Un mondo migliore
Pubblicato il 09-08-2025
Dicono che sognare alimenta le nostre anime, che altrimenti rischiano di diventare sterili. Io credo sia vero. E anche se spesso i sogni infrangendosi ti feriscono, hanno comunque il pregio di regalati un viaggio piacevole.
Sognare colma le anime, le rende produttive..
Con mia moglie abbiamo scelto di vivere in un luogo dove la natura ci abbracciasse. E dove sognare sembra più facile. Anche la natura colma le anime. Amiamo guardare gli abeti che si muovono con il vento immersi nella notte, diventando sipario della cima del monte Poncione. La croce che prolunga la sua vetta, e che la ingentilisce, s’illumina con il crepuscolo e si spegne con il primo minuto del nuovo giorno. Di notte gli zoccoli dei cervi marchiano il prato, specialmente intorno alle vasche in pietra degli orti biologici. Sopra le lucciole disegnano l’aria.
La musica ha più origini. Qualche volta proviene dall’interno della casa, altre si compone da sola, trasformando in strumenti il bosco e gli animali in interpreti. Chissà cosa raccontano i testi delle loro canzoni. Forse sono odi dedicate al luogo che li accoglie o forse cantano l’amore per altri loro simili.
Io e Lolli passiamo ore ad ascoltarli, seduti sotto il portico, su di un piccolo divano di paglia intrecciato, appoggiati a dei cuscini grigi, la lampada di ferro battuto che normalmente illumina la porta d’ingresso è rigorosamente spenta. La luna è il regalo in più di molte serate. Prima sola e poi circondata di stelle.
Qualche volta diventa cornice intorno alla croce, giocando con lei a chi è più luminosa.
Sotto quel portico sono nati progetti, abbiamo discusso nuove idee, proposto follie più o meno realizzabili, ma una cosa è certa abbiamo continuato a sognare.
Ci siamo visti protagonisti attivi di quei nostri sogni, con la certezza che qualcuno volesse condividerli con noi, e mai da soli. Ci siamo domandati se fossimo stati capaci di prendersi cura di un piccolo pezzetto di mondo che ci accoglieva e, con la paura di chi non conosce la risposta, abbiamo provato a farlo. La natura, in tutta risposta, ci ha accolto senza chiederci niente in cambio, se non un po’ di rispetto, e c’ha insegnato che possiamo convivere con lei senza distruggerci a vicenda.
In questo luogo così solitario ma altrettanto colmo di vita, non ci siamo mai sentiti soli. La presenza di Dio la si riconosce in ogni foglia, albero, ruscello, animale. È come se mostrasse la sua grandezza nella meraviglia di tutto ciò che ci circonda. Abbiamo imparato a tendergli la mano, fidandoci di quello che abbiamo scoperto di sentire. Dicono che ci ami. E ci consiglia di fare lo stesso con quelli che incontriamo.
Ci vuole umili, anche se l’umiltà non sempre la si può scegliere senza prima soffrire. Responsabili, anche quando il premio si riduce.
Misericordiosi, con chiunque. Allegri. Senza condizioni. E poi, ci vuole miti. Sapendo che la mitezza è la chiave del dialogo.
Non possiamo che essere grati per tutto questo e, oggi, sognare un mondo migliore non ci sembra così impossibile!
Max Laudadio
NP aprile 2025




