Cuori disarmati
Pubblicato il 14-01-2026
COME PARLARE ALL’UOMO DEL NOSTRO TEMPO PER DIRGLI: «Férmati, disarma la tua rabbia, l’ingiustizia, la guerra, la fame, il terrorismo, la persecuzione ». L’onda di intolleranza e odio, che è grande come mille fiumi in piena, si può fermare se diventiamo meno indifferenti all’altro: la pace ha bisogno di riconciliazione, ha bisogno che ci chiediamo perdono reciprocamente. Noi dell’Arsenale della Pace abbiamo visto che è possibile stare insieme, amarsi, aiutarsi, imparare gli uni dagli altri, ebrei, musulmani, cristiani ovunque si trovino, in Medio Oriente, in Asia, in Europa, nelle Americhe come in Africa. Perché questo avvenga, è necessario il dialogo.
IL DIALOGO HA BISOGNO DI UN CLIMA DI RECIPROCO RISPETTO, DI PERDONO, DI AUTOCRITICA; ha bisogno che i buoni di ogni parte e di ogni fede mettano insieme cuore, intelligenza e fatica. Il dialogo è fatto di gesti concreti prima che di affermazioni e di dichiarazioni, perché sono i gesti verso l’altro che danno a tutti autorevolezza e credibilità.
LA BONTÀ È LA SCELTA DI ESSERE DISARMATI. Per chi crede, significa far entrare Dio nel proprio cuore per far sì che sia Lui a parlare. Se io per primo sono disarmato, con il mio volto, con la mia vita e con la mia scelta di perdono posso dire alle persone che certe cose sono sbagliate, posso testimoniare che la bontà disarma l’odio e la violenza, anche la più tragica e insensata.
LA BONTÀ DISARMANTE NON È SOLO UN MONUMENTO NEL CORTILE DELL’ARSENALE, MA UNA TENSIONE CHE GIÀ VIVIAMO NEL CUORE. L’Arsenale vuol rimanere un luogo di ponti che costruisce la pace, come ci ricorda il mio amico dom Luciano «La bontà di Dio disarma, ci tira fuori, polverizza tutta la cattiveria e fa ritrovare al mondo la speranza». Vuol continuare ad essere una foresta che cresce: in un mondo che ha bisogno di verde, di aria pulita, noi cerchiamo di essere un albero buono.
Ernesto Olivero
Editoriale
NP gennaio 2026




