W la Costituzione
Pubblicato il 30-08-2026
Sotto questi cieli di guerre pesanti, di qualche incerta tregua, di ventilate crisi petrolifere, di recessione dietro l’angolo, di parole sopra le righe, per noi reggono ricorrenze che non vanno bypassate. Infatti, abbiamo alle spalle un 25 aprile di consapevolezza, nell’Anniversario della Liberazione. Una data cruciale che ricorda il giro di boa per un’Italia prima martoriata dalla dittatura e poi duramente ferita dall’intrecciarsi dei conflitti, con il Paese lacerato, con la voglia di una libertà autentica a sostegno della dignità di ciascuno, dentro una democrazia garante di una cittadinanza piena. Questo traguardo è stato ottenuto con impegnative scelte di campo in tempi difficili, per vedere riconosciute libertà autentiche, che non fanno torto a nessuno. Molti hanno pagato con la vita questa opzione decisiva, quando imperversava l’occupazione nazifascista sempre indecorosa e ingiusta. La lotta di Liberazione ha creduto in un’altra Italia, sorretta da una democrazia indispensabile, da tutelare al massimo (perché «non è mai conquistata per sempre» come ricorda Sergio Mattarella).
Da quegli eventi adesso ci separano sempre più anni, ma la memoria non può impallidire fino a perdere di vista quanto vissuto, patito, sofferto perché si giungesse a un esito umanizzante all’interno di un popolo che aveva – e ha bisogno, come l’aria che si respira – di punti fermi e di una democrazia reale, aperta all’Europa (sia pure con un percorso piuttosto accidentato, guardando a Bruxelles).
Ma sotto i nostri chiari di luna, allora, si dovette operare con grande responsabilità, cercando tutti insieme come ossigeno indispensabile la democrazia e la partecipazione, in una società di uomini e donne che vivono condividendo la libertà, diritti e doveri. Riconoscendosi nella Carta costituzionale come terreno condiviso e comune in cui tutti ritrovarsi e sentirsi a casa, anzi a testa alta dentro i quadranti delle nazioni nel mondo. E diciamo che qualche segnale incoraggiante ci giunge proprio su questi terreni cruciali. Se andiamo indietro di qualche settimana, ritroviamo una (forse) inaspettata partecipazione al voto referendario, in particolare espresso alle nuove generazioni. Insomma, la casa comune si rivela un tesoro prezioso da conservare in tutto e per tutto, in cui muoversi come protagonisti, per ribadire che la Costituzione è meglio tenerla così com’è. Anche perché finora ha dato buona prova di sé. E si rivela sempre di più decisamente importante per dare qualche taglio. Anzi è sembrato meglio evitare passi ritenuti azzardati. Continuando a maneggiarla con estrema cura.
Corrado Avagnina
NP Maggio 2026




