Un monaco a tutto tondo
Pubblicato il 21-02-2026
Giordano di Sassonia (Burgberg, Prussia, 1185-1237 Attalia, Turchia) è il primo successore di san Domenico. Le sue eccezionali doti intellettuali, unite ad amabilità e nobile idealismo lo indirizzano a Parigi con l’amico Enrico da Maestricht; là si laurea in teologia e prende a insegnare. Nell’estate del 1219 incontra Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine dei predicatori, e ne viene conquistato. Assieme a Enrico, diventano frati mendicanti.
Nel maggio 1222, dopo la morte di Domenico, a Parigi viene eletto Maestro Generale: «Io ero nell’Ordine da poco più di un anno e non avevo perciò radici così profonde quanto avrei dovuto; ero messo a governare gli altri, io che non avevo ancora imparato a governare la mia imperfezione ». Iniziano le visite ai conventi: Italia, Germania, Francia e Inghilterra... Ai frati propone una regola precisa: «vivere onestamente, imparare, insegnare». In sintesi, offrire la carità della verità. Come Domenico, anche “Maestro Giordano” ama e corregge i frati più con la bontà che con la disciplina.
Se non può farlo di persona, scrive lettere dolcissime, come quelle alle monache di Bologna, dove vive Diana degli Andalò, figlia spirituale di San Domenico e ora sua. Da esse emerge ancora una volta il suo cuore ricco di un affetto vivo, libero, sincero e fedele, come quello che lo lega all’amico fra’ Enrico, priore di Colonia, morto ancora giovane. Come dire: la consacrazione al Signore non deve escludere l’umanità, pena l’alienazione…
Annamaria Gobbato
NP novembre 2025




