenso lavoro renderanno possibile entro breve le diverse implementazioni.
Mauro Palombo
NP febbraio 2025




