Un mondo in fermento
Pubblicato il 15-03-2026
L’ultima volta è stata nel 2019, pochi mesi prima dello scoppio della pandemia, e l’aeroporto di Marrakech era una cattedrale bianca di cemento e ferro in mezzo al nulla, piazzale antistante polveroso e adibito a disordinato parcheggio, pre-ingresso sotto il sole cocente pieno di turisti in coda per i controlli dei documenti di viaggio, lungo viale in mezzo al deserto in direzione della città. Siamo tornati a novembre scorso e siamo atterrati in mezzo alle case, ai lati della pista interi quartieri di nuove abitazioni hanno fagocitato lo scalo e il traffico aereo non si ferma neanche di notte tant’è che, dopo le proteste della cittadinanza, e in vista del prossimo appuntamento dei mondiali di calcio del 2030, si è iniziato a costruirne uno nuovo a circa 30 Km di distanza, sarà il più grande aeroporto dell’area.
Nel 2014 Marrakech contava poco più di 900mila abitanti, oggi sono più di un milione e 400mila a testimonianza di una nazione in piena crescita che guarda al futuro con occhi da protagonista. Il terremoto del 2023 (2.900 morti) ha portato distruzione ma parallelamente ha generato nuove energie che stanno trasformando il Paese. Si percepiscono ancora i segni dei numerosi crolli degli edifici storici e delle mura della Medina, ritornano alla mente le drammatiche immagini del grande minareto della Kutubia che oscilla, ma tutto sta rinascendo con una luce e una prospettiva nuova, si respirano forza, volontà, giovinezza. Ed è proprio quest’ultima la chiave che spalanca le porte verso il futuro: i giovani, la stragrande maggioranza degli abitanti di Marrakech, la vera risorsa della nazione entra in campo e gioca la sua partita. In tempi di totale denatalità, di Musk che incendia il tricolore e ci addita come prossimi alla scomparsa il raffronto lascia quantomeno perplessi.
Nell’incessante brulicare di attività della Medina si respira l’aria potente di un mondo in fermento,deciso a crescere, determinato nella volontà di costruire un futuro migliore; i giovani fanno sentire la loro voce, chiedono un’istruzione migliore e una sanità pubblica aperta ed efficiente, si sentono artefici del proprio destino e vogliono viverlo da protagonisti. Il turismo in ascesa esponenziale è il perno dell’economia e il motore di ogni attività e del commercio, la vera anima di questo luogo, vivo, incessante, onnipresente. In questo mercato vivente che si insinua e occupa ogni più piccolo spazio non ho mai scorto una TV accesa (e neanche uno schermo spento), la televisione come abitudine semplicemente non esiste, il tempo è denaro e non si spreca, nessun ozio televisivo ma motorini, biciclette, asini, carretti e muli che solcano incessantemente la folla carichi di ogni merce. I giovani non stanno mai fermi, tranne i commercianti, seduti davanti alle loro botteghe colorate, curvi sul proprio cellulare. Il contrasto è abbagliante, i social più forti della tradizione e dell’istinto commerciale del luogo, nessuno più ti ferma invitandoti per fare acquisti, instaurare una trattativa, contrattare sull’oggetto; la voce della Medina si è spenta, anche qui la tecnologia ha mietuto le sue prime vittime e corrotto l’anima di Marrakech.
Michelangelo Dotta
NP dicembre 2025




