Una racchetta in paradiso

Pubblicato il 20-04-2026

di Carlo Nesti

PIETRANGELI
Avete presente il commiato che si deve a un grande personaggio della storia del Paese? Ebbene: questo è accaduto, presso Tor di Quinto a Roma, per Nicola Pietrangeli. Quelle magliette rosse, indossate dalla Nazionale azzurra nel 1976 in Cile, con lui allenatore, saranno sempre l'emblema di come lo sport può manifestare il proprio dissenso, senza offendere nessuno, ma uscendo da una campana di vetro insopportabile.
IMMENSO

FIORENTINA
C'è qualcosa di vagamente mistico nell’impressionante crisi della squadra viola, che io, lo ammetto, avevo pronosticato fra le prime 4 del campionato e si è ritrovata, a dicembre, in fondo alla classifica. So soltanto che la scomparsa di un ragazzo splendido dal punto di vista spirituale come Davide Astori è stata l’inizio della fine: morte di Barone, fuga negli States di Commisso, e malore per Bove. Davvero un tracollo.
CONDANNATA

DON BURGIO
Ci sono tanti don Bosco, in Italia, ai quali viene data scarsa visibilità, e uno di questi è don Burgio, sacerdote guida della comunità Kayros, attiva, dal 1996, nell'hinterland di Milano. Lì viene offerta l'opportunità di recupero a giovani difficili. Don Burgio indica una strada psico-spirituale. «La nostra missione non è salvarli, ma sfidarli a migliorare». È stata la Fondazione Milan a donare un campetto da calcio in sintetico alla comunità.
SFIDANTE

DEL PIERO
Sarebbero necessari la competenza e l'equilibrio per rianimare il calcio italiano, come quelli di Alessandro Del Piero, oppure Platini, oppure Chiellini. I tifosi, infatti, sono rimasti quelli di quando nacqui nel 1955, e cioè, integralmente, sentimentali. Non possono essere ingannati da persone intenzionate a far credere che la concessione di un terreno, e la costruzione di un centro commerciale, contino più di uno scudetto, o di una coppa qualsiasi.
COMPETENTE

PASQUINI
Il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, Daniele Pasquini, ha fatto riferimento alla seconda edizione dei Giochi della speranza, svoltisi in dicembre, nella sezione femminile del carcere di Rebibbia. «Bisogna superare la convinzione che lo sport, in carcere, sia un passatempo». Lo sport non è soltanto competizione, ma un'opportunità per migliorare la qualità della vita dei detenuti, che è sempre bassa.
EDIFICANTE

JUVENTUS GIOCATORI
Siccome non voglio far la parte di colui che vede, nel calcio business, soltanto difetti, credo sia doveroso ricordare il contributo dei giocatori e delle giocatrici della Juventus a una giornata natalizia che è stata dedicata a molti pazienti dell'ospedale infantile Regina Margherita e di casa UGI. Il gruppo bianconero era composto da 4 giocatori della prima squadra maschile: Kalulu, Kelly, Bremer e Koopmeiners.
ALTRUISTI

JUVENTUS SOCIETÀ
Il club bianconero si è aggiudicato il Sustainable Game Award. La dirigente Greta Bodino ha dichiarato: «È una vittoria che ci emoziona, perché riconosce e valorizza il lavoro straordinario di tutte le persone, che credono profondamente nella sostenibilità. La Juventus è stata la prima società calcistica in Italia a essere riconosciuta, per l'impegno nel promuovere un ambiente di lavoro inclusivo».
DEMOCRATICA


Carlo Nesti
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NP gennaio 2026

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