Visti impossibili
Pubblicato il 20-06-2026
Un canale di speranza interrotto per tanti studenti universitari palestinesi.
IL MINISTERO DEGLI ESTERI ITALIANO HA RECENTEMENTE ANNUNCIATO di essere al lavoro per riattivare i corridoi universitari che, fino a ora, hanno rappresentato l’unica via sicura per decine di studenti palestinesi di Gaza desiderosi di proseguire gli studi in Italia. Questo canale, che tra settembre e dicembre 2025 ha consentito l'arrivo di 157 giovani gazawi titolari di borse di studio, si è improvvisamente interrotto, gettando nello sconforto tanto gli studenti quanto gli atenei coinvolti SECONDO QUANTO COMUNICATO DAL MINISTERO, il blocco sarebbe riconducibile ai governi di Giordania e Israele, che avrebbero imposto una sospensione temporanea di quelle che hanno definito come vere e proprie operazioni di evacuazione. Si determina così un rimpallo di responsabilità che genera un’impasse: le autorità italiane respingono l'accusa di "evacuazione di fatto", obiettando che si tratta di regolari e normali richieste di visti per motivi di studio.
SAREBBERO ALMENO CENTO GLI STUDENTI PALESTINESI ANCORA BLOCCATI A GAZA, molti dei quali già ammessi e con borse di studio già assegnate da non meno di diciotto atenei sparsi su tutto il territorio nazionale. Questi giovani rappresentano il volto più fragile di una crisi che si protrae ormai da mesi: un limbo fatto di incertezze amministrative e diplomatiche. La maggior parte dei beneficiari di queste borse proviene dal programma iupals (Italian Universities Palestinian Students), promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (crui) e finanziato direttamente dagli atenei aderenti. Il progetto, nato come risposta concreta alle interruzioni degli studi causate dal conflitto, offre agli studenti palestinesi l'opportunità di formarsi in Italia beneficiando dell'esenzione dalle tasse universitarie e di un pacchetto di sostegno che include alloggio, pasti e copertura sanitaria. La Farnesina ha riferito di aver ricevuto complessivamente 165 richieste attraverso il Consolato Generale di Gerusalemme, sebbene non tutte siano riconducibili al programma iupals. Il nodo principale, tuttavia, rimane di natura squisitamente diplomatica: senza il via libera al transito da parte di Israele e dei Paesi limitrofi, gli studenti non possono materialmente lasciare la Striscia di Gaza. La questione dei visti assume qui una rilevanza cruciale. L'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (asgi) sottolinea come il rilascio dei visti da parte delle rappresentanze consolari italiane costituisca un requisito essenziale affinché le autorità straniere possano autorizzare il passaggio. Eppure, molte domande restano senza esito.
SI TRATTA, PERALTRO, DI UNA PROBLEMATICA CHE NON RIGUARDA ESCLUSIVAMENTE LA CRISI MEDIO-ORIENTALE. In Paesi come la Turchia, la gestione delle richieste di visto viene spesso affidata ad agenzie che, sotto la denominazione di "società di visti", approfittano della vulnerabilità dei richiedenti, lasciando migliaia di giovani vittime di usura e truffe.
Se la vicenda degli studenti palestinesi di Gaza rappresenta una sfida umanitaria e diplomatica di grande rilevanza, essa evidenzia al contempo un problema più ampio e sistemico, che richiederebbe indagini approfondite per porre fine a una vera e propria organizzazione delinquenziale che fattura milioni di dollari.
SENZA UN INTERVENTO DECISO E COORDINATO TRA LE PARTI COINVOLTE, la speranza di molti giovani di proseguire gli studi in Italia rischia di svanire. In un contesto in cui i diritti fondamentali alla formazione e alla mobilità vengono troppo spesso ignorati, diventa fondamentale mantenere alta l'attenzione su questa emergenza e agire con urgenza. La solidarietà internazionale, il rispetto delle norme e la tutela dei diritti dei giovani rappresentano la strada imprescindibile per costruire un domani in cui la speranza di un futuro migliore non sia più un miraggio, ma una realtà concretamente accessibile a tutti.
Claudio Monge
NP marzo 2026




