Io ci credo
Pubblicato il 10-12-2025
Sia a livello personale che come comunità siamo chiamati a essere testimoni della speranza!
Ogni giorno siamo colpiti da notizie terribili che ci riempiono di tristezza.
La speranza, che si accende grazie a qualche fragile germoglio di pace, viene subito spenta. Morti, morti, morti, uccisi come sempre dal potere, dalla mala fede, dall’inganno.
Noi più adulti siamo smarriti e ci facciamo domande: ma dove sta andando questo mondo? È la fine di tutto? I più giovani si richiudono in loro stessi, si rifugiano nei social, esprimono il loro malessere nell’indifferenza o nella violenza…
Anche questi sono segni del nostro tempo. Li vediamo, li riconosciamo ma cosa ci dicono? Dove ci portano?
Mi rendo conto che non è facile alzare la testa per guardare in alto, umanamente parlando siamo messi davvero male. Eppure, ogni giorno nel buio si riaccende la luce. È proprio il buio della notte che anticipa la luce dell’alba. La speranza è la chiave di questo tempo per aiutarci a leggere l’oggi, per sostenere chi abbiamo vicino. E tocca a me cominciare a guardare la realtà con uno sguardo di speranza. Domandiamoci allora se ciò che facciamo nelle nostre giornate porta speranza, interroghiamoci su come ci poniamo con le persone e nelle situazioni che viviamo. Sia personalmente che come comunità siamo chiamati a essere testimoni della speranza!
Il massimo valore della speranza, poi, lo ritroviamo quando stiamo con quelli che agli occhi del mondo sono i perdenti: i più poveri, i più fragili, i più sofferenti e soli.
Quando stiamo vicino a qualcuno di questi comprendiamo la semplicità, l’essenzialità, impariamo che si può vivere con poco, che si può avere niente, eppure non smettere di lottare, sorridere, ringraziare, vivere.
Questi piccoli e poveri valgono poco o nulla per il mondo, ma con la loro vita sono maestri di speranza, sostengono la nostra fede. Frequentarli, ospitarli nelle nostre case è un privilegio. Il Signore permette che siano con noi perché possiamo continuare a sentire vivo il suo insegnamento. Guardando loro, oggi vogliamo ripeterci “prima gli altri poi noi”.
Ernesto Olivero
Editoriale
NP dicembre 2025





