Filippine, Basilan casa sull’isola

Pubblicato il 25-09-2025

di Mauro Palombo

Le abitazioni dei Bajaus, i “nomadi del mare”, non sono proprio sull’isola, ma giusto davanti: palafitte piantate sull’oceano, accanto alle mangrovie che proteggono e rendono viva la costa. Formidabili pescatori in apnea, il mare è la loro vita. Ma, da tempo, la grande isola di Basilan, estremo meridione delle Filippine, non è solo rifugio, ma davvero “casa”.

Ventuno anni fa, ispirata anche qui dal fraterno amico Don Renato Rosso, missionario tra i nomadi del mondo, nasceva la Pastorale dei Nomadi, e la missione dei Padri Clarettiani filippini tra questa gente “alla periferia del mondo” e della società. Sviluppando, passo dopo passo, un ampio programma con primo obiettivo la scolarizzazione e il sostegno educativo dei bambini, esteso per quanto possibile poi agli adulti. Insieme alla necessità di sviluppare opportunità di vita e reddito, attorno alla tradizionale attività della pesca.
Nella stessa epoca, il nostro incontro: come Sermig, abbiamo aiutato questo progetto a nascere e, per tutto questo tempo, contribuito ad arrivare fin dove ora è. Tra difficoltà, e dure sfide, ma sempre con speranza e valorizzando ogni opportunità per diffondere l’azione inizialmente sviluppata a Maluso, il principale centro dell’isola, e poi in tante altre comunità sparse nella regione di Pangasaan.

Difficoltà e sfide estreme non sono mancate: una lunga guerra tra indipendentisti e governo centrale, poi ancora violenza e banditismo; due maestri del progetto sequestrati per 40 giorni. Nonostante tutti i rischi, tutti, sacerdoti e operatori, sono sempre rimasti accanto ai Bajau; Don Renato non ha mancato di visitarli. Restano ancora i ricorrenti tifoni a flagellare le semplici strutture.

Ora lo scenario sostanzialmente di pace consente una frequenza regolare della scuola, e uno svolgimento cadenzato del sostegno scolastico attentamente tarato sulle esigenze di ciascuno, attraverso gli incontri di formazione comunitaria. Cresciuta la consapevolezza della cura della salute, partendo dal custodire l’igiene e le proprie condizioni di vita.
L’economia delle famiglie si regge sulla pesca, tradizionale: impattata però, severamente, dai pescherecci “industriali” e dai cambiamenti del clima. Per sostenerla si è attivato un programma di microcredito, un mercato di acquisto equo, stazioni di affumicatura per conservare il pescato. Per diversificare, promosso sempre più l’artistico e gioioso artigianato tradizionale che lavora fibre vegetali.

Costruire comunità, condivisione tra vicini, relazioni pacifiche con le altre comunità nel territorio: dignità, quella di figli di Dio, anche per i “nomadi del mare”.

Siamo a un “traguardo”; grazie all’appassionato servizio dei padri Clarettiani che si sono succeduti nella missione, questa, specie negli ultimi anni, ha iniziato a beneficiare dell’aiuto, anche importante – fiducia ben riposta – di diverse entità non governative locali, e una buona collaborazione con l’autorità locale. È un po’ l’obiettivo di ogni nostro intervento: sviluppare la vita di un progetto, promuovendo la capacità della gente coinvolta, e coinvolgendo ogni altra energia locale attorno a esso; fino a raggiungere una stabile condizione di vita, con tutta la possibile autonomia.

Anche questa felice esperienza apre a proseguire, assieme a Don Renato, altri interventi tra i nomadi nel mondo; come quello già in corso in Madagascar, tra la gente Bara.


Mauro Palombo
NP maggio 2025

Associazione Sermig Re.Te. per lo Sviluppo
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