Un padre vescovo

Pubblicato il 10-06-2026

di Annamaria Gobbato

IL CARDINAL GIACOMO LERCARO (1891-1976), ARCIVESCOVO DI BOLOGNA, si rivolge ai fedeli nella festa di Ognissanti 1953, per aiuti destinati agli italiani della zona Est di Berlino, agli alluvionati della Calabria e ai quasi mille disoccupati della Ducati, azienda in profonda crisi. Il presule non si limita a chiedere agli altri: nel ’51 aveva già aperto le porte della sua casa agli sfollati del Polesine. Uomo di grande fede e di uguale intelligenza del momento storico, durante i lavori del Concilio Vaticano II propone un rinnovamento della liturgia eucaristica che contempla le celebrazioni in italiano, e l’apertura alle altre confessioni cristiane. Richiama inoltre i padri conciliari a un tema centrale: la Chiesa dei poveri. «Occorrerà che anche gli altri schemi mostrino la connessione tra la presenza della povertà nella Chiesa, con la limitazione nell'uso di certi mezzi materiali, con una povertà visibile negli stessi pastori e nei beni delle comunità religiose». E la più grande testimonianza di povertà Lercaro la dà personalmente fino alla morte: nella tasca della veste fu rinvenuto il portafoglio, vecchio e rotto, contenente un'immagine sacra, una medaglietta della Vergine e poche migliaia di lire, il che costringe gli esecutori testamentari a fare salti mortali per offrire ai destinatari un piccolo ricordo… Un grande cardinale, un cuore di padre.


Annamaria Gobbato
NP febbraio 2026

Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Clicca qui per maggiori dettagli

Ok