Piccoli miracoli

Pubblicato il 28-10-2025

di Mauro Palombo

Uno scenario terrificante come quello di Haiti, può essere a malapena rappresentato dalle (poche) cronache nei media, per quanto serie e accurate. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, la vita che viene soffocata, spenta... Ma anche qui, nonostante tutto, ci sono comunque oasi dove ancora si produce pace e un po’ di vita per le persone che le abitano. L’amore fa la differenza: sono miracoli, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Ne conosciamo bene una e vogliamo continuare a “coltivarla” a fianco del grande amico padre Massimo Miraglio, camilliano. Nei suoi 19 anni ad Haiti, si è “inventato” di tutto per essere, attivamente, accanto ai miseri. In attesa di poter completare il nuovo ospedale a Jèremie – 300km a ovest di Port au Prince – si dedica alla gente della regione, sulle montagne. In questi anni ha assunto una nuova Parrocchia, Notre Dame du Perpetuel Secours, nel villaggio di Pourcine –Pic Makaya. 4mila persone in 17 frazioni, oggi un po’ meno isolate nonostante le ore di marcia nella foresta necessarie per arrivarci.

Un missionario non ha mai vita facile. Soffre lo stesso male che affligge la sua gente, deve superare continui ostacoli: se questo non è umanamente possibile, cerca di aprire nuovi passaggi verso la dignità, per testimoniare la speranza nel realizzare qualcosa di nuovo nonostante tutto e tutti. Nell’arco di un tempo relativamente breve a Pourcine molte cose hanno preso vita, e altre ancora attendono.

Completato innanzitutto l’acquedotto, che offre 8mila litri/ora nelle fontane al centro del villaggio: un commovente sforzo corale che ha portato dal fondovalle, tanti chilometri e centinaia di metri di dislivello, sabbia, cemento, pietre, tubi, serbatoi, a forza di braccia. Lo si estenderà per un 1.300m ancora, a servire le comunità più a valle, colpendo la maggior causa di malattie e aiutando la piccola agricoltura. In buona parte ripristinati i sentieri verso il fondovalle, distrutti dagli ultimi uragani, aspro ma essenziale collegamento con la costa.

Legno, lamiere, tendoni – in attesa di meglio – ospitano la scuola elementare e materna, con 250 iscritti, cui si aggiunge l’alfabetizzazione serale per gli adulti: da due anni è aperta, grazie a giovani insegnanti, mentre le scuole nel Paese tristemente chiudono. La struttura è umile quanto quella della chiesa in cui si celebra la messa e tutti i momenti di vita spirituale, e gli incontri con le neomamme, con anziani, con tutti...

C’è da tempo un enorme bisogno di realizzare e gestire un piccolo ambulatorio per chi si ammala, subisce un infortunio, i malnutriti, i malati cronici… sottraendoli all’abbandono.

Intanto si lavora su iniziative nuove per il sostegno delle famiglie: in particolare si cerca di rivitalizzare la tradizione del caffè, preparati assieme agli studenti nuovi semenzai, e si inizia a metterne a dimora i piantini.

Come l’acqua, la vita cerca il suo percorso… i visi delle persone – donne e uomini, giovani, adulti, anziani – hanno sguardi nuovi. Vivono con una sorta di sacralità gesti di  faticosa quotidianità, che diventano la costruzione della comunità come luogo di fraternità, di solidarietà e di condivisione.

C’è bisogno di molto, e abbastanza in fretta, per concludere azioni iniziate, per iniziare a rimediare alle urgenze più gravi. Sfidando le molte difficoltà, ma sempre con determinazione. Che anche la nostra non venga meno!


NP giugno/luglio 2025
Mauro Palombo

Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Clicca qui per maggiori dettagli

Ok