Una racchetta per il Papa

Pubblicato il 20-10-2025

di Carlo Nesti

SINNER Jannik Sinner ha incontrato in Vaticano papa Leone XIV, del quale conosciamo già la passione per il tennis. Gli ha mostrato i trofei, vinti da azzurri e azzurre: la Davis, e il Billie Jean King Cup. Sinner, poi, ha regalato al Pontefice una sua racchetta, invitandolo a giocare. Leone XIV ha rinunciato, «per non rompere qualcosa». Anche per questo Papa, dopo Francesco, lo sport è una sorta di esperanto con cui, nel mondo, dialogare con chiunque.
IMPECCABILE

BENVENUTI
Confesso che a 12 anni mi portai la radiolina sotto le coperte, e, all’insaputa dei genitori, ascoltai la radiocronaca, realizzata da Paolo Valenti, del match Benvenuti-Griffith. Nino non c’è più, ma di lui resteranno la voglia di imparare, sempre, qualcosa di nuovo. E l’amore cristiano, con il quale accompagnò la triste vecchiaia proprio di chi lo aveva battuto, da Griffith a Monzon. Una virtù di questo genere vale più di mille medaglie.
ALTRUISTA

THORSBY
Morten Thorsby, giocatore del Genoa, è, ormai, il riferimento numero uno nel calcio mondiale sulle tematiche “green”. Nominato UEFA Ambassador, per le strategie di sostenibilità, ha aperto 5 anni fa un sito (weplaygreen), per promuovere uno sport più sensibile ai problemi. La sua maglia numero 2, ispirata all’Accordo di Parigi (mantenere la temperatura sotto i 2 gradi, rispetto all’era preindustriale), è diventata il simbolo di una battaglia.
ECOLOGICO

TEBOGO
Si chiama Letsile Tebogo, è botswano, e ha conquistato la medaglia d’oro nei 200 metri, in occasione delle ultime Olimpiadi. Abita a Brescia, e, da quel momento, è diventato una sorta di italiano d’adozione. «L’atletica mi ha cambiato ben prima che vincessi nei Giochi. Se non avessi cominciato a praticare lo sport, probabilmente, oggi sarei un delinquente. Quando ti alleni, la sera, sei talmente stanco, che pensi solo a dormire».
DEVOTO

ITALIANO
Vincenzo Italiano ha regalato la gioia, dopo 50 anni, ai tifosi del Bologna, con la Coppa Italia. Prima della finale, la squadra è stata ricevuta dal presidente Mattarella e il tecnico ha letto un discorso toccante: «Lo sport genera emozioni, unendo nonni, padri e ragazzi. Noi, giocatori, dirigenti, e, soprattutto, tifosi, siamo una comunità. Ed è questo senso di comunità, che lo sport può garantire, al di là di risultati, classifiche e titoli».
SPORTIVO

FERRER
Salva Ferrer, difensore spagnolo dello Spezia, è tornato a giocare 550 giorni dopo l’ultima volta, e 18 mesi dopo una diagnosi spietata: linfoma di Hodgkin. È sceso in campo per 8 minuti, in uno Spezia-Cosenza, che ricorderà a lungo. «Giocare a calcio mi mancava terribilmente» ha dichiarato l’atleta, che ha deciso di festeggiare sposandosi. Non sapremo mai quanto sia servita la motivazione del pallone, ma, intanto, è guarito.
COMBATTENTE

CONEGLIANO
Non c’è squadra italiana più grande del Conegliano, in tutte le discipline. Sulla scia dell’oro olimpico delle pallavoliste di Velasco, la formazione veneta ha conquistato qualcosa come 5 trofei, vincendo l’impossibile. Pensate che si tratta del club di un paese, in provincia di Treviso, con poco meno di 35mila abitanti. È nato appena nel 2012, e, nel giro di 13 anni, ha polverizzando tutti i record grazie a una gestione impeccabile.
INVINCIBILI


Carlo Nesti
NP giugno/luglio

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