La coscienza del grillo
Pubblicato il 30-07-2025
In un mondo dilaniato dalle guerre, dalla paura, dalla violenza e dalla prevaricazione, cominciamo prima di tutto noi a vivere coscientemente ciò che è essenziale
Non bastavano le tante guerre che da sud a est infestano il pianeta, da qualche mese sono i dazi che gli Stati Uniti di Trump hanno minacciato di introdurre nel mercato mondiale a provocare terremoti e paura.
Ora il cambiamento vertiginoso dell’ordine globale coinvolge in prima persona proprio i rapporti economici. Il primo risultato è sotto gli occhi di tutti, un aumento della diseguaglianza tra Stati, tra chi diventerà più ricco e chi vedrà abbassare ulteriormente il proprio pil. Credo che tra breve tempo, se non ci saranno cambiamenti significativi, sprofonderemo tutti, nessuno escluso, in una crisi di proporzioni inimmaginabili e si apriranno altri scenari di guerra ovunque come dimostra l'ultimissimo conflitto tra Israele e Iran ancora in corso.
È tempo che smettiamo – noi pochi fortunati che teoricamete abitiamo ancora in territori senza guerra – di essere presuntuosi, pensando di essere gli unici a sapere come va il mondo e ad avere una soluzione per tutto, illudendoci che ciò basti per contrastare la precarietà che ci minaccia da vicino. Piuttosto iniziamo da subito, da oggi, a vivere coscientemente con essenzialità.
So che sto parlando come il Grillo di Pinocchio, che si vorrebbe non ascoltare.
Ma se vogliamo tornare a un orizzonte di pace non possiamo più avallare un sistema che permette ai prepotenti di determinare il destino di intere popolazioni, di consentire a una serie di operazioni di Borsa di trasformare pochi, tragici fiocchi di neve in valanghe inaudite che costano letteralmente vite umane.
No, la mia esperienza nel Sermig mi testimonia che il mio, il nostro non è un sogno: ho visto tanti manager, uomini politici, giudici, amministratori, calciatori di essere persone che contano, non perché guadagnano cento, mille milioni di euro, ma perché condividono il loro valore con chi ha avuto meno possibilità… Valgono perché amministrano bene, giudicano bene, giocano bene, perché pagano salari giusti, non licenziano nessuno senza ragione e non creano posti di lavoro fittizi che non danno futuro alle famiglie. Certo, le parole del Grillo della favola suonano una musica che oggi molti non vogliono sentire, ma è soltanto questa la musica che può darci un futuro migliore, senza odio reciproco, senza discriminazioni, senza l’incubo di svegliarsi un giorno senza più buona terra su cui vivere, ma deserto in cui guardarsi dai tanti pericoli. Trattare gli altri come vorrei essere trattato io è per me l’unica chiave che apre le porte di un mondo realmente vivibile a tutti.
Ernesto Olivero
Editoriale
NP giugno/luglio 2025





