Una città kazaka
Pubblicato il 19-03-2026
In uno studio scientifico pubblicato a novembre sulla rivista Antiquity, un gruppo di ricercatori ha annunciato la scoperta di un vasto insediamento risalente all’età del Bronzo nella steppa del Kazakistan nord-occidentale: è il più grande a oggi noto in questa regione. L’antica città, chiamata dagli archeologi Semiyarka, si sviluppava per un chilometro e 400 metri, molto di più rispetto ai villaggi che sorgono oggi nella regione. Inoltre, è in una posizione strategica: costruita su un promontorio che domina il fiume Irtysh in prossimità di un restringimento dell’alveo, ha alle spalle una fitta rete di valli e affianco una serie di insediamenti più piccoli.
Dall’analisi dei resti archeologici è emerso che l’insediamento, risalente al 1600 a.C, apparteneva alla cultura di Alekseevka-Sargary, che segnò lo sviluppo di insediamenti più stabili, affianco alla cultura di Cherkaskul, fondata su comunità dedite alla agropastorizia, caccia, raccolta e pesca. Le dimensioni di Semiyarka, insieme alla presenza di terrapieni artificiali e tracce di lavorazione dei metalli ne evidenziano la fondamentale importanza per la comprensione delle dinamiche di popolamento della regione in questo periodo. Secondo gli archeologi, infatti, il sito aveva un’importanza significativa nella produzione di stagno e bronzo. In un’area a sud-est, infatti, sono state trovate scorie di fusione e scarti metallici, rendendola un primo esempio della produzione industriale di questi metalli, pilastro dell'economia eurasiatica dell'età del bronzo che e rimasta a lungo assente dalla documentazione archeologica.
Questi ritrovamenti, secondo gli studiosi, dimostrano che le comunità nomadi erano in grado di costruire e sostenere insediamenti permanenti e ben organizzati, incentrati sulla produzione metallurgica su larga scala, sviluppando insediamenti sofisticati e pianificati, simili a quelli dei loro contemporanei nelle zone più tradizionalmente “urbane” del mondo antico.
Agnese Picco
NP dicembre 2025




